A Riolo Terme si ride con Paolo Cevoli.

A Riolo Terme si ride con Paolo Cevoli.
Paolo Cevoli. Immagine di repertorio.

CASTEL BOLOGNESE. Dopo “La penultima cena”, Paolo Cevoli torna con un nuovo spettacolo teatrale dove ancora una volta l’esilarante comicità scandita dalle classiche “patacate” dell’artista romagnolo si accompagnano a una sapiente narrazione storica.

Lo spettacolo “Il sosia di lui” si terrà in edizione esclusiva per l’associazione La Mongolfiera onlus sabato 25 maggio alle 21 al Teatro comunale di Riolo Terme (corso Matteotti 26) . Il costo del biglietto è di 25 euro ed è disponibile in prevendita nel negozio Sisley (via Mazzini 20/22 a Imola, solo al mattino), Itaca Libri (via dell’Industria 249 a Castel Bolognese) e ferramenta Ghinassi (corso Matteotti 53 a Riolo Terme). Il ricavato sarà devoluto all’associazione La Mongolfiera onlus, nata per sostenere le famiglie con figli disabili nel loro percorso educativo e di crescita.

Per info e prevendite: 338-4432709 – info@lamongolfieraonlus.it.

“Il sosia di lui” di e con Paolo Cevoli, regia di Daniele Sala.

Estate 1934. Riccione. La Perla Verde dell’Adriatico. Un idrovolante trimotore modello Savoia Marchetti 66 plana sulle quiete acque del mare Adriatico. Una folla festante raggiunge il velivolo a nuoto o in moscone. Dopo pochi minuti, dalla cabina di pilotaggio, esce un uomo. Camicia bianca, cappello da marinaio, mascella volitiva. Mussolini Benito. Venuto a Riccione per ricongiungersi con la sua famiglia e trascorrere qualche giorno di riposo nella villa di proprietà. La folla è in delirio. Il meccanico di bordo però ha notato che uno dei motori Fiat A24R ha qualche problema. Viene chiamato un meccanico locale. Pio Vivadio detto Nullo. Di professione meccanico. Figlio di enne-enne allevato dalle suorine. Di fede politica anarchica. Di carattere ribelle. Mentre sta lavorando sul motore ingolfato, due bambini, lo scambiano per il loro papà. Sono Romano e Annamaria Mussolini. Figli numero quattro e cinque di Rachele e Benito Mussolini. Anche un gerarca fascista, membro dell’OVRA, la potentissima polizia segreta, si accorge di questa somiglianza. Arresta il meccanico Vivadio e lo trasforma nel sosia del Duce. Inaugurazioni, ricevimenti, cene di gala costituiscono un impegno pressante per il capo del Governo Fascista. Una controfigura può essere un’ottima opportunità per permettere a Benito Mussolini di assentarsi per qualche ora ed attendere ad impegni privati di varia natura. Tutto procede per il meglio. Fino alla inevitabile confusione fra attore principale e controfigura. E al fatidico 25 luglio 1943.

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