Ravenna. Casadio scosso: ‘Fulmine a ciel sereno, per ora non faccio ipotesi’.

Ravenna. Casadio scosso: ‘Fulmine a ciel sereno, per ora non faccio ipotesi’.
Claudio Casadio. Immagine di repertorio.

RAVENNA. Parla l’uomo Claudio Casadio, dopo l’auto incendiata e tre molotov piombate nel suo cortile nella notte di giovedì 23 maggio. Il presidente della provincia parla durante il consiglio provinciale straordinario convocato per esprimergli straordinarietà dopo quanto successo. “E’ stato un fulmine a ciel sereno – spiega – e non c’è alcuna ipotesi da scartare. Spero che i responsabili siano scoperti al più presto”.

La fiducia nelle forze dell’ordine è totale ed è ribadita anche durante la seduta del consiglio, in una sala gremita di politici e rappresentanti del mondo sindacale e imprenditoriale. Ed è proprio ai vigili del fuoco e alle forze di polizia che va l’unico punto polemico dell’intervento del presidente: “Mi ha dato molto fastidio – dice - leggere sul web commenti che ipotizzavano come l’intervento sia stato tanto celere perché la persona colpita era una figura istituzionale. Le forze dell’ordine avrebbe agito così con qualsiasi cittadino. Io credo che l’antipolitica, che pure ci sta facendo riflettere, non debba travalicare andando ad insinuare dubbi sulle istituzioni che sono preposte alla nostra sicurezza”.

Casadio ha poi ringraziato i tanti che in queste ore gli hanno espresso solidarietà. “Se ho pensato di lasciare la politica? Non ho avuto il tempo è comunque è prematuro dire che quanto successo sia legato alla mia figura di presidente della Provincia. Di certo il tema della famiglia è molto delicato. Diciamo che siamo tutti ancora un po’ intontiti da quanto è successo”.

Al momento dell’aggressione il presidente era in casa con la moglie e la figlia minore, 27enne.

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