Andrea Agnelli e la Juve. Andrea Agnelli e il calcio italiano. Il modello siamo noi!

Andrea Agnelli e la Juve. Andrea Agnelli e il calcio italiano. Il modello siamo noi!
Milan-Juventus serie A

LA CRONACA DAL DIVANO. E mentre il solito Blatter, svizzero capitato non si sa come ( nonostante le innumerevoli  chiacchiere addosso) alla guida della Fifa, non perde occasione per rimbrottare la solita, odiata, e  ( per lui) sciagurata Italia, per via di quegli idioti che hanno preso l’abitudine di imbastire da qualche spalto di stadio ( solitamente) obsoleto e  mezzo vuoto ( ripetitivi) coretti sul tipo  ’buu…buu‘, c’è anche qualcuno, sì, da noi, nella Penisola più bella del Mondo, che idiota non è. Anzi, che dice qualcosa che se fosse espressa in qualche paese del magico Altrove, diventerebbe certo oggetto (immediato) di culto, da parte di Blatter si sa, ma anche dei tanti esterofili che pullulano il nostro Paese, dall’Alpi a Pantelleria.

IL GIOVANE AGNELLI. Chi è questo qualcuno? Il giovane Agnelli, Andrea Agnelli, figlio di Umberto, e rampollo d’una delle più longeve dinastie sportive d’Europa. E’ alla Juve da un battito di ciglia, eppure ha già bissato il traguardo scudetto. Aiutato, certo, da validi collaboratori, il terribile Conte Dracula compreso, ma che per il sol fatto che sono lì per suo ( precipuo) volere, già, questo, è un suo merito non da poco. Significa che il giovane presidente, dal ciglio allungato e ( spesso) corrugato, sa quello che vuole e che fa. L’intervista concessa a Sky lo conferma.

IDEE CHIARE. Soprattutto, almeno per noi, sedentari dello sport, su tre punti: vediamoli. Intanto, il suo arrivo alla Juve non è casuale. Alle spalle ha quasi un secolo di gestione in famiglia. Il padre e lo zio sono stati personaggi indimenticabili. Non è, infatti, il parto  di certi nuovi club europei improvvisamente miracolati dall’arrivo di qualche ( misterioso) conte di Montecristo, o di qualche altro ( mirabolante ) signore del petrolio  estratto dalla  steppa o dal deserto, o di qualche ( più) noto miliardario di varia origini ma da conti alle isole Cayman. E’, insomma,   il figlio d’una lunga storia di sport.
E questo, nonostante le pennichelle di monsieur Platini, piemontese nato in Francia, ormai avviato con il suo fantomatico fair play finanziario ad una carriera più da comico che da dirigente mondiale, non è cosa da poco. Per noi, poveri sportivi senza ombra di lacci e lacciuoli, conta. Conta eccome!

Altro punto, l’impostazione seria data al futuro Juve. Dove conta vincere, ma dove conta anche  tenere l’occhio attento sui bilanci. Sulle entrate e sulle uscite, come fair play serio dovrebbe comandare. Per evitare di  sparare salve di cannone a vuoto. Come probabilmente capiterà ( quando i nodi verranno al pettine) agli anglosassoni che del loro enorme capitale calcio hanno ormai ceduto anche le tendine dei bagni; oppure a quelli del Psg, neo ( agitato) campione di Francia, con quegli ottocento milioni stanziati da uno sceicco del Qatar ( o Dubai o chi da che cosa?) che oggi c’è domani chissà; oppure  al Monaco, dove un riccone russo migrato ( chissà perchè ) sulla Costa Azzurra ha già iniziato a spendere e spandere ( senza dar tempo al tempo) decine e decine di milioni di euro.

Terzo ed ultimo punto: il modello di riferimento. Gli hanno  chiesto, al giovane presidente bianconero, quale, per lui , tra il modello ispanico, anglosassone o alemanno è preferibile. Mirabile la risposta: tutti e nessuno. Anzi, per essere ancor più precisi, il nostro calcio di cui solo gli ultimi arrivati non conoscono il  percorso disseminato di soddisfazioni come  pochissimi altri possono vantare, una volta risolti i problemi che l’hanno posto ( al momento) in sofferenza ( governo complessivo del sistema, mancanza di una legge sugli impianti, fair play finanziario, controlli antidoping ( da noi fatti in altri posti no)  etc), deve solo ‘ dar seguito’ alla sua storia. Ovvero alle sue peculiarità. Che non possono essere ( solo) la fotocopia d’altri. E che bisogno c’è infatti di andare a scopiazzare qua e là, dove i problemi esistono anche se nascosti sotto il tappeto; e magari sognando anche noi illusori ( ed estemporanei) principi azzurri,  quando le soluzioni ce le abbiamo qui, con noi, e quando basterebbe solo crederci ( mettendo le persone giuste al posto giusto) per governarle al meglio? Finalmente!

 

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2 Commenti

  • Salve Agnelli provi a mandare un’osservatore a Barcellona per visualizzare Thiago Alcantara centrocapista centrale squadra Barcellona € 22.000.000 giocatore forte volendo perchè non aggiungere Marchisio nella trattativa? poi Francisco Romòn Alarcòn Suàrez ruolo centrocampo- Trequartista parli con Marotta perchè sono 2 giocatori da non lasciarsi scappare molto giovani anche.
    Salve

  • Scusi dimenticavo il secondo giocatore che le ho detto costa € 25.000.000 però tenga presente che fà 2 ruoli.
    Salve

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