Il calcio e ( lo sport) italiano. Woorkshop a Milano, per rilanciarsi. Abete, presidente Figc: ‘ Ma non tutto è da buttare!’.

Il calcio e ( lo sport) italiano. Woorkshop a Milano, per rilanciarsi. Abete, presidente Figc: ‘ Ma non tutto è da buttare!’.
Calcio e nuovi stadi

LA CRONACA SPORTIVA. Zamparini, patron del Palermo, è stato deferito alla Disciplinare  per gli ‘insulti’ a Blatter e Platini.  Deferito anche il Palermo per responsabilità diretta. Il vulcanico presidente, secondo la ‘rosea‘, aveva attaccato Blatter per la questione del razzismo negli stadi, accusandolo di essere lui ‘razzista’ , e Platini per il problema dell’agibilità degli impianti.  ” Sarebbero da prendere a calci tutti e due”, avrebbe poi chiuso Zampa l’intervista all’emittente radiofonica Radio Kiss Kiss.
Ora, dire che Joshef Blatter sia o no  ’ razzista’   non lo sappiamo, ma che abbia una certa ‘simpatia’ per l’Italia questo,  sì,  ci pare ( da tempo) palpabile, o no ? Sbagliamo?  Certi signori non ci vorranno mica imporre d’ applaudire il grasso svizzerotto, eternabile sovrano sul trono della Fifa, che ( si dice) non perda occasione per ‘ bacchettare’ l’Italia e gli Italiani?  Ma, per i deferitori,  che dovremmo fare: prostrarci, e accettare quanto di pregiudizievole ( e di ingiusto) ci scarica ( amabilmente) e ( puntualmente) addosso?  Ma non l’hanno capita, loro,  lui, come ( probabilmente)  altri  co-èquipieres tra le  montagne loro immacolate, che quaggiù, nel profondo dell’Europa, donde nascono le civiltà che altri apprendono per poi  rifarcele pagare come altrui,  c’è qualcuno ( anzi, più di qualcuno) che s’è stufato di accettare prediche da pulpiti  stonati?

IL CALCIO CHE VOGLIAMO. Gazzetta: se non ci fossi, dovrebbero inventarti! Il workshop che ha fornito  il suggello all’iniziativa ‘ Il calcio che vogliAmo’  lo conferma.  Nell’incontro tra le varie parti del pianeta calcio si è cercato, una volta di più, di riportare alla ragione ( soprattutto) quanti della ragione hanno smarrito l’uso.  Attorno allo ‘ stesso tavolo‘ ( come usa dire oggi) sono stati infatti riuniti  i vertici istituzionali ( Abete, Albertini etc), i dirigenti di Club ( Agnelli, Galliani etc) e altri importanti addetti ai lavori. Una bella compagnia, insomma, per capire se il pallone (  in Italia? ) avrà un futuro roseo oppure no. Sabato 18, allo speciale la ‘rosea’ aveva allegato un libretto con i ‘ dieci+1′ punti fermi ( o proposte) da cui ripartire.
Noi, nel nostro piccolo, gli avevamo dedicato uno specialino. Che non ripetiamo. Ma che ( solo) condensiamo nei punti salienti :  impianti nuovi e di proprietà ( anche per meglio controllare i manipoli di facinorosi  e tra questi anche gli artisti dei coretti ‘ BuuBuu‘); lotta alla corruzione ( che a star sentire il Pm di Piacenza è tutt’altro che eliminata); lotta al doping ( con coinvolgimento della Wada e  obbligo del passaporto biologico per tutti gli sport, bocce comprese); fair play finanziario  in Europa  e in Italia, bandiera al vento di monsieur Platini che speriamo, stavolta almeno, lasci perdere le sue battutine e si dedichi in concreto  ad una ‘riforma’ complessiva del mondo del pallone in Europa ( magari avviandola proprio dal Bel Paese,  in gran parte  anche suo).

