Ravenna Festival. Omaggio a Luciano Berio, nel decennale della scomparsa.

Ravenna Festival. Omaggio a Luciano Berio, nel decennale della scomparsa.
Luciano Berio. Immagine di repertorio.

RAVENNA. Ravenna ha un legame affettivo particolare con Luciano Berio, compositore straordinario, pioniere della musica elettronica, scomparso nel 2003. Lo ha ospitato al Festival, lo ha visto collaborare con Accademia Bizantina, nel periodo in cui era diretta da Carlo Chiarappa. Così, nel decennale della scomparsa, ‘Alchimie popolari’ gli dedica un ampio spazio. Sono in corso (e continueranno fino al 12 luglio) le proiezioni delle puntate di C’è musica & musica, lo straordinario viaggio nella musica guidato da Luciano Berio e trasmesso dalla Rai nel 1972 (martedì e venerdì alle 18 al Planetario dei Giardini pubblici). Ma il punto centrale dell’omaggio all’artista ligure sarà il concerto in programma al teatro Alighieri, mercoledì 19 giugno (ore 21).

“Lo scorso maggio, il 27 per l’esattezza, ha segnato i dieci anni dalla scomparsa di questo maestro che ha poco insegnato stando nelle aule, ma che moltissimo ha insegnato, e tuttora insegna, in virtù del coraggio, della profondità e dell’apertura culturale della sua prassi esecutiva”: così Danilo Grassi, percussionista e direttore del concerto all’Alighieri, spiega il senso attribuito all’Omaggio a Luciano Berio, aggiungendo, con orgoglio, “oggi, presentare un omaggio a Berio è, prima ancora che un dovere, un piacere. Quello stesso piacere che molto tempo fa gli veniva da alcuni rimproverato come presunta debolezza teoretica del suo operare, ma che, a distanza, si conferma come tratto imprescindibile di un compositore di portata storica”.

L’Omaggio a Berio prevede l’esecuzione di composizioni in massima parte nate dal rapporto con altri protagonisti della cultura musicale e letteraria italiana e che sono legate all’ampia concezione musicale del maestro, per il quale “La musica è tutto quello che si ascolta con l’intenzione di ascoltare musica: la ricerca di un confine che viene continuamente rimosso”.

Calmo (per mezzosoprano e 22 strumenti, del 1974, ma nella revisione del 1989) è stato composto “in memoriam Bruno Maderna”: si tratta, nelle intenzioni dell’autore, di “una lettera affettuosa [...] una semplice cerimonia musicale abitata da riferimenti privati e quotidiani legati alla mia esperienza umana e professionale con lui. In Calmo si ritrovano infatti alcuni caratteri strumentali e armonici tipicamente maderniani e si incontrano anche, fuggevolmente, maniere e aneddoti vocali a lui legati”.

Segue Cries of London (1974, rielaborazione del 1976), composto per i King’s Singers, un ciclo di sette pezzi per otto voci il cui testo, sottolinea Berio, “è essenzialmente una libera scelta delle famose frasi dei venditori nelle strade della vecchia Londra”.

Naturale (1985), nelle intenzioni del compositore, è volto a sollecitare l’attenzione sul folkore musicale siciliano: la viola e le percussioni si sovrappongono a voci registrate; “canzoni siciliane commentate dalla voce di Celano, forse l’ultimo vero cantastorie siciliano, che ebbi il privilegio e la fortuna di incontrare (e registrare) a Palermo nel 1968”.

Infine Laborintus II, su testi di Edoardo Sanguineti (poeta che ricorre tuttavia anche tra gli autori dei testi di Calmo) che, ricorda ancora Berio, sviluppano “alcuni temi della Vita nuova, del Convivio e della Divina Commedia di Dante e li combina, soprattutto attraverso analogie formali e semantiche, con testi biblici e con scritti di T. S. Eliot, Ezra Pound e Sanguineti stesso”. Un’opera strutturata secondo l’accezione medievale del catalogo, ma che si presta a molteplici destinazioni: “Laborintus II è un’opera scenica; può essere trattata come una rappresentazione, come una storia, un’allegoria, un documentario, una danza. Può essere rappresentata a scuola, a teatro, in televisione, all’aria aperta e in qualsiasi altro luogo che permetta di riunire un uditorio”.

Partecipano all’omaggio che il Festival dedica a Berio alcune formazioni musicali davvero autorevoli, non solo nell’ambito della musica contemporanea in Italia (nello spirito appunto di un compositore, che ha saputo trarre importanti suggestioni anche dalla musica dei secoli più lontani al nostro presente): Nextime Ensemble, L’Homme Armé e Tempo Reale, quest’ultimo fondato dallo stesso Berio nel 1987. A loro si aggiungono il mezzosoprano Monica Bacelli, la voce recitante di Marco Cavalcoli, Klaus Manfrini alla viola e Lisa Bartolini alle percussioni. Danilo Grassi è direttore dell’esecuzione, Fabio Lombardo dirige l’ensemble vocale, Francesco Giomi e Damiano Meacci firmano la regia e proiezione del suono.

Info e prevendite: 0544 249244.

Biglietti: posto unico, 20 euro (ridotti 18). “I giovani al festival”: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni 9 euro.

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