Rimini. Mauro Corona presenta ‘Guida poco che devi bere. Manuale ad uso dei giovani per imparare a bere’.

Rimini. Mauro Corona presenta ‘Guida poco che devi bere. Manuale ad uso dei giovani per imparare a bere’.
Mauro Corona.

RIMINI. Giovedì 22 agosto a MobyCult Mauro Corona presenterà “Guida poco che devi bere” (Mondadori) dialogando con Lorella Barlaam. Non un romanzo, di quelli aspri e dolci dei suoi, così amati dai lettori. Ma un “manuale ad uso dei giovani per imparare a bere”.

Non è facile far stare in poche righe le tante vite di Mauro Corona, scalatore che ha aperto centinaia di vie sulle montagne, scultore allievo del grande Augusto Murer, scrittore d’una trentina fra romanzi e raccolte di racconti, molti dei quali bestseller, ‘personaggio’ mediatico.

Della cui iconografia fa parte, oltre a bandana da pirata e sigaro, il bicchiere di vino. Ma forse proprio per questo “Guida poco che devi bere” si pone come un testo autenticamente pedagogico

“Il pensiero di scrivere queste pagine è rivolto ai ragazzi che si apprestano a impugnare il bicchiere”, scrive Corona. “Non saranno consigli per non bere – continua – ma dritte per bere bene senza farsi male. O, almeno, farsi male il meno possibile”.

Si tratta oggi di affrontare un’emergenza sociale, continua, perchè “il fenomeno aumenta di anno in anno. Non solo nel numero dei ragazzi che si mettono a bere, ma nelle quantità, nella qualità del bevuto e nell’età dei bevitori che risulta sempre più giovane”, mentre le così dette ‘agenzie educative’ che dovrebbero vigilare e accompagnare il futuro dei giovani non tracciano alcun sentiero. “Vivo in una patria stupenda dove invece che fare si auspica – ironizza Corona – Tutti auspicano qualcosa e tra i tanti auspicamenti c’è pure quello che i giovani non bevano”.

Della “cultura del vino” tra i suoi monti di Erto e la valle del Vajont Corona aveva già parlato – tra l’altro – in “Aspro e dolce”: “Ho iniziato molto presto a bere vino. Ero ancora fanciullo quando, su consiglio dei parenti, ho dato mano ai primi bicchieri che, secondo loro, dovevano farmi sangue”. Fin quasi a “fucilarsi” l’esistenza. Mentre in quest’ultimo libro il “vizio di bere” diventa simbolo delle infinite dipendenze che caratterizzano il nostro tempo, da quella da fumo o droga o sesso, a quelle subdole da notorietà, da soldi, da smania di potere o di affetto: “si può dire che tutta l’umanità è drogata e schiava di qualcosa e qualcuno» così che spiegare fenomeni come lo stalking può chiamare in causa gli “eroinomani d’affetto”.

Gli “alcolisti d’amore” non si recuperano. “Mentre per la dipendenza da alcol qualche rimedio esiste, seppur non è facile uscirne”, spiega Corona, come ha dimostrato lui stesso con un’astinenza che al momento dell’uscita del libro durava da diciassette mesi. Per far tirare il fiato al fegato, per rispettare la dignità delle persone cui vuol bene. Per la sua esperienza in prima persona Corona sa benissimo come sia ridicolo ripetere ai giovani: “Non bevete, vi fate del male, vi ammazzate in auto, fate soffrire i genitori, vi rovinate”, e che “raccomandare a un giovane di non bere è come pretendere che non piova. Perciò, con la consueta commistione di narrazione autobiografica, riflessione e citazioni, in Guida poco che devi bere prova a dar loro invece un manuale per imparare a bere bene senza fracassarsi il naso, sintetizzato in venti ‘comandamenti’. Così che ancora una volta le parole di Corona «sono la voce di uno schietto, intenso artista e insegnano un giusto modo di vivere”, come ne ha scritto Claudio Magris.

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