Calcio europeo. E mentre il fair play finanziario latita, chi può spende e spande. Fino a quando?

Calcio europeo. E mentre il fair play finanziario latita, chi può spende e spande. Fino a quando?
Prandelli

RIFLESSIONI SULLO SPORT. E’ cultura nostra, atavica, saltare sul carro del ‘ migliore’ nei momenti difficili. Non è neanche vigliaccheria, è puro istinto di sopravvivenza, perchè ( evidentemente) è opportuno accucciarsi dove più garanzie ti danno. Da quando l’Italia è entrata ( diciamo) in crisi come sistema complessivo, anche il calcio ( tra gli altri) ha risentito dei morsi della bufera. E saggiamente ha cominciato attenersi ad suo personale fair play finanziario, assegnandosi dei tetti di spesa, puntando ad innovarsi ( Juventus e Udinese) e ( soprattutto) a risanare bilanci che prima o poi sarebbero esplosi come i fuochi alla festa del patrono.

LA CORSA ALL’ORO. All’estero, in Europa, non s’è fatto altrettanto. Monsieur Platini aveva promesso di ‘ far spendere secondo ricavi’ ma la strombazzata è finita lì. Tanto che non solo noti spendaccioni come quelli del City, del Chelsea, del Barca o dl Real,  più qualche altro meno noto, continuano a sbattersi dei ‘parametri‘ e largheggiano a piacimento loro. Anzi, perfino un modesto Monaco, appena risalito dalla serie B francese, finito in mano ad un paperone russo, ha preso a spendere ancor più degli spendaccioni ( ormai) storici.
Gli italici guardano. Sconsolati. Tristi. Come i bambini poveri di molti anni a quando la maestra chiedeva loro qualche notizia sulla condizioni della famiglia. Un poco si vergognavano. Non essere più tra i ricchi brucia. Anche perchè a chi s’era abituato ai faraonici  ingaggi del calcio nostrano, morde il freno dal momento che non può più partecipare alla favolosa corsa all’oro dei tempi migliori.
E come hanno pensato di risolvere il problema? Si fan dotare anche loro d’una cavalcatura, di qualche straccetto pronto alla bisogna, e si trasferiscono laddove la corsa è ( tuttora) in corso. Ovviamente mirano ai ‘filoni’ più ghiotti gestiti dagli spendaccioni. E altrettanto ovviamente cercano di attirare gli amici loro. Facendo breccia. Proprio pochi giorni fa un certo Pasquale Bruno, ex Juventus, rivelava il suo sogno:  ” Spero che Conte, appena possibile, venga in Premier“. E perfino il buon Prandelli sta più volte disvelando il suo desiderio recondito:  ” Vorrei anch’io andare all’Estero. I colleghi che l’hanno fatto sono rimasti entusiasti“.

PINOCCHIO E LUCIGNOLO. Che ci volete fare? Che i ragazzi dell’Under 21 inferto una lezione ai ( figli) dei maestri inglesi poco importa. Qui, da noi,  non c’è più moneta. Questo conta. Perchè  se non c’è più moneta non si mangia. Nell’ Altrove invece spuntano dobloni, come nel Campo dei miracoli promesso a Pinocchio e Lucignolo.  E poi volete mettere vivere tra pioggia e nebbioni o steppe gelate o deserti infuocati ma con tanta gente festante attorno, piuttosto che all’ombra delle solite cattedrali, o su  quei laghetti di cristallo in cui si specchiano le cime ineguali dell’Alpi o dell’Appennino, ma con  quegli stadi ( che non si sa perchè fatichino tanto) a rinnovare e che ( forse per questo) sono  ( sempre ) più desolati?
I problemi se li risolvino gli indigeni. Innovazione o non innovazione. Chi può se ne vada. E di corsa, sul primo cavallo che transita. Se poi quei ragazzetti dell’Under, fra non molto, diventeranno Campioni d’Europa di categoria e, poi, chissà, anche pentacampioni mondiali, si vedrà come e quando rigirare la cavalcatura e  tornare.

UN  NUOVO FAR WEST? E’ una nostra cultura. Non è manco vigliaccheria. E’ solo puro istinto di ‘ volere galleggiare‘. Lassù, tra i nababbi. Tra gli li spendaccioni, fin quando ( come nel Far West ) arriverà uno sceriffo ( e non monsieur Platini) a imporre una regola. Sì, certo, il fantomatico fair play finanziario. Atteso, attesissimo. Mentre attorno ( Altrove compreso) c’è sempre più gente ( più giovani) che fatica(no)  a sbarcare il lunario. Embè?

Ti potrebbe interessare anche...