La Serie A e le favole dell’Altrove. Loro avanti, noi dietro. E se quest’anno fosse la Juve a ‘mangiarseli’ tutti?

La Serie A e le favole dell’Altrove. Loro avanti, noi dietro. E se quest’anno fosse la Juve a ‘mangiarseli’ tutti?
Conte condottiero

CRONACA SPORTIVA. Il ragazzo, al banco della trasmissione (  di un diffuso network nazionale) allineato con  altri più navigati invitati, tra i quali alcuni capaci di esplodere con esultanze che sfidano ogni volta la normale tenuta coronarica e neurologica, non  riusciva a trattenere  il suo ( amaro) disappunto sul campionato italiano.
” Da noi, in serie A, non c’è più nessun campione” sbottava, infatti, ripetendosi, quasi pestasse i piedi come  un fanciullo deluso e pronto a far capricci pur di farsi ripagare di qualcosa. Gli altri, nonostante l’età che  è quella dei  marpioni, non lo contrastavano. Uno, addirittura, rincarava i concetti: ” Se vai all’estero chi conosce Quagliarella, Matri ? Nessuno …”.
Eppure, qualche motivo per difendere questo nostro calcio in declino, depravato e ormai irrimediabilmente povero,  ce l’avrebbero avuto. Mica per far del campanilismo. Semmai per difendere anche la loro trasmissione, dove s’immagina percepiscano emolumenti o rimborsi spese, e che ( come tutti i prodotti tivù)  ha dei costi da compensare. E appare impossibile, non arrivino a capire che se la serie A ( dalla quale traggono la loro ragion d’esistere) è un cesso,  non è che possa avere tanta audience. Tale, almeno,  da coprire i costi della trasmissione. E chi infatti ama passare le sue ore libere  al cesso?

SERIE A SEDOTTA E ABBANDONATA? Eppoi, è proprio vero che la serie A appare ormai come una sconsolata Arianna sedotta e abbandonata dal suo bel Teseo? Sui nostri spelacchiati  campetti, non si posano più i nobili piedi che possano mettere a sedere ( come un tempo) gli strombazzati eroi dell’Altrove? Sono tutti volati via? E’ così? Mah!  Abbiamo dei dubbi, che ci siam ridotti così male. La  Nazionale, infatti,  tanto agli Europei quanto alla Confederation ha mostrato di sapere ( ancora) giocare alla pari ( se non meglio ) dei migliori al Mondo. Così come, ma in Europa, ha fatto  l’Under 21. Inoltre il Milan resta la squadra con più titoli al Mondo, mentre la concittadina neppure cinque anni fa centrava il Triplete. Poi i trionfi si sono dileguati, ma si sa che non può essere   un solo  Paese a portarseli a casa,  i trofei. Ci sono dei cicli. Delle soste. Sennò che giocherebbero a fare quelli che vincono poco o nulla?
I MITI DELL’ALTROVE. E poi, sfatiamoli questi  miti dell’Altrove. Il Psg, ad esempio, sconosciuto anche ai francesi fino a due o tre anni fa,  e ora in mano ad uno spendaccione che ha trovato il modo per far fessa l’Uefa, spende e spande. I parametri del fair play se li gioca al lotto. Il suo plenipotenziario, infatti,  nella sola Italia ha lasciato ‘piovere’  qualcosa come 245 milioni.
Quasi quanto il budget del Coni. E ne avrebbe, probabilmente, spesi altri, di danari, se non si fosse dimesso. Evidentemente i soldi non sono tutto, non rendono felici, se è vero che il mister Carletto  se n’è andato, Ibra e Thiago non vedono l’ora di imitarlo, e Leo ha preferito allo sceicco le  nozze con la sua Anna.

Spendaccioni sono anche quelli del City e del Chelsea. Della perfida isola d’Albione. E anche qui  si tratta di parvenues, inventati da qualche petro-spendaccione in questi ultimi anni, e che prima di farsi inserire tra la nobiltade pedatoria del Vecchio Continente dovranno sbracciarsi per un altro quarto di secolo, almeno. Inoltre, visti i soggetti in causa, come sono apparsi potrebbero scomparire.
Spendaccione sono anche alcune squadre d’alta nobiltà, come il Manchester United, il Barca o il Real. Sono pieni di fenomeni, secondo quel che diceva il ragazzo della trasmissione, ma anche di debiti. Tanti, nonostante le strepitose entrate ed un brand mondiale.  Tanti davvero. E i debiti, prima o poi, qualcuno li dovrà pagare.
Tra le nobili spendaccione,  non tutte, si attengono alla regola del bilancio sano. Prendiamo il mitico Real. Che ha vinto sei Coppe dei Campioni nel decennio 1955/1965;  eclissandosi  ( si fa per dire) fino al 1997/1998, quando ad Amsterdam, battè ( sempre per modo di dire) la Juventus. Il Real ha rivinto la Coppa  nel 1999/2000 e 2001/2002. Da allora, e sono trascorse già dodici edizioni della Coppa dalle grandi orecchie,  non fa altro che sospirare. In Liga, poi, che è un campionato fatto per due sole squadre, negli ultimi cinque anni ha vinto una volta soltanto. Ma non è un po’ poco per una società che s’avvale d’un budget ( attuale) di 550 milioni di euro? Un mito planetario non dovrebbe presentarsi con ben altri resoconti?
La nostra Juve, per contro, dopo i suoi ( ancor) recenti terremoti, s’è ricostruita. Nuovo stadio, proprietà immobiliari, conti sotto controllo. Inoltre sul piano sportivo ha toccato quota 29 scudetti, mettendo  in campo una formazione pronta a sfidare gli spendaccioni dell’Altrove. Lo scorso anno, se non andiamo errati, è stata l’unica squadra a ‘contenere’ un Bayern che non si conteneva ( ne sa qualcosa il Barca dei cosiddetti  Immortali , che  ha messo nel sacco   tra andata e ritorno  ben sette reti). Eppure, la Juve, la nostra Juve,  non è figlia dell’Altrove. Del mondo dei sogni. E’ tutta  là, in territorio italiano, e con la voglia di non  fare da zerbino agli Inarrivabili. Dell’Altrove, sì, certo. E chi sennò?

