Tanto per parlare. Ma sui media pari sono il ‘viaggio’ di papa Francesco e la ‘nascita’ del Royal Baby?

Tanto per parlare. Ma sui media pari sono il ‘viaggio’ di papa Francesco e la ‘nascita’ del Royal Baby?
Udienza generale di Papa Francesco

TANTO PER PARLARE. E’ una lunga trasferta, la prima dl Pontificato, quella di papa Francesco nel ‘ continente‘ Brasile. Che lui, il Santo Padre, ha affrontato in maniera assolutamente inusuale. Infatti dopo essere arrivato in elicottero all’aeroporto, accolto dal premier Letta, come da prassi, s’è poi portato verso la scaletta del A330 Alitalia che l’attendeva sulla pista  stringendo con la mano sinistra il suo nero bagaglio a mano. Una semplice borsa di cuoio scuro, che risaltava in maniera particolare contro il candore della veste, e non soltanto per il contrasto cromatico, ma perchè era la prima volta d’un Papa che s’accingeva a compiere un lungo e faticoso viaggio Oltre Oceano occupandosi in prima persona delle sue cose private.

Si sa che papa Francesco non ama il lusso. E neppure agi e privilegi, che non cerca e che tuttalpiù subisce. Quel suo  spontaneo e convincente modo di comportarsi fa impazzire la gente. E non solo i fedeli. E non solo gli Italiani. Perchè ormai il suo modo di fare ha raggiunto miliardi di persone sparse sul Pianeta. Papa Francesco non ama dare neanche interviste. Per lui ‘ faticose’, soprattutto alla vigilia d’un viaggio tanto lungo e impegnativo. E tuttavia non ha mancato di evidenziare tutta la sua preoccupazione sulla condizione giovanile. ” Rischiamo di avere una intera generazione senza lavoro. Dal lavoro deriva la dignità della persona. Si fa così anche con gli anziani. Abbiamo bisogno d’una cultura dell’inclusione”.
Dopodichè, in volo, s’è approcciato a twitter. ” Sto arrivando. Il mio cuore è già pieno di gioia. Presto sarò con voi, o giovani, a celebrare la 28a Gmg. Aspettatemi”.  Il tutto on un sentimento nuovo, o perlomeno perso nei meandri del tempo, delle vicende storiche, dei ruoli da recitare. Appena sbarcato, per un disguido al servizio d’ordine, l’auto del papa è stata bloccata nel traffico sempre inteso di Rio. La gente se n’è accorta e si  è precipitata  a circondare, entusiasticamente, la vettura. Con qualche tensione tra i servizi di sicurezza. Ma anche  con la conferma di quel rapporto spontaneo, disponibile, sorridente con la folla del vicario di Cristo . Cristo: lontano e vicino. Tramite proprio papa Francesco, e come forse non accadeva ( con tanta amorevolezza) da tempo immemorabile.

IL ROYAL BABY. ” L’attesa è finita, è un maschio“, così l’edizione on line del Daily Mail. Il maschio sarebbe il primo figlio di William e Kate, primo nipote del principe Carlo e terzo nipote della regina Elisabetta. Il bimbo pesa 3 chili e 800 grammi. Un giorno potrà essere il re del Regno Unito.
La nascita d’un bimbo, qualunque sia il lignaggio, è sempre una festa. Che poi debba diventare il re d’un Paese che conserva ormai solo il ricordo del suo ( ancor recente grande ) passato, è un dettaglio non secondario. Tanto più che, a cominciare dall’Europa, ci sarebbe più la necessità di dar corpo ad un Vecchio Continente unito piuttosto che ancora incapsulato sulle diversità nazionali. Per cui  si potrebbe pensare che il tutto sia più il frutto d’una colossale e ( vantaggiosa) operazione di marketing, che ricamando su una storia dalla parvenza di  una antica fiaba,  sta però concentrando ( ancora una volta) sulle isole d’Albione l’attenzione ( più o meno spontanea e  organizzata) dell’intero Pianeta. Oggi, queste operazioni, sono preziosissime. E tuttavia, sono altra cosa, rispetto al tentativo d’ un  Papa di 76 anni che si carica di fatica per  ” andar a dare risposte”  ad una generazione che rischia di pagare un contributo altissimo alla ( cosiddetta) modernità.

DUE NOTIZIE DIVERSE. PRECEDENZA A QUELLA MENO IMPEGNATIVA?  La gioia di salutare una nascita è grande. Ma si chiude lì, e soprattutto in ambito privato. Ma la gioia ( preoccupata) d’un anziano ( messaggero di umanità) che va incontro a milioni di  giovani  per portare loro la  speranza non si chiude lì. Nel privato.
S’allarga, si spera, fino agli estremi confini,  per contribuire a cambiare le cose. Eppure, i media, non concordano sulle differenze. E questo è quello che sta capitando, oggi, su molti giornali di carta e on line; e anche su molti altri mezzi di comunicazione. Prima il Royal Baby, poi papa Francesco. Prima la favola, diciamo, poi la realtà. Attraverso i soliti abili misurini. Che denotano quanto i media, e non solo quelli tradizionali, italiani e non, siano più predisposti alla ( facile) ‘quantità’  piuttosto che alla (impegnativa) ‘qualità’ delle cose.

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