IL MODELLO JUVENTUS. Tra tante ciance,  dopo avere passato in rassegna ( anche attraverso alcuni studi) i vari modelli calcistici del Vecchio Continente,almeno per noi,  il modello più aggiornato e credibile ci pare ( guarda un po’ ) quello juventino. Andrea Agnelli,  inserito tra i protagonisti dell’incontro alla sala Buzzati di Milano, in una  sua ( recente ed esauriente) intervista a Sky, aveva ( già) avuto modo di illustrare ( punto per punto) la sua ‘ visione‘  del calcio da  realizzare ( non solo) in Italia. Il suo modello, semplice e ragionevole, punta ad una  ristrutturazione economica, logistica e culturale delle società di calcio, che  devono  ’sparare i loro colpi’  solo in base alla loro reale ‘capacità di fuoco‘. Messa così, solo ( alcune) tedesche possono risultare (  grazie  al fatto di essersi rimodellate  con lungimiranza) più complete e redditizie. Vedremo poi se le tedesche, per addivenire in tempi rapidi a quel  successo che resta un ingrediente indispensabile alla ‘ sanità’ , ‘robustezza’ e ‘competitività’ dei bilanci, si siano  convertite o meno al doping,  il cui controllo   ( nell’attesa del passaporto biologico con  incroci sangue e urine a sorpresa)  rimane a tutt’oggi   ( sostanzialmente)  relegato alla accidentalità.

IL GOVERNO ATTUALE DEL CALCIO. Lo abbiamo detto più volte:  da monsieur Platini ( le roi dell’Uefa) ci aspettiamo tanto. Non parole, ma vero ( e coraggioso) fair play finanziario. Dalla Fifa, invece, che si cambi finalmente faccia alla guida del governo del movimento mondiale. Quei pulpiti non hanno più fedeli. Dalla Figc, invece, anima nostrana del mondo del pallone, vorremmo ( con tutto il rispetto per il nostro Abete)  qualcosa di più. Non basta, infatti, dire “ Che non tutto è da buttare” perchè di questo siamo coscienti tutti. Proprio perchè sappiamo che il calcio italiano, nonostante   smanie esterofile, corruzione, errori ed occasioni perse, è  così  carico di glorie  da richiamare ( metaforicamente)  quei pettorali di  generali russi sulla piazza Rossa il 1°Maggio.
Qui si sta mettendo tanta carne al fuoco, e occorrono ( dunque)  nuovi cuochi per cuocerla a dovere. Il problema sarà, come sempre in Italia, trovare quelli veramente bravi per l’uso. Basta con gli amici degli amici. Intanto la ‘rosea’ fa bene a tracciare una strada e ad invitare tutti a percorrerla. Riservando, però, e stia attenta, le sue preziose pagine solo a chi dà reale affidamento.

UN INVITO EVANGELICO. Alle dieci proposte de ‘Il calcio cheAmiamo’ se ne aggiunge una, conclusiva, di radice evangelica,  e che recita ( sostanzialmente) così: ” Vivano i tifosi avversari  la partita  insieme. Prima, durante, dopo“. Sarebbe meraviglioso. Fin dai primi fuochi accesi sulla terra dagli uomini, aspettiamo che ‘ esseri l’uno contro l’altro armati’ ’   depongano le armi per  sedersi , gioiosamente, attorno ad un caldo ritrovo di pace.
Sarebbe bello riscontrare questa volontà  anche sugli spalti d’un impianto sportivo. Spalti adeguati al ritrovo, però, consoni allo spettacolo moderno, e comunque tali da favorire ‘ una nuova esperienza delle persone dentro lo stadio’. Senza il bisogno, si spera,  come ha chiesto qualcuno, di ‘ scannerizzare  volti d’uomini‘  per togliere  ( a quelli malintenzionati)  la voglia di (ri)organizzare, poi, nelle  cosiddette  ’ terre di nessuno’, le loro  bravate (  non solo canore), e che altro non sono se non   forme di  disprezzo ( da recuperare ) del vivere civile, attraverso  la passione sportiva.

Ro.Va.

 

 

 

 

 

 

 

 

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