Faenza. Evan Lurie in ‘Solo Piano’.

Faenza. Evan Lurie in ‘Solo Piano’.
Evan Lurie. Immagine di repertorio.

FAENZA. Pecies of Bandoneon” uscito nel 1989, ispirato al tango, è forse l’album più famoso, anche se ormai è introvabile. È lo stesso album che ha folgorato sulla via di Damasco Vinicio Capossela e Roberto Benigni. Il primo ha chiesto a Evan di produrre “Il Ballo di San Vito”, mentre il secondo lo ha scelto come autore della colonna sonora del “Piccolo Diavolo”, “Jonny Stecchino” e “Il Mostro”.

Evan Lurie suona a