Cronaca sportiva. L’Italia di Prandelli alla Confederation Cup. E’ ora che dei ‘crestati’ si preoccupi il Mondo.

Cronaca sportiva. L’Italia di Prandelli alla Confederation Cup. E’ ora che dei ‘crestati’ si preoccupi il Mondo.
Una Italia di repertorio

LA CRONACA DELLO SPORT. ” Rassegnamoci, ormai siamo come l’Udinese”. Così ha messaggiato un giovane fans rossonero a Milan Channel. E in effetti il Milan che solo qualche mese fa si prodigava a spiegare a mari e monti il senso della sua ‘rifondazione’, mettendo ordine ai bilanci e puntando sui giovani, oggi, si smentisce. Prima i giovani ( Al Shaarawy, 20 anni) , adesso un ‘vecchio’, sia pure del prestigio di Carlitos Tevz, che in groppa si porta 29 anni e che ( ben che vada, salvo infortuni ) ne potrà giocare ( come Galliani comanda) due o tre.
Il sospetto che più che a rifondarsi il Milan punti a riempirsi le tasche. I motivi non son chiari. Certo che continuare ad essere la ‘squadra più titolata al mondo‘ sarà dura. A meno che, d’ora in vanti, a vincere siano ex peones, come il Monaco o il  Psg o il City o il Chelsea o l’Anshi. Squadre in mano a spendaccioni. Investite  da  una corsa all’oro che senza le regole del fair play finanziario ( sui bilanci)  sta mettendo in ginocchio non solo le italiane ( non più in grado di spendere e spandere)  ma anche le società storiche ( soprattutto) spagnole e inglesi.
Eppure qualcuno, che di storia sa, anche solo recuperando un po’di saggezza, dovrebbe spiegare agli altri che quella mitica ‘corsa all’oro’ verso la California si lasciò alle spalle tante piccole e grandi ghost town. Città fantasma. Mbeh?

IL CALCIOMERCATO. Cavani ( posseduto dal Demone del nuovo) è ormai andato. Dove? Più Real che altri, se questo però allarga la borsa e lascia partire Higuain ( o altro equivalente). Gomez dal Bayern dovrebbe approdare a Firenze, che lascerebbe così libero Jovetic verso la Juve. Di Carlitos s’è detto, è ambito da Galliani. Ancelotti, invece, s’è stufato della città dei lumi e vuole andare in quella inventata dal serioso Filippo II su un altopiano della Castiglia. Là, finchè crisi ispanica non li affossi, resta vivo e vegeto il mito Merengues che è a secco ( in Champions) da 13 anni, mentre negli ultimi cinque ben quattro volte ha dovuto lasciare la Liga agli amici del Barca. Anche lui appesantito.
Gli unici pimpanti restano i tedeschi. Che però son stati estromessi da Olanda e Spagna all’Europeo Under 21. I teutonici, a regola, secondo il recente batage, avrebbero dovuto ritagliarsi un posto tra le quattro regine giovanili; invece, son fuori. Avanti va la truppa del Mangia, che se non si perde tra un capello e l’altro va a finire che se li ingolla tutti. Alla faccia del calcio derelitto descritto dai tanti esterofili e pure dai nostri ex tecnici approdati ( maravigliati e rapiti ) nelle città dell’oro. Prossimi incontri dell’Under 21 : Italia-Norvegia e Spagna-Olanda, per il primo e secondo posto dei rispettivi gironi. Chi preferiremmo incontrare in semifinale: la Spagna!

LA NAZIONALE. La truppa crestata del buon Prandelli è sbarcata in Brasile. Per la Confederation Cup, un prova simulata di Mondiale. Balo e Shaa se la sono presa comoda, e si son fatti una bella passeggiata sulla fine sabbia di Rio. La prima squadra che dovremmo incontrare è il Sol Levante del nostro Zac. Corrono, non vanno sottovalutati. Comunque, l’importante  è che i nostri crestati non si perdano dal barbiere, comincino quindi ad essere tosti, e facciano quel che cesare comanda.  Molto dipende da loro. Molto si giocano loro, anche se a quella distanza non lo sanno.

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