Emilia Romagna. Semplificazione dell’attività edilizia, al via il progetto di legge regionale.

Emilia Romagna. Semplificazione dell’attività edilizia, al via il progetto di legge regionale.
Attività edilizia. Immagine di repertorio.

EMILIA ROMAGNA. È partito in Commissione l’iter che porterà, in tempi brevi, all’approvazione del progetto di legge “Semplificazione della disciplina edilizia”: un intervento organico, totalmente sostitutivo della legge regionale n. 31 del 2002, che il settore edile, uno dei più in crisi anche nella nostra Regione, attendeva da tempo.

“Uno strumento – spiega il Consigliere Damiano Zoffoli, Presidente della Commissione Territorio Ambiente della Regione Emilia-Romagna – che potrà essere utile anche alla città di Cesena, impegnata coi lavori di Carta bianca e la predisposizione del nuovo piano strutturale che dovrà consentire all’Amministrazione comunale di gestire la trasformazione dell’esistente, anche ripensando l’apparato normativo, in funzione della eccezionale fase che stiamo vivendo: priorità alla rigenerazione urbana, quindi, sia attraverso la riqualificazione diffusa degli edifici oramai obsoleti, sia attraverso il riuso delle aree dismesse, per ridurre il consumo di suolo, la dispersione urbana e i costi di infrastrutturazione. Verso una città più compatta, una Cesena a consumo zero”.

Proprio con l’intento di promuovere la riqualificazione degli edifici e sostenere il settore dell’edilizia (che, prima della crisi, occupava in Emilia Romagna oltre 380 mila addetti e che ha visto, nel solo ramo costruzioni, perdere circa 30 mila posti di lavoro , nell’arco di 4 anni), il testo prevede che le trasformazioni del patrimonio edilizio esistente siano qualificate tra le opere di interesse pubblico e dunque siano realizzabili con permesso di costruire in deroga agli strumenti edilizi (limitatamente ai casi espressamente previsti dalla legge, e nei soli Comuni che ancora non abbiamo definito le misure urbanistiche di agevolazione della riqualificazione edilizia degli edifici).

Il progetto di legge, che rappresenta un punto cardine della complessiva azione di semplificazione dell’intero sistema amministrativo cui la Regione sta lavorando da qualche anno, introduce alcune importanti novità: il rafforzamento dello sportello unico per l’edilizia (quale unico interlocutore sia per il rilascio e la presentazione dei titoli e comunicazioni, che per la raccolta degli atti di assenso necessari per realizzare gli interventi); una limitazione della competenza della Commissione per la qualità architettonica (che avrà solo funzione consultiva sugli interventi su immobili soggetti a vincolo paesaggistico e sugli edifici di valore storico-architettonico); l’individuazione, più ampia rispetto alla norma nazionale, dei casi di attività edilizia libera (sottoposta a semplice comunicazione di inizio lavori) e l’introduzione, nel nostro apparato normativo, della comunicazione asseverata di un professionista per le opere interne degli edifici; l’inserimento della SCIA quale titolo edilizio interamente sostitutivo della DIA.

E ancora: l’ampliamento delle varianti in corso d’opera eseguite durante i lavori (sotto la responsabilità del proprietario, professionista e direttore dei lavori e regolarizzate alla fine dei lavori nella apposita SCIA); la previsione di un’unica fase di controllo dell’opera realizzata (da effettuarsi alla fine dei lavori in fase di agibilità); la previsione della immediata utilizzabilità degli immobili (per i quali sia stata completata la realizzazione e presentata la necessaria documentazione, in attesa del certificato di conformità edilizia e agibilità) e la previsione della possibilità della certificazione di agibilità parziale (per singole unità immobiliari o per porzioni di edificio, purché la parte strutturale, le urbanizzazioni e le parti comuni siano interamente eseguite).

Insomma, una vera e propria rivoluzione, che va nella direzione auspicata dai professionisti del settore.

“Il provvedimento – conclude Zoffoli – snellisce la burocrazia e le procedure, e si inserisce pienamente nel processo di semplificazione che la Regione Emilia Romagna sta perseguendo nell’interesse dei cittadini e delle imprese, che giustamente chiedono tempi certi di conclusione dei procedimenti e la massima trasparenza delle procedure amministrative”.

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