Notizie di sport. La Serie A torna appetibile. Juve e non solo Juve. E il solito ‘furtarello’ a Tania Cagnotto.

Notizie di sport. La Serie A torna appetibile. Juve e non solo Juve. E il solito ‘furtarello’ a Tania Cagnotto.
Tania Cagnotto ( repertorio)

CRONACA ( NON SOLO) SPORTIVA. Ci sono media in cui la frase ” Sono cifre, queste, che il calcio italiano non può più permettersi”, è ripetuta incessantemente. Quasi che si dovesse lavare l’onta di essere divenuti, all’improvviso, più poveri dei nostri competitor europei. In Francia, infatti, grazie a Psg e Monaco, ci si è buttati nelle spese senza controllo; lo stesso dicasi per la Spagna, dove alla faccia d’una situazione generale tra le più critiche, ci sono ancora Real e Barca che i soldi li fanno volare dalla finestra. Il Barca ha mollato 93 milioni per il giovane Neymar, il Real ne sta mollando 100 ( o più) per Bale.
In Inghilterra, distratta dal Royal baby, le spese sono di casa, al punto che i numerosi ‘spendaccioni‘ che si sono impossessati della quasi totalità delle squadre britanniche hanno accumulato miliardi di debiti. Occultati, al momento, dentro tranquille casseforti esotiche.
Ma se è vero il detto che prima o poi i debiti ( qualcuno) dovrà pagarli, ce da spettarsi qualche sgradevole sorpresa. E questo nonostante numerosi  brand, ormai, a livello planetario e gli incassi, che più alti di così sarà fatica vederne in futuro.  I cantori dell’Altrove dicono  che la Premier sia un paradiso, forse per quell’erbetta sempre verde che invita al gioco e il clima da giornata di festa che seduce ad ogni incontro, oppure per i suoi stipendi d’oro che sfidano la concorrenza, oppure per qualcos’altro che ci sfugge ; un paradiso, però,  al quale non guasterebbe una maggiore cura  ( e trasparenza) dei bilanci.

IL NOSTRO CAMPIONATO. Impoverito è il nostro Campionato.  I nostri esterofili lo declamano ai quattro venti. Ma l’italiano sa accettare l’onta della povertà? Sì o no? A vedere da quanto si sta delineando nel calciomercato non sembra.  Al punto che viene ( ancora una volta ) da chiedersi se siamo diventati ( effettivamente) poveri o se facciamo ( come spesso) finta di esserlo. Portiamo pazienza, e andiamo a dare un’occhiata alla novità. In ordine d’interesse.

IL NAPOLI. Cominciamo dal Ciuccio.  Che, al momento, per diventare una big d’Europa, ha due problemi: un nuovo impianto sportivo ( visto che al San Paolo il Comune non ha intenzione di investire più di tanto) e una prima squadra ( davvero) rafforzata. Le ultime news  dicono che, liberatasi ( finalmente) di Cavani, s’ è aggiudicato Higuain. Con esborso consistente, 40 milioni più o meno, da spendaccioni.  Ora non stiamo a dire chi tra i due top player sia preferibile, anche perchè quel che conta è che chiunque veste la maglia che fu di Maradona lo faccia con lo stesso  sentimento dei suoi fans. Che sono milioni appostati sugli spalti del San Paolo o tra i vicoli di questa capitale del Mezzogiorno.
Là, sotto il Vesuvio, il calcio è anche il ricordo   d’una grandezza che fu. E che ci si augura possa ritornare, e perchè no anche attraverso lo stesso calcio? Comunque sia, il Napoli, quest’anno, metterà in campo una gran squadra. Cerca un altro centravanti. Quasi quanto a tempi della gloria. Se sarà,poi, più  o meno forte della Juve si vedrà. E se si verificherà quanto profetizzato da mago  Zamparini ( ” Ibra, dopo Pastore, rovinerà anche Cavani”), chissà che non si il Matador a chiedere di tornare sui suoi passi. Vuoi mettere l’amore di  Napoli con quello del Psg?

LA VIOLA. Finora, alla Viola, sono arrivati: Alonso ( non il corridore), Jakovenko, Manua, Joaquin, Gomez, Ambro, Ilicic. Un bel pacchetto, a cui vanno aggiunti Pazzarro ( recuperato dal trauma di fine campionato) e Pepito Rossi, che proprio uno qualunque non è. ” E non è finita qui! ” dice Andrea Della Valle, il patron. Dove vuole arrivare la Viola? A riportare in Italia l’Europa League, e la cosa sarebbe fondamentale per la risalita nel ranking Uefa della serie A, a (ri)lottare per il posto Champions e ad entrare in pianta stabile al vertice delle grandi d’Italia. L’Italia non il Giarabub.

LA LAZIO. Lotito, tra un proclama e l’altro, è riuscito a far sbarcare  alla casa dell’aquila questa gente: Parea, Biglia, Novaretti, Anderson, Vinicius, Elez; mentre resta in trattativa con  Hysaj ( d. Empoli), Matavz ( a.Psv), Ujkani (p. Chievo), Emeghara ( a. Siena). Per Petkovic, allenatore rivelazione dello scorso campionato, c’è quindi a disposizione una bella squadra. Non da spendaccioni, ma dalla spesa oculata. Completa. Certo in grado di contrastare le prime quattro cinque. Finora all’Olimpico sono state strappate poche tessere.

Lotito, che ha strappato la Lazio dal baratro della bancarotta,  si lamenta: ” Ma cosa posso fare di più?”.

