I giovani si fanno sempre più canne, i vecchi sparlano del loro Paese. Fabio Capello: ‘ In Italia, non vengono più i campioni’.

I giovani si fanno sempre più canne, i vecchi sparlano del loro Paese. Fabio Capello: ‘ In Italia, non vengono più i campioni’.
Fabio Capello

CRONACHE DI SPORT. E se, a leggere il rapporto 2013 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia curato dal Dipartimento delle politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, negli adolescenti italiani tra 15 e 19 anni cresce l’uso di canne ( +2%), dall’altro, se ci fermiamo anche un sol attimo ad ascoltare  i nostri ( presunti) ‘ grandi vecchi’ che ( beati loro) dopo avere accumulato da noi esperienza e titoli  ( e ricchezza) se la spassano ( ora) all’Estero, non abbiamo certo più nulla di cui godere.

GLI ESTEROFILI AFFOSSATORI. Che il nostro Paese si sia riempito di esterofili lo sappiamo. E che gli esterofili finiscano col tirare la volata ai tanti colonizzatori  anche questo è noto. L’importante per loro, infatti, è mettere il sale sulle ferite nostre, vere o presunte, tanto che ‘ allontanarci ‘ sempre più da quel mitico Altrove dove il sole sorge e tramonta. In queste ore abbiamo risentito Capello, sì quello con il ‘culo basso’ che segnò a Wembley un uno a zero che ci ridiede faccia davanti ai maestri inglesi che fin a quel momento non avevamo mai battuto. E che ora, dopo essere stato inventato da un Milan ( allora) prodigioso, se n’è andato ( con i crediti da noi accumulati) all’estero, con qualche risultato ma anche con qualche bluff. Ora se la passa  al freddo della Siberia.
E cosa dice il buon Fabio ( Capello) del ( calcio) del suo Paese? ” Non è più come ai miei tempi. Quando i migliori venivano, qui, per il campionato più bello del Mondo. Ora i migliori scappano, scappano e basta”.  Giusto sottolinearlo. Sulla rete anglofila che lo ospita. Del resto che ha fatto lui, insieme al manipolo di tecnici prodigio ‘ scappati’ pure loro all’estero? Tanti genietti prima godono del prestigio accumulato nel Bel Paese , e poi,  una volta sistemati, quando sono chiamati a parlarne  parlare ( intelligentemente) lo rendono ‘ piccino, piccino’ come di più non si può. Rimarcando inoltre il tutto con serena presunzione. E mai curandosi di aggiungere  come sottofondo una qualche forma di delusione, di rammarico, e sopratutto di reazione per aiutare una rimonta che in Italia è sempre possibile. Glielo dice la sua storia. Basta aiutare a crederla, e non ad affossarla.
Che nel nostro campionato non arrivino più campioni a suon di miliardi è  ’ cosa benedetta ‘. Che dovrebbero seguire anche nei mitici regni dell’Altrove. Perchè in un ( Europa) dove i senza lavoro si contano ormai a milioni, pagare uno che ‘gioca’ -  gioca e non lavora –  diversi miliardi  suona  ( che Capello lo capisca o no) come fatto immorale. Perchè uccide le dimensioni in cui resta possibile  ancora ( su questa valle di lacrime)  cercare giustizia e solidarietà.

LA MORALITA’ NEGATA? L’Italia, obtorto collo, si sta morigerando; gli altri ( nonostante il fantomatico fair play finanziario) no. Perchè?  Che idea hanno costoro dello sport e della società?  Campioni e tecnici , da noi, scappano all’estero?  Certo,  fanno i loro interessi professionali ( o a secondo dei punti di vista, mercenari) anche se a dire il vero più che a scappare ‘ volano’ all’estero, visto   poi come divorano ( o fanno divorare)  il campo da gioco rispetto ai nostri o ad altri ‘ poveri coglioni‘ che ( evidentemente) non amano farsi   cadere come Asterix ed Obelix nel paiolo magico del druido. Illazioni? Fantasie  devastate dopo il caso Armstrong? Perchè allora non togliersi il pensiero e  introdurre ( come nel ciclismo)  in tutti gli sport ( calcio compreso) il passaporto biologico con controlli incrociati ( affidatati però alla Wada) sangue/urine e ( ogni volta) a sorpresa?

I MALI DEL NOSTRO SPORT. I mali del calcio italiano sono diversi. Lo sappiamo. Qualcuno li ha studiati anche bene. Tra le note dolenti  c’è il problema dell’aggiornamento degli impianti che, lentamente, nonostante l’assenza cronica della politica ( recente, ad esempio,  è l’annuncio dell’iperattivo  presidente federale Abete sull’impossibilità della nuova legge nel corso di  questa legislatura), si aggiornano. Torino, Udine. Perchè allora, invece di sputtanare dando fiato alla bocca,  non si spinge  su questo ed altri ( delicati)  tasti?
E’ più facile, certo, stendere i panni sporchi alla finestra, e mettersi a gridare  su quanto sporchi sono. Gli astanti ( soprattutto quelli di parte) di certo applaudono, sorridenti, perchè così significa offrire il fianco per farsi ridere dietro.  Al mondo ( che non ti ama) piace riderti dietro . Peccato solo che  quando a qualcun altro ( dalla Germania, alle isole d’Albione, alla Spagna)  gli si chieda lumi su quel che ( anche Altrove) non ‘luccica proprio‘ essi non si degnino neppure di rispondere. Come nel caso, più unico che raro, della mirabile Operacion Puerto, in cui (  quel che avrebbe potuto essere lo scandalo doping del secolo) sia  stato risolto con qualche innocente buffetto a qualche sconsiderato addetto ai lavori e nulla più.
Inoltre, ben 221 sacche di sangue appartenenti alla nobiltà dello sport europeo, vanno soppresse. Distrutte. Sì, per ordine  d’un tribunale di giustizia. Al punto che dell’Operacion Puerto ( secondo  logica soprattutto spagnola) resterà ( paradossalmente) solo il nome di qualche italiano, e poco altro, perchè  tanto  basta una volta individuato il ‘coglione’ che paga per tutti. E che se è italiota è mette d’accordo tutti . Tanto chi lo difende, il noto depravato ?  Tra l’altro in Siberia fa freddo, e là le preoccupazioni sono soprattutto quelle di coprirsi. Per starsene al caldo.

Ro.Va.

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