Il Pil di Germania e Francia torna a salire. L’Italia, invece, arranca. A quando la fine del ‘solito’ tunnel?

Il Pil di Germania e Francia torna a salire. L’Italia, invece, arranca. A quando la fine del ‘solito’ tunnel?
Europa

CRONACA ( NON SOLO) POLITICA. L’Eurozona- annuncia Sole24Ore- dalla recessione con una crescita dello 0,3% nel secondo trimestre dopo sei mesi in calo. Un dato sopra le attese. Favorito dalla crescita di Germania e Francia, e trainate dai consumi interni; ancora in difficoltà sono invece Italia (-0,2%), Spagna e Olanda. I segnali restano comunque timidi”.
E se si da una occhiata, sia pure superficiale, al Pil Eurozona si notano: Portagallo (+1,1%), Repubblica Ceca, Germania e Finlandia (+0,75) e Francia (+0,5%) in salita; mentre, ancora arrancanti, sono Bulgaria, Spagna e Svezia (-0,1%) e Italia (-0,2%). Segno, questo del Pil, che un qualche movimento al rialzo c’è davvero, sia pure anc0ra ‘timido’ e magari  contrastato. Intanto la borsa valori di Milano ha segnato il suo miglior listino nell’ultimo mese ( +13,2%) e lo spread è calato a 238 punti, mai così in basso da alcuni anni a questa parte.

Risultati comunque temporanei. Olli Rehn, commissario Ue competente, non manca di spingere  a tenere alta la guardia: ” Bisogna proseguire –  ha detto – con tenacia sulla difficile strada delle riforme ancora ai primi passi, sul controllo dei debiti, sulla costruzione dei pilastri d’una vera unione economica e monetaria europea”. In settembre la Germania andrà alle elezioni.
Si annuncia un trionfo per la Mekel. Forse, solo da allora, si potrà riprendere il filo tuttora spezzettato della ‘ casa comune d’Europa‘. Probabilmente l’unica soluzione duratura per mettere il Vecchio Continente al riparo dai marosi della globalizzazione.

SITUAZIONE IBERICA. Sale il Pil del Portogallo, resta ancora sotto quello della Spagna. Che avrà bisogno di almeno altri sei anni per chiudere la bolla immobiliare dalla quale derivano ( gran parte) dei suoi problemi.
A Madrid cercano qualche elemento di speranza ma la realtà è ancora fatta di macerie. Le difficoltà delle società di costruzione e i problemi delle famiglie con i mutui – rimarca ancora una volta  Sole24Ore – si fanno ( ancora ) sentire sui bilanci delle banche. Le nuove costruzioni, che in vent’anni si sono divorate un quarto delle coste spagnole, sono ancora ( e in buona parte) invendute. Il mattone, insomma, non ha ancora toccato il fondo.
La bad bank Sareb ha comunicato di avere concluso la vendita di 550 abitazioni in tre mesi e di averne proposte al mercato altre 3 mila: l’obiettivo è vendere 42.500 nei prossimi 5 anni per chiudere i 15 anni di mandato con la liquidazione totale del portafoglio di oltre 200 mila asset che include 107 mila proprietà e 70 mila case vuote. Sono ritmi rischiosi – avverte Sole24Ore- che potrebbero scatenare una corsa perversa alla vendita tra Sareb e banche spagnole, esse stesse azioniste del ‘banco malo‘.
In buona sostanza, in Spagna, ci sono ( al momento) almeno 700 mila case nuove invendute, cui vanno aggiunte quelle costruite da cooperative. Nel 2012 di queste nuove abitazioni ne sono state vendute 114 mila. A questo ritmo occorreranno almeno altri sei anni di sofferenza. Il fondo resta dunque lontano. Mentre i valori delle abitazioni dovranno scendere ( almeno) del 40% rispetto ai massimi del 2008. Solo a questo punto della ‘barbuja‘ immobiliare spagnola si potrà parlare di ‘ lontano‘ ricordo.

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