IL MILAN. Il problema qui on è Costant che s’è giustamente ribellata alla solita manciata di cretini; il problema qui è una società che non tira più fuori una lira. Evidentemente, qui, i successi innegabili di 25 anni straordinari, hanno un po’ fatto perdere il senso delle cose. Va bene ottimizzare le spese, va bene non aggiungersi alla lista degli spendaccioni sparsi qua e là in Europa, va ben mandare segnali di parsimonia in un modo che soffre ( soprattutto tra i giovani) ma, poi, fatto questo, basta con i piagnistei ammantati di sorrisini. Il Milan, squadra figlia della grande Milano ( non solo) sportiva, non  merita d’essere stato trasformato in un bazar. Dove chi entra tratta e compra. E dove per acquistare un Carneade qualsiasi bisogna presentarsi con  il cappello in mano.
Il Milan va trattato da Milan. Un motore dei sogni. E se l’attuale proprietà ( per ragioni varie) non riesce più ad investire, invece di reiterarsi da poveri menagrami, si decida a fare il grande passo: o tira fuori quel che serve  alla  ’ squadra più titolata al Mondo‘ o faccia quello che sta facendo la cuginetta Inter, cioè, cedere la società.

Così i tifosi milanisti saranno sempre riconoscenti alla famiglia del Berlusca. Diversamente, soprattutto se ci si riavvierà in Campionato con l’andazzo dello scorso anno,  i tifosi cominceranno a riempire stadio, strade,  piazze, Milanello ed altro, di … letterine d’amore. E’ inevitabile. L’anno scorso, se non andiamo errati,   anche i tifosi interisti optarono per  la ‘via epistolare’ verso il loro presidente mito.  Guarda caso,  l’avvio d’un processo che attende, oggi, da un momento all’altro, di essere ufficializzato. Con la nascita ( obtorto collo) d’un Inter indonesiana.

L’INTER. L’Inter con un mastino come Mazzarri s’è data una mossa. Interlocutoria. Perchè tutto dovrà decidersi con l’eventuale entrata degli indonesiani. Società, stadio, Pinetina, squadra. I nerazzurri hanno portato ( finora) in casa Andreoli, Icardi, Laxalt, Botta, Campagnaro, Belfodil. E sono in trattativa con Isla e Marrone ( c. Juve), Dragovic ( d. Basilea),  Wellington ( c. San Paolo), Taider ( c. Bologna) e Nainggolan ( c. Cagliari). Se recupera Milito, Samuel, Palacio e Zanetti ( sempre utile, il capitano) e non cede Handanovic qualcosa di buono può fare. Non per i tre posti Champions, ma  per quelli  a ridosso sì, certo, il Dio del pallone volendo.

LE ALTRE. Che dire delle altre? Che non stanno con le mani in mano. E si rafforzano, tanto per smentire i soliti esterofili. Che hanno buttato alle ortiche la Serie A già da anni. Restando invece il nostro, il campionato più ‘ ostico, difficile, velenoso ‘ del Mondo. La Roma si destreggia. L’Udinese ( che si rifacendo lo stadio) non ha mollato Di Natale che ( giusto per dare una battuta ) era concupito dal Milan: ma per pagarlo con i soldi di Galliani e Braida?
Il Catania, di certo, rifarà la sua bella figura, visto che s’è rafforzato con Leto, Tachitdis, Monzon e Freire. Così il parma, che non ha badato a spendere il possibile. E così il Toro, la Samp e il Genoa. Per non parlare delle neo promosse. Al trofeo Tim il Sassuolo s’è preso il lusso di aggiudicarsi il torneo, alla faccia di Juve e Milan. Ha ragione o no il romano Brandtl quando dice ” La Serie A? Non c’è nulla al Mondo di più imprevedibile e difficile! “. Alla faccia dei detrattori di mestiere.

NON SOLO CALCIO. In questi giorni si sono avute buone nuove dagli azzurri impegnati qua e là per il Mondo. Abbiamo applaudito l’Under 21 di calcio contro una Spagna ancora in luna di miele. Abbiamo gioito per la vittoria dell’Under 20 di basket, agli Europei di categoria. Abbiamo tifato per il sestetto di Berruto ( solo terzo) in Word League di pallavolo. Ci stiamo rammaricando invece con qualcuno del nuoto ( soprattutto Settebello e fondisti), non solo atleti nostri. Perchè in ballo questa volta ci sono i soliti, anonimi giudici, che al trampolino da 1m donne sono riusciti ancora una volta a privare Tania Cagnotto d’una medaglia d’oro più che meritata.
Avevano perpetrato il furtarello a  Londra, l’hanno ripetuto ai mondiali di Barcellona. Tania, per una inezia, si può dire per uno spruzzetto in più, ha lasciato alla solita ( non trascendentale) cinese un oro che portava in tasca fin all’ultimo tuffo. E’ forse ora che presidente Malagò abbandoni i convenevoli e cominci a ribattere i pugni sul tavolo. In ballo ci sono le nostre ragioni sportive e non solo. La rinascita d’un Paese in sofferenza, infatti,  può anche passare attraverso l’entusiasmo che  sa innescare lo sport.

IL SALUTO AD ANTONELLI E GRIFFITH. Un saluto, quello estremo e commosso, ad Andrea Antonelli, il bravo pilota di Castiglion del Lago deceduto per un incidente in  gara. Un addio doloroso anche a Emile Griffith, il grande pugile americano di colore che sfidò per la categoria Welter per ben tre volte il nostro Nino Benvenuti. Furono incontri memorabili. Emile, anche a causa  di pregiudizi sessuali, è morto povero e gravemente ammalato.

 

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