Cesenatico. In scena ‘Che invenzione la comunicazione!’.

Cesenatico. In scena ‘Che invenzione la comunicazione!’.
Laboratorio di Canto Corale.

CESENATICO. A conclusione del Laboratorio di Canto Corale – al sesto anno di realizzazione -, anticipando la Settimana nazionale per la Musica (6 – 12 maggio), il cui obiettivo è dare visibilità alle esperienze realizzate nelle scuole, la Direzione didattica del Primo Circolo di Cesenatico ha organizzato il Concerto per la Giornata della Musica, venerdì 3 maggio, nella cornice del locale Teatro, con il patrocinio del Comune di Cesenatico, dal titolo “Che invenzione la comunicazione!”.

Il coro scolastico Non si fa sol … do re mi la, diretto dalla docente Maria Concetta Bianco e, in partecipazione straordinaria, gli alunni delle classi 4^ della scuola primaria “2 agosto 1849”, guidati dagli insegnanti Luisa Bianchini, Barbara Conti, Giovanni Mucciaccio, Rossana Rossi, Catia Valzania, nonché gli ex-coristi Lorenzo Morigi e Vittoria Fiumana, hanno messo in scena un vero e proprio musical: al primo sono stati affidati i brani vocali, ai secondi la recitazione e gli intermezzi ballati. La manifestazione è stata dedicata alla docente del Primo Circolo, Maria Concetta Iacono, deceduta prematuramente, a cui tutto il teatro ha tributato un lungo, commosso applauso di riconoscenza e saluto.

“Che invenzione la comunicazione!” ha narrato il sogno del maestro Ubaldo, interpretato “magistralmente” da Lorenzo Morigi: un viaggio nel tempo, a tu per tu con personaggi e scoperte che hanno caratterizzato i secoli. Sullo sfondo, è lo scontro tra generazioni, i nativi digitali versus gli immigrati digitali; uno strappo generazionale ricucito dal filo della storia, alla ricerca di continuità.

Il messaggio che la pièce intende lanciare è che, anche se oggi con un clic si può essere virtualmente dall’altra parte del pianeta, non bisogna dimenticare di comunicare con chi ci sta accanto, perché “in un abbraccio non c’è distanza”. Dai segreti della natura alla scienza, dai mass media fino ad arrivare ai microchip: i valori umani sono sempre gli stessi, ciò che cambia è il modo di trasmetterli.

“Esperienze come quella odierna – ha affermato la dirigente scolastica Maria Stella Grandi – sono entusiasmanti e coinvolgenti, allenano alla responsabilità, fanno sperimentare valori quali il rispetto, la condivisione, la cooperazione, la solidarietà indispensabili per un vivere comunitario sano, insegnano ad assumere degli impegni per realizzare progetti comuni. Tutto ciò – continua la dirigente scolastica – si è concretizzato sul palcoscenico, ogni bambina e ogni bambino ha realizzato, con responsabilità e bravura, il ruolo assegnato contribuendo ad una rappresentazione di pregio”.

In effetti, la performance è stata molto convincente: sono stati evidenti lo studio minuzioso e rigoroso delle parti, la vivace spontaneità della recitazione, la ricerca della trasparenza nell’intonazione e nell’impasto vocale, l’equilibrio di gradevole fattura nella contrapposizione delle sezioni del coro. Il coinvolgimento del pubblico è stato dimostrato dai lunghi e sentiti applausi alla fine di ogni quadro e dell’intero musical. Al termine, la soddisfazione dei genitori degli alunni e degli invitati ha richiamato lungamente alla ribalta i piccoli protagonisti, elargendo un continuo e sonoro plauso e richiedendo al coro il bis dell’ultima canzone “Come radici”.

Il sindaco Roberto Buda ha apprezzato l’iniziativa con parole di lode per gli alunni e le docenti e ha consegnato agli alunni del Coro il diploma finale: “Il canto – ha affermato il Primo Cittadino – ed in particolare il l’esperienza del coro educano alla bellezza. In questa società che tende sempre a vedere il negativo, solo la bellezza potrà salvarci! L’educazione all’ascolto dell’altro, al lavoro condiviso, alla comunicazione, sono i frutti più belli ed evidenti di un lavoro come questo. Anche io che sono corista per diletto, posso dire come negli anni questa esperienza mi abbia segnato e fatto crescere, per cui non posso latro che essere felice di iniziative come queste”.

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