Politica e non solo politica. Matteo Renzi alza i toni: ‘ Fateci largo! Stiamo per arrivare noi’. Noi chi?

Politica e non solo politica. Matteo Renzi alza i toni: ‘ Fateci largo! Stiamo per arrivare noi’. Noi chi?
Matteo Renzi ( repertorio)

NOTIZIE ( E COMMENTI) DI POLITICA. E mentre Letta si adopera per far giurare fedeltà al suo Governo, c’ è il giovane Renzi che ha preso a sparare bordate mirate, in buona parte, proprio sul Governo operante dell’amico toscano quanto lui. Lo ha fatto alla Festa democratica di Bosco Albergati ( Castelfranco Emilia), dopo settimane di ponderato ( ma faticoso) silenzio.
Che vuole il giovane sindaco di Firenze, già pronto ad entrare per via diretta nel difficile agone politico nazionale? Sostanzialmente, ci pare di capire che vuole recitare una sua parte. Possibilmente non da comprimario. Infatti al rigido segretario Epifani chiede di ” fissare la data del congresso evitando di passare il tempo ad interrogarsi su come cambiare le primarie”. Nicolò Macchiavelli che ai tempi suoi assai problematici aveva avuto la possibilità di ‘ scrutare‘ i protagonisti del suo tempo, e tra questi il ventisettenne duca Valentino, molto probabilmente, avrebbe trovato molto curiosa la foga di questo giovane promessa della politica italiana. Non è facile trovare, infatti , se si vanno a sfogliare i libri, o meglio, i libri del Dopoguerra, un esempio analogo. Tutto da scoprire.

Renzi grida che questo è “ il nostro tempo“. La barca è  in pericolo d’affondamento, e lui vuole remare. Perchè impedirglielo? Primarie o non primarie, la chance gli va data. Sarà la gente, caso mai fosse, ad indicargli  ( oltre all’indice di gradimento) anche la strada. Cosa vuol fare, Renzi, per portare in porto la barca tricolore? Intanto innovare, dal punto di vista strutturale ( anche perchè con la chiusura del finanziamento ai partiti) ci saranno risorse da centellinare per mantenere una organizzazione capillare quanto quella del Pd; e poi da quello ideologico.
Il vecchio marxismo ( anche se con tanti nostalgici ) se n’è andato ( ufficialmente) in pensione; il mondo del capitale attraversa tensioni e crisi che sembrano averlo portato sull’orlo del baratro. Occorrono ricette nuove. Adattabili a realtà complesse, diversificate, in rapido mutamento. E al di qua e al di là degli oceani. Renzi, che ci sembra attingere principalmente al sociale cattolico, sul piano dei principi prima ancora che su quello operativo, di ‘medicine’ , ne avrà molte da proporre. Riuscire a renderle salutari, semmai, per lui,  non sarà facile. I numeri, al momento, sono quelli che sono. E anche se si punta ad una nuova tornata elettorale, non è detto che ne fuoriescano di migliori.
Su Berlusconi, Renzi parla semplice: ” Le sentenze vanno rispettate. La legge è uguale per tutti!”. Dimenticando che, per quelli che sostengono Berlusconi, è proprio la legge a non essere uguale per tutti. Il senatore è stato colpito mortalmente, ma non altrettanto quello che a lui fa capo. La storia è vecchia. Se si continua a tenere spaccato il Paese finisce che, come capita su una barca in pericolo dove uno rema avanti e l’altro indietro, si finisca con l’andare tutti a fondo. La magistratura ( o una parte di essa) ha colpito duro sul Berlusca, ma non è detto che si sia a sua volta autocolpita. Perchè adesso sono in tanti, forse ancor più numerosi dell’ ante sentenza, a chiedere un terzo organo istituzionale super partes, creduto da tutti come ai tempi della lotta all’eversione, efficiente, e dai tempi di lavoro rapidi e certi. E comunque equilibrante, rispetto agli altri due poteri ( legislativo ed esecutivo) che devono tornare fare il loro mestiere: l’uno a ( modernamente) legiferare, l’altro a ( efficacemente) governare.

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