Cronaca sportiva. La resurrezione di Valentino. E l’inferno ( immeritato) del ‘nostro’ Alonso.

Cronaca sportiva. La resurrezione di Valentino. E l’inferno ( immeritato) del ‘nostro’ Alonso.
Valentino Rossi

LA CRONACA DAL DIVANO. Il secolo d’oro della Spagna è al temine? Pochi giorni fa l’Italia di Prandelli, negletta, data per perdente, incompleta,  destinata a subire una lezione bruciante, col cuore, invece, ha fatto vedere che può dare spettacolo, che se vuole non si piega neppure davanti a chi ha vinto tutto, e che sa ( anche) impartire lezioni piuttosto che prenderle.

E’  lo strano destino dell’Araba Fenice, capace di rinascere dalle proprie ceneri, quando nessuno degli altri se lo aspettano. Speriamo sia così anche per il Paese, boccheggiante, per una serie infinita di errori e di occasioni perse. Per una mentalità guastata da un benessere ( e da falsi maestri) che ha( hanno)  cancellato antichi costumi e valori. L’Italia ha un rande passato, ma sa anche guardare avanti.

LA RESURREZIONE DI VALENTINO. Certo ha guardato avanti, oggi, ad Assen in Olanda, il tempio della velocità, il ‘disperso’ Valentino Rossi. Che dopo tre anni è tornato a cingersi d’alloro in un Gp, battendo Marquez e Crutchlow. Quarto Pedrosa, quinto ( l’eroico e straordinario ) Lorenzo ( ora a 9 punti dal compaesano).

L’impresa di Vale è di quelle che sollecitano l’immaginazione. Dato per ‘disperso’ da almeno un triennio, il mago di Tavullia ha trovato  il modo di ricomparire. Lassù, per la 106 ma volta, dove s’assidono ormai stabilmente i genietti della velocità d’un altra generazione, e soprattutto ispanici, i quali dall’inizio dell’anno non avevano lasciato allori a nessuno.
C’è voluto quindi un italiano, un altro dopo quelli di Prandelli, a rompere un incantesimo che durava ( francamente) da troppo.  Un altro di quella genia che quando vuole ottiene. Senza timore davanti al tempo che passa. E davanti agli sghignazzi, di chi troppo presto vorrebbe cancellarla. Ora, non è detto che il nostro Vale abbia fatto  l’abbonamento alla vittoria. I genietti ( sopratutto) ispanici restano là. Vivi e vegeti. Soprattutto Lorenzo e Pedrosa. Pronti a riprendersi i gradini alti del podio.
Ma il vecchio campione c’è. Nell’attesa che arrivino altri, dalla Penisola, a prenderne il posto. Per  far restare la questione velocità sulle due ruote un affare ( soprattutto) mediterraneo.

L’INFERNO DI ALONSO. Brutte nuove dalle auto. Dove, a Silverstone, c’è una prima fila Mercedes ( Hamilton-Rosberg) e una seconda Red Bull. Il nostro Ferdy è solo decimo, poco avanti a il taxista Massa. Una debacle, inattesa. Che fa solleva domande sulla gestione corse del Cavallino. Tipo: ma siamo sicuri che Domenicali e soci siano in gradi reggere alla concorrenza?

” Quelli che si sono lamentati delle gomme – ha sibilato a  pole esaurita, Alonso – sono tutti davanti”. E come mai? Alla ‘rossa’ forse si dorme oltre il dovuto? Come mai gli altri fanno cose che la Ferrari si attarda a fare? E’ forse l’ingenua, imberbe, onesta ancella del gruppo?  Certo che, messa così la griglia di partenza, si potrà fare poco o nulla. Allora: Mondiale addio?

MONDO CALCIO. La notizia non è la Juve che s’è rafforzata ( con  Tevez e Llorente in attesa di Jo Jo), ma l’Inter che sta per aprire le porte ad uno spendaccione indonesiano. Che per il momento si prende il 49%, per poi diventare ( in uno o due anni) il  nuovo padrone.  La ragione del danaro ha prevalso ancora una volta su quella del cuore. Quello, soprattutto, di Massimo Moratti, che speriamo lasci in buone mani una creatura ( patrimonio del calcio mondiale)  lungamente coltivata dalla famiglia.
Thaohir, il nuovo spendaccione, metterà sul tavolo 120 milioni, per saldare i debiti e acquistare qualcuno. Tipo Nainggolan, bloccando altresì Handanovic e Guarin. Non è che tutto questo basti per andare in guerra contro la Juve, ma è sempre meglio che una truppaglia raffazzonata e facile da disperdere.

Nel Milan, intanto, sempre più povero, nessun movimento di mercato. Tanti sono sulla bancarella, ma nessuno si fa avanti per gli acquisti. Balo si sta curando. Mentre per Al Shaarawy si stanno consultando gli aruspici per capire che cavolo s’è messo sotto la cresta. E’ triste, a 20 anni, visto che Galliani vorrebbe disfarsene per fare cassa, ma lui resiste. Vuole solo il Milan. Che ha sognato fin da ragazzino. E si sa che i sogni, almeno nel calcio, quello dei giovani, sono duri a morire.

CONFEDERATION CUP 2013. Domenica 30, in due tempi,  le finali della Confedetation Cup: Italia-Uruguay ( ore 18) e Brasile-Spagna ( ore 21). Personalmente, terzi o quarti ( per noi) poco aggiunge. Quello volevamo vedere l’abbiamo visto. E lo ha visto anche Del Bosque, vecchio nobile toreador, accasciato sulla panca con lo sguardo attraversato da impietosi presagi.

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