M5S: espulsa la Gambaro. Scissione ora possibile? Ma cosa potrà accadere se i Grillini si spaccano?

M5S: espulsa la Gambaro. Scissione ora possibile? Ma cosa potrà accadere se i Grillini si spaccano?
La senatrice Gambaro ( immagine di repertorio)

ROMA. Alla fine i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno detto a maggioranza si’ all’espulsione della senatrice Adele Gambaro (  49 anni, sposata con due figlie, nata a Genova ma residente a Bologna)  accusata di aver criticato la gestione del movimento da parte di Beppe Grillo. Un allontanamento – che ha registrato 79 i voti a favore, 42 contrari e 9 astenuti – che dovra’ essere confermato, per divenire effettivo, dalla pronuncia degli attivisti in Rete. La decisione e’ arrivata nella tarda serata di ieri, dopo oltre quattro ore di riunione a porte chiuse, preceduta da una lunga serie di assemblee di gruppo nei giorni scorsi al Senato, senza la diretta streaming inizialmente annunciata. Così l’ agenzia Asca.
In realtà ( e sempre l’Asca a riferirlo ) la decisione è stata più sofferta di quel che non si vuol fare trasparire. Da una parte chi contesta i metodi del leadear maximo, dall’altra i fedelissimi, i duri, come ama chiamarli la stampa.  Valgono su tutto le parole pronunciate dal deputato stellato Manlio Di Stefano, secondo il quale ”’ La dignita’ o ce l’hai o non ce l’hai. La coerenza o ce l’hai o non ce l’hai. In Italia non si rispettano i contratti legali vincolanti, figuriamoci quelli morali non vincolanti. E’ stato chiesto troppo a queste persone. Fatele andare via tutte in un sol colpo. Spero vivamente che il M5S perda tutti gli elementi nocivi, tutti quegli elementi tossici che possono ‘infettare’, anche solo involontariamente, tutti gli altri. E’ un po’ la legge di Darwin ‘sopravvivono i più forti, i non deboli”.
Gli eletti M5S ( com’è noto)  hanno estrazioni politiche diverse: dalla sinistra radicale e no Tav ai delusi di Berlusconi passando per i contestatori della linea indeterminata del Pd. Una mescolanza sin qui tenuta insieme, a ben vedere, dalle urla, dalle invettive di Grillo.  Chiaro che, a questo stato dell’arte, non è affatto difficile prevedere il costante pericolo alla scissione.
Se poi si deve dare credito, anche solo in parte, a quanto sostiene il fuoriuscito senatore Marino Mastrangeli, cacciato per le sue presenze in televisione, e cioe’ che ci sarebbero sessanta-settanta parlamentari pronti a fondare un nuovo gruppo, ecco che si comprende la preoccupazione di Grillo, ancora di più dopo le nuove alleanze (forse appunto con transfughi di M5S) ipotizzate da Pier Luigi Bersani. Intanto, il nuovo capogruppo al Senato, Nicola Morra, ha annunciato  la sua disponibilita’ a ”sottoporre il giudizio sul mio operato in rete”.

I POSSIBILI SCENARI. Grillo, come riportato da più fonti, delle critiche della Gambaro ne ha fatto un caso. ” Non si tratta di fare la conta sulla senatrice, ma sul Movimento e su di me”. E in effetti la conta, quella a tutto campo,  è cominciata, tra i parlamentari, ma a porte chiuse. La Gambaro ha resistito fino alle 8 e mezzo di sera, poi se n’è andata, lasciando una lettera. ” Spero che il mio gesto sia servito a fare muovere il cambiamento verso una linea più democratica” ha ( tra l’altro) scritto.
E come già detto i parlamentari hanno proceduto all’espulsione ( /9 sì, 42 no e 9 astenuti). L’ultima parola spetterà comunque alla rete. In ogni caso da una parte sono emersi gli irriducibili che mettono ( si fa per dire) la Gambaro sulla graticola, e dall’altra i mediatori, che puntano ad una soluzione di compromesso,  ma con scarse speranze di successo. L’importante però è che tutto proceda dialogando.

Ma dialogo o non dialogo, che accadrà nel caso di una ( sempre più probabile) spaccatura?  Che, a partire proprio dalla Gambaro, inizino concrete trattative per un nuovo dialogo con il Pd. Tanto auspicato da Bersani, ma mai riuscito. I tempi d’un ( eventuale) accordo con una ( rappresentanza uscente) del M5S sono ancora indefinibili. Si tratterà però di vedere chi e quanti saranno i parlamentari  disponibili ad una esperienza di governo con la sinistra.  Con l’aggiunta, inoltre, degli indispensabili elementi di garanzia per un sostegno a lunga durata di un ( altro ) governo  ( ma) tra Pd e Grillini.

 

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