Cronache di sport. Leo, gira l’Europa e spende e spande. In Italia ‘ piovono’ 245 milioni!

Cronache di sport. Leo, gira l’Europa e spende e spande. In Italia ‘ piovono’ 245 milioni!
Cronache di sport. Leo, gira l'Europa e spende e spande. In Italia ' piovono' 245 milioni!

CRONACHE DI SPORT. Ma questi, capiscono qualcosa o fanno finta di non capire? Chi sono questi? Vediamo di chiarire. Oggi, si sa, c”è un mondo che soffre. E non è ( solo) quello tradizionalmente arretrato. Questa volta i morsi della crisi sono arrivati ( anche) al cuore dei paesi fino ad ora considerati ricchi o ( per allargare la partecipazione) emergenti.
L’Europa, ad esempio, soffre. Perchè ci sono milioni di giovani disoccupati, ci sono milioni di famiglie che non riescono a pagare il mutuo-casa, ci sono paesi europei sull’orlo default; e se alziamo lo sguardo oltre il Vecchio Continente,  ci sono  paesi in crescita ( come il Brasile) dove la religione del pallone è stata ridimensionata da urgenze sociali ed umane fondamentali.

LA FAVOLA DI LEO. E sarà fatica tornare ( in  Europa, almeno )   ai livelli di benessere raggiunti fin a pochi anni fa. I recuperi sono sempre auspicabili, ma in questo caso un minimo di scetticismo non guasta. Soprattutto nel dorato mondo dello sport. Che è in difficoltà un po’ dappertutto e in particolare tra gli sport minori ( basket, pallavolo etc). Eppure che fanno, o meglio, che continuano a fare, le eccellenze del calcio, quello planetario, quello che ad ogni manifestazione entra nelle case di centinaia di milioni di persone?
Spende e spande. La sintesi, in prima, della ‘rosea‘, è questa volta terrificante: un certo Leo, per conto d’uno spendaccione qatariota, se ne va a spasso per il Vecchio Continente con valigie colme di petrodollari. Sembra un personaggio da favola d’altri tempi. Nella sola Italia, avrebbe elargito qualcosa come 245 milioni, che ( dollaro più, dollaro meno) sarebbe qualcosina in meno del bilancio Coni dell’anno scorso. Tra gli altri ha comprato il famelico Cavani, attaccante del Napoli, uruguagio di umile sangue italiano,  che da piccolo sognava Real e Barca ma che per ora si è accontentato  dei soldoni del Psg, una squadra francese di seconda o terza fascia che ha rivinto una Ligue dopo cinquant’anni. Fin qui nulla di male, diranno i fans degli esborsi eclatanti di danaro. I soldi li ha, i soldi li spende.

IL SOLITO FAIR PLAY. Il problema è che lui, come altri ( antichi o recenti) spendaccioni dovrebbe attenersi a qualche regoluccia. Quale? Quella sbandierata da un certo monsieur Platini, a nome dell’Uefa, e che dovrebbe favorire un calcio più equo e trasparente costringendo gli spendaccioni a sborsare soldi in base a quanti ne ricavano. Di debiti e  indebitati, infatti, e non solo nel calcio, ne abbiamo le tasche piene. Quel poco di pane che c’è, vorremmo godercelo in santa pace.

LA PRUDENZA DI MONSIEUR PLATINI. Di spendaccioni, si sa, ce ne sono tanti nell’Europa del pallone. E non da oggi. Barca ( e soprattutto) Real viaggiano coi debiti ( praticamente) da una vita. Solo i tedeschi possono gridare d’avere i conti in ordine.
Ai vecchi spendaccioni se ne sono aggiunti altri. Del resto i buoni esempi tirano adepti. Anche da paesi lontani. Lontanissimi. Tipo mar Caspio, Golfo, Indonesia, Cina e ( speriamo non dal)  Polo Sud.
Questa gente generosa sta facendo saltare il banco. Quello tenuto dalle società storiche, che arrancano per tenersi dentro parametri economici ( basta farseli dettare, sulla ‘rosea’ son esposti ) davvero rigidi. I poveri si attengono alle regole, i ricchi  no. Monsieur, che oltre ad avere un figliolo assunto presso un marchio dello sceicco del Psg, starebbe adottando la tattica della prudenza, anche per evitare che altri spendaccioni ( tipo quello fresco fresco del Monaco) svolazzino via dall’amato territorio di Francia.

Non ne avevamo abbastanza del genio dello svizzerotto alla Fifa, che dobbiamo sorbirci anche la prudenza dl franco-italiano alla Uefa. Povero calcio d’elite. Anche qui, l’Europa, quella dell’efficienza e del denaro  ad oltranza , deve prepararsi ad ammainare le sue gloriose bandiere?

L’OTTIMISMO. No, garantisce Andrea Schianchi ” Il Bayern non è solo la squadra che ha conquistato l’ultima Champions ma è anche quella che ha un perfetto  bilancio. Ciò significa che non bastano i milioni per vincere, servono progetti. Economici e, soprattutto, sportivi. Perchè alla fine di ogni discorso, c’è una certezza: il calcio è uno sport, che si gioca su una prato verde e non in Borsa”.
Se lo dice lui. Intanto, il vecchio detto che non sono i soldi a portare felicità sembra confermato dalla stessa squadra più spendacciona tra le spendaccione, il Psg. Di qua, infatti, se n’è andato Ancelotti; di qua, sta pensando di migrare lo stesso Leo; di qua, s’agitano i vari Ibra, Pastore, Pocho etc. Ricchi, ricchissimi, mentre attorno il mondo soffre, dunque, ma non felici.

IL GP DI GERMANIA.  Gp di Germania, dove Alonso cerca una rimonta ( ulteriore) su Vettel. Rimonta che, come sempre dai risultati della pole, appare alquanto problematica, visto che il biondo tedesco è secondo ( dietro Hamilton, 1’12”540) e Ferdy solo settimo ( e dietro perfino a Massa). La sorpresa è stata quella di Rosberg, solo undicesimo. Comunque tutto è rinviato alla gara.
Dove la Ferrari sembra (tornata) competitiva. E dove, come sempre in questi ultimi due anni, occorre ricorrere più al talento di Alonso che all’abilità della squadra. Intesa in senso lato. Nella classifica piloti: Vettel 132, Alonso 111, Raikkonen 98, Hamilton 89. Nella classifica costruttori: Red Bull 219, Mercedes 171, Ferrari 168.

Sulla questione gomme, Ecclestone ha così tuonato: ” Il caos gomme colpa dei team. La Pirelli resta!”.

ALTRI SPORT. Quinzi vola in finale baby a Wimbledon. Djokovoic cerca di impedire a Murray la gioia di rivincere a Londra dopo altre settat’anni. Bertelli, vuole stoppare Luna rossa dopo che non riesce più a capacitarsi sui regolamenti gara. Tevez carica la uve. Guardiola si prende carico del Bayern, in ritiro sul lago di Como. Gomez potrebbe passare al Napoli e non alla Viola. Nella tappa dl Tour vince Froome, con Contador staccato. La ‘pozione magica‘ ha finito i suoi effetti? Ma di questo argomento, visto che c’è una bella autobiografia del giocatore Walter Casagrande da discutere, torneremo prossimamente.

Ti potrebbe interessare anche...