Libri. ‘Il calcio dei ricchi’ di Mario Sconcerti. Luoghi comuni, novità e prospettive per lo sport più amato.

Libri. ‘Il calcio dei ricchi’ di Mario Sconcerti. Luoghi comuni, novità e prospettive per lo sport più  amato.
Mario Sconcerti

IL CALCIO DEI RICCHI. ” Il più grande cambiamento del calcio di oggi non riguarda gli schemi di gioco e nemmeno i metodi di allenamento. Riguarda il pubblico. La vera rivoluzione sta nella gente che lo guarda. La gente può (ora) interpretare e capire. Prima (infatti) il calcio era il gioco di tutti ma stava nell’interpretazione dei pochissimi che avevano il diritto di raccontarlo. Erano i giornalisti che lo spiegavano ad un popolo di lettori che non andava allo stadio. Non esisteva il calcio oggettivo, esisteva solo il calcio di chi poteva descriverlo”.
Inizia così l’originale indagine di Mario Sconcerti, giornalista e scrittore, opinionista ( molto ascoltato) di Sky, geniale interprete d’un calcio che si evolve assai velocemente, tra innovazioni tecniche , la corruzione non debellata, il sospetto di doping diffuso  e ( ancora non adeguatamente) sotto controllo, i metodi di allenamento tutti da valutare e ( soprattutto) l’assalto di orde di spendaccioni che piovono sull’Europa  ( soprattutto del Nord) sospinti dai gelidi venti della steppa o dalle bollenti tempeste di sabbia  dei deserti arabi.

IL DIO DENARO. E se può essere condivisibile l’annotazione sull’impatto rivoluzionario della televisione ( peraltro oggi affiancata o superata da altri mezzi di comunicazione, come internet,  ancor più pratici e capillari) nel modo di leggere l’evento calcistico, non altrettanto  si può condividere sulla tesi ( suggerita più che imposta) che a governare ( anche) questo mondo sia  ( sopratutto) il dio Denaro. Sì, non il bizzoso e imprevedibile Eupalla, ma il dio Denaro in persona.  E in questo senso, se non abbiamo interpretato male,  Sconcerti avalla ( con studi allargati e intuizioni insospettate ) quanto Adriano  Galliani , il vice presidente del Milan sostiene ( bilanci alla mano) da anni.
La  Coppa dalle grandi orecchie, ad esempio,   è un dono sempre più ad appannaggio d’un club ristretto.  E che si restringe ancora. Eliminando anno dopo anno, con velocità incredibile,  quelle società via via più fragili. Come le storiche società  italiane, appena tre/quattro anni fa sul trono d’Europa con l’Inter del Triplete, e oggi già sospinte in un angolo per via di ‘ carenze‘, ‘ritardi’, legge sui nuovi impianti da vent’anni bandita e mai posta in essere, ‘difficoltà economiche’ e qualcos’altro ancora, che Sconcerti dimostra di analizzare nel dettaglio e molto verosimilmente.

MA EUPALLA E’ DAVVERO MORTO? A porla così, la quaestio, assume toni mitici. Come è successo un tempo, forse mai esistito, in cui tra gli dei che governavano il mondo, si scatenò  una lotta senza tregua. Zeus, ad esempio, debellò il padre Urano e s’insediò sull’Olimpo per governare  cose, animali e uomini. Qui, al tempo nostro, il dio Denaro avrebbe spodestato il dio Eupalla. Il dio Denaro è forte, invadente, con tanti amici; ma il anche il dio Eupalla non scherza. Perchè, se è vero che il denaro conta, eccome, non si può non ammettere  che  il calcio continua ad alimentarsi di quel  mistero che  lo rende ( come sintetizza qualcuno)  vera e propria ‘metafora della vita‘ . Per andare al pratico, quest’anno in Champions sono sparite ( dagli ottavi) le squadre di Premier, ovvero le otto regine d’Europa , che tra i campionati europei sono le più danarose. Inoltre, in finale, è arrivato un Borussia ( che a fatica ha eliminato un Malaga, sedotto e abbandonato da uno di quei signori dl deserto) che non è certo tra i club più danarosi. Anzi, qualche anno fa era in lista di retrocessione. Se, poi, in finale, dovesse battere il Bayern, ecco che si dovrebbe tornare a parlare del dio Denaro sconfitto dal dio Eupalla. L’uno ricolmo d’oro e diamanti, l’altro solo di buona volontà e coraggio.
IL FAIR PLAY FINANZIARIO. I dati snocciolati ( almeno fino a qualche tempo fa si diceva così) da Mario Sconcerti sono stringenti. Per molti aspetti incontrovertibili. Chi può vincere un Pallone d’oro se non uno che gioca nelle prime due o tre squadre danarose? Chi può raggiungere le finali se non coloro che presentano bilanci al top.
E a proposito di bilanci, Sconcerti tocca un tasto molto interessante e ( per noi) assai urgente. Quello che riguarda il cosiddetto fair play finanziario, brandeggiato più volte da monsieur Platini, presidente Uefa e indiziato per andare a sostituire l’ obsoleto Blatter, idea certo geniale ma difficile, e comunque la da vedere come (  vera) soluzione all’invasione dei ‘barbari‘ che giungono dall’ Altrove iniettando, ogni anno, nelle avide vene del calcio europeo, milioni di euro ( o di sterline).

UN CAMPIONATO D’EUROPA ? C’è infatti un calcio storico che va difeso. Sopratutto in Paesi ( attualmente) in ritardo ( e in difficoltà)  come l’Italia. Dove club gloriosi come Inter o Milan (  Milano, si rammenti, ha visto alzare 10 Coppe dalle grandi orecchie,  come nè Madrid, Barcellona o Manchester hanno visto) rischiano di trasformarsi in patetici tappetini sotto le polverose calighe delle squadre del nord padroneggiate dai  barbari. Anche all’interno, come ipotizza Sconcerti, d’un futuribile campionato Europeo. ” Non è facile – anticipa  lo scrittore-giornalista – ma mi risulta che qualcuno ci stia già lavorando. In pratica si tratterebbe di due-tre squadre dei quattro campionati più importanti ( inglese, tedesco, spagnolo e italiano) oltre a  due russe, due francesi e quindi  altre attraverso delle qualificazioni estive. Chi però arriverà primo alla fine del torneo sarà campione Europeo, ma non campione del proprio Paese”.

Il problema, però, non è e non sarà mai, escogitare nuovi marchingegni. Che se sono geniali ben vengano. Il problema è sempre uno. Quello che ha dato vita e forma e sviluppo a questa disciplina tra sport e gioco particolarmente diffusa e amata nel mondo.  La sfida, l’imponderabile. E magari anche il povero che batte il ricco. Davide che umilia Golia. O se vogliamo il dio Denaro deriso dal dio Eupalla, più antico, più misterioso, più addentro ai recessi dell’animo umano.

Ro.Va.

 

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