Italia. Confermata condanna a Silvio Berlusconi: 4 anni.

Italia. Confermata condanna a Silvio Berlusconi: 4 anni.
SILVIO BERLUSCONI

ITALIA. Confermata la condanna d’appello a 4 anni di reclusione e rinvio alla Corte d’Appello di Milano per rideterminare l’interdizione.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione a conclusione del processo Mediaset. Dopo la lettura della sentenza, a Palazzo Grazioli è arrivato tutto lo stato maggiore del Pdl. La Cassazione ha rigettato i ricorsi di Daniele Lorenzano, Gabriella Galetto e Frank Agrama, coimputati di Berlusconi nel processo Mediaset.

La sentenza della Cassazione ”non può che lasciare sgomenti. Vi erano solidissime ragioni ed argomenti giuridici per pervenire ad una piena assoluzione”di Berlusconi. Valuteremo e perseguiremo ogni iniziativa utile anche nelle sedi Europee per far si che questa ingiusta sentenza sia radicalmente riformata”. Lo dicono i legali del Cav Coppi, Ghedini e Longo.

“La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge”. Lo afferma Giorgio Napolitano in una nota diffusa dal Quirinale che cosi’ prosegue: ”In questa occasione, attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all’attesa della sentenza, il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l’on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti. Ritengo ed auspico che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l’esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all’amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso. Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi”, conclude.

”Come annunciato, sto andando a rimettere il mio mandato di sottosegretario nelle mani del Presidente Berlusconi che per quella carica mi ha indicato all’interno del governo Letta da lui fortemente voluto”, lo afferma in una nota Michaela Biancofiore, sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei Ministri.

Palazzo Chigi, al momento, non intende commentare la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset. Fonti di governo si limitano a ricordare quanto detto dal premier Enrico Letta in questi ultimi giorni: le sentenze non si commentano e “le vicende giudiziarie vanno tenute separate da quelle politiche”. Ma anche che “nessun terremoto è in vista e l’Italia è stabile”. In sostanza, si spiega, “la linea non cambia”.

”La sentenza va rispettata, eseguita e applicata”. Sono le prime parole del segretario del Pd, Guglielmo Epifani, a commento della decisione della Cassazione sul processo Mediaset. “Il Pd, per il rispetto che si deve alla separazione dei poteri, chiede a tutte le forze politiche, e al Pdl in particolare di esprimere comportamenti rispettosi delle funzioni e dei poteri della Cassazione e di non usare forzature istituzionali, a seguito di una sentenza che muove dall’accertamento dei fatti e non da pregiudizi”. Lo dice il segretario del Pd, Guglielmo Epifani.

“Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989″. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo subito dopo la sentenza della Cassazione.

”Io credo che sia necessario a fronte di questa condanna trarre delle conseguenze: non è possibile immaginare che il Partito Democratico permanga nella condizione di alleato del partito di Silvio Berlusconi’‘. Lo ha detto il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. ”Non è possibile immaginare – ha aggiunto – che Silvio Berlusconi rimanga al centro della scena politica. Credo che grandi cambiamenti siano necessari per dare una risposta alla crisi morale del paese”.

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