Allora, ragazzo, dove sta il problema? La serie A s’è ( economicamente) ridimensionata? E che c’è di male? Del resto il  Mondo soffre  terribilmente e non è che il calcio possa far finta di niente. Anzi, quelle decine di milioni date ad alcuni ragazzotti in mutande per divertirsi su un rettangolo verde stridono anche dentro chi moralista non è. Inoltre, spendere secondo quanto si guadagna ( onestamente) è una regola antica. Che forse qualcuno, a cominciare dagli abitanti d’Albione, così prodighi a partorire  fior fior di economisti, se la sono scordata. La rana può gonfiarsi oltre  misura, ma  prima o poi esplode. E’ vecchia sapienza. Che ci hanno insegnato  i ( vecchi) e ( saggi) favolisti. Validi  al di qua e al di là delle Alpi. Poi se uno vuole fregarsene dei  favolisti, beh,  faccia come meglio crede.

AGGIORNAMENTI DI CALCIO MERCATO. Dopo Tevez e Llorente la Juve s’è presa Ogbonna. Ma siccome ha ceduto per 8 milioni il buon Giaccherini al Sunderland ( di De Canio), ecco che ha i soldi per aggiungere alla lista della spesa anche Diamanti.  Jo Jo, invece, è palla persa, visto che è attratto dalle sirene del City. Abbracci e baci. Intanto Conte dice di volere fare la storia.  La storia, non una storiellina. E per questa dovrà sbracciarsi per qualche anno ancora. Magari sbancando, con i suoi legionari, le terre dell’Altrove.
INTER. L’Inter spera nel suo ( nuovo) sergente: Mazzarri.  Che ha idee chiare. Anche se i ranghi della truppa a disposizione sembrano un poco ridotti. Restano Milito, Guarin, Handanivic, arrivano Cerci e Belfofil, ma tutti questi basteranno? Intanto la trattativa Moratti-Thaohir continua. Nel segno dell’amore reciproco. Ma siamo sicuri che Moratti cederà una sua costola al riccone tailandese?
MILAN.Il Milan-bazar non è riuscito a vendere Robinho, che vuole troppe cose per sè dal Santos. E se non parte Robinho, il mercato del Milan è paralizzato. Povertà impone che non si possa scucire  danaro alcuno e che si debba rinviare tutto al futuro. Tenebroso. Come sono lontani i tempi in cui Berlusca scendeva dal cielo e scaricava la sua cesta piena di regali  alla porta di Milanello!  Il patron rossonero, ottimista com’è, dice che la sua è una squadra da scudetto. E ci fa un sorrisino sopra. Solo lui, però, perchè gli non trovano nulla per cui sorridere.
NAPOLI. Cannavaro, il libero del Mondiale, dice che la proprietà del Napoli non mira al futuro. L’anno scorso il Ciuccio ha perso il Pocho, quest’anno il Matador. Con chi farà i gol non è dato da sapere, almeno al momento, visto che il mercato scade il 2 di settembre.  Dicono però che  sia in trattativa con Julio Cesar, Gonalons e Damiao. Certo è che, in giro,  più passa il tempo, e più di roba buona da acquistare  ce ne sarà  sempre di  meno!

LAZIO E FIORENTINA. Piuttosto due sono le squadre che si stanno ( prodigiosamente)  rafforzando. La Lazio, spronata dal ‘duceLotito e la Viola, che quest’anno non ha badato a spese ( anche se dovrà privarsi di Jo Jo). E se la Lazio s’è tenuta Hernandez, la Viola s’è presa Gomez. Due sicurezze.
LE ALTRE. Un plauso lo meritano il Parma ( che potrebbe tornare in gara per l’Europa), l’Udinese che ha rinnovato a Di Natale, il Genoa con quattro novità, la Samp con Gabbiadini. Aspettiamo di valutare meglio il Livorno ( con tre nuovi) e il Toro ( che ha perso Bianchi e Ogbonna). Misteri, o solo qualche momento di confusione, aleggiano sulla Roma. Totti, quarantenne, indossa la maglia e sussurra che sarà l’ultima. Problemi di rinnovo? Migrerà anche lui in Australia? Intanto ,  i proclami di Garcia appaiano ( sempre più)  come gustose boutades: ” Vincere subito !” , dice. Sì, ma con chi?

LO SFOGO DEL PEP. Che anche nell’Altrove ci siano problemi, più seri di quel che lasciano filtrare,  lo rivela lo sfogo di Pep Guardiola. ” Hanno usato ( al Barca) la malattia di Tito ( l’allenatore) per danneggiarmi. Son cose, queste, che non dimenticherò mai!”. Quando ne sapremo di più torneremo sull’argomento.

 

 

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