Cronache di sport. All’ultimo stadio. Letta: ‘ Dobbiamo cambiare, basta restar fermi sul passato’.

Cronache di sport. All’ultimo stadio. Letta: ‘ Dobbiamo cambiare, basta restar fermi sul passato’.
San Siro ( repertorio)

LA CRONACA DAL DIVANO. Ora è il Corriere che dedica una paginona al problema degli impianti sportivi in Italia. Il là, è dato da una dichiarazione fresca fresca del neo premier Enrico Letta. ” Gli stadi italiani sono quasi tutti di decenni fa e nei centri storici.Dobbiamo apportar dei cambiamenti, perchè non si può rimanere sempre fermi per timore delle conseguenze”.

Parole sante, parole attese. S poi dalle parole si potesse passare ( rapidamente) ai fatti, ecco che uno dei rebus maggiori per il rilancio del calcio ( e dello sport italiano) sarebbe risolto.  Ora, dire che nuovi impianti possano risultar la bacchetta magica per situazioni che si sono via via incancrenite a causa  d’una inerzia che dura da ( almeno) due decenni, non è esatto. Di quel che abbiamo bisogno lo spiega molto bene il libro-studio ‘ La ripartenza‘ ( il Mulino) di Teotino-Uva.
Per semplificare, noi, a modo nostro, abbiamo estrapolato ( integrandoli) almeno tre punti fermi: l’applicazione del fair play finanziario ( per controllare entrate-uscite dei club, soprattutto quelli indecorosamente spendaccioni in un momento di grave crisi economica); il controllo della corruzione ( se è vero che il Pm di Piacenza parla ancora di ‘pozzo senza fondo‘);  la costruzione di nuovi impianti ( sul modello uve, più ancora che sui soliti modelli esterofili).

LA PAGINONA DEL CORRIERE. Che dice il Corriere? Che, al momento, esistono sogni ( o progetti) depositati in cassetti ( più o meno) trascurati. Udinese a parte, vogliono ( in particolare) una nuova casa il Sassuolo ( se sarà promosso in A), le romane, la Sampdoria ( in zona Fiera), la Viola ( nell’area Mercafir), e l’Inter ( in un’ area da scegliere tra San Donato o Expo Rho). L’elenco  ( volendo)  potrebbe ulteriormente allungarsi. Troppa carne sul fuoco? Forse, ma il problema non è il troppo, il problema è il quando e il come. Da troppo tempo, infatti siamo in attesa di riprendere il cammino. Per arrivare dove …  la nostra storia chiama.

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