Ravenna. Gettò figlio dal balcone: padre assolto.

Ravenna. Gettò figlio dal balcone: padre assolto.
Carabinieri. Immagine di repertorio.

RAVENNA. Prima si era denudato, poi aveva lanciato il figlio di nemmeno un anno giù dal balcone di casa. Infine si era buttato pure lui nel vuoto. I due si erano salvati nonostante il volo di una decina di metri.

Per quanto accaduto il 2 giugno scorso alle porte del centro, è stato assolto il 35enne macellaio nigeriano imputato di tentato omicidio aggravato perché “totalmente incapace di intendere e volere” al momento dei fatti. Per l’uomo sono stati disposti sei anni di permanenza domiciliare nella casa del fratello dove si trova tutt’ora. Respinta la domanda della Procura che, alla luce della presenza di nipoti nell’abitazione, aveva invece chiesto un aggravamento della misura restrittiva con ricovero in idonea clinica.

Determinante nelle decisioni prese dal Gup sono state due analisi psichiatriche. La prima del dottor Renato Ariatti, il consulente incaricato dal Pm Roberto Ceroni, secondo la quale il nigeriano era incapace d’intendere e volere per via di uno “scompenso depressivo psicotico con deliri e allucinazioni”. Ma era socialmente pericoloso. La seconda, esposta in mattinata, del dottor Michele Sanza, perito incaricato dal Gup, secondo la quale l’uomo nel nuovo contesto familiare sta migliorando.

Dopo la caduta, il nigeriano non è più riuscito a camminare in maniera corretta tanto da necessitare di una carrozzina. Grazie a una delicata operazione, è fuori pericolo anche il bimbo sebbene quel volo dal terzo piano lo abbia segnato per sempre. Il padre non ricorda nulla dell’accaduto: sa che il piccolo è assieme alla madre, una giovane connazionale, ma non comprende perché non glielo facciano più vedere.

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