Ravenna. Svaligiavano le macchine cambia soldi con scariche da 500 volt.

Ravenna. Svaligiavano le macchine cambia soldi con scariche da 500 volt.
Slot machine. Immagine di repertorio.

RAVENNA. Due persone sono state arrestate nella sera di giovedì 6 giugno dai carabinieri per tentato furto aggravato all’interno di un esercizio pubblico di Marina di Ravenna. Si tratta di due cittadini di 44 anni, un bosniaco da tempo stabile a Ravenna ed un macedone, senza fissa dimora. L’operazione è scattata intorno alle 18, quando un barista ha chiamato il 112 segnalando la presenza di due uomini sospetti all’interno del suo locale, nella zona dei videopoker e delle macchinette cambia soldi.

Immediato l’intervento dei militari della Stazione, in abiti borghesi, che individuati i soggetti in un bar, li hanno osservati dai monitor del circuito di videosorveglianza interna nella saletta accanto. Dalle immagini è apparso chiaro come uno dei due malfattori abbia estratto dalla tasca del giubbotto un apparecchio elettrico con il quale ha iniziato ad armeggiare vicino alla macchinetta cambia soldi, coperto dal complice. Forse a causa dell’ingresso di altri giocatori nella sala giochi, i due dopo poco hanno però desistito e sono usciti, allontanandosi a piedi in direzione piazza Dora Markus.

Pedinati dai carabinieri, senza essere mai persi di vista, i due sono saliti a bordo della loro autovettura. A quel punto è scattato l’intervento dell’equipaggio del Nucleo Radiomobile intervenuto in ausilio: i due sono stati così bloccati, controllati e accompagnati in caserma.

Dalla perquisizione dell’auto, sotto il sedile dell’autista, è saltato fuori un dispositivo composto da un grosso pacco batterie, un telecomando con pulsante di accensione e circuito elettrico completo di transistor, il tutto avvolto da nastro isolante blu e collegato ad un filo di colore bianco. Un sistema ideato appositamente per svuotare le macchine cambia soldi, come emerso da alcune indagini svolte nei giorni precedenti su questo tipo di furti: i militari di Marina di Ravenna avevano infatti appurato che, gruppi di malfattori erano dediti ad effettuare furti fraudolenti sulle macchine cambia soldi utilizzando sistemi elettrici artigianali, uguali a quello sequestrato. Simili apparecchi, generando un forte voltaggio, riescono a mandare in tilt i sistemi computerizzati delle macchine cambia soldi, le quali iniziavano ad erogare monete. Testato con un tester da elettricista, il “marchingegno” ha generato corrente con picchi anche di 500 volt.

Durante la successiva perquisizione domiciliare, è stata anche rinvenuta la somma complessiva di euro 2.400 circa in banconote di vario taglio e due libretti bancari con un saldo positivo di 6mila euro circa, ma con movimenti di prelievo e deposito per centinaia di migliaia di euro. In garage sono state trovati inoltre, ben occultati, altri due dispositivi elettrici come quello sequestrato a bordo della autovettura. Conclusi dunque gli accertamenti, sono dunque scattate le manette, e i due complici sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza in attesa del giudizio direttissimo.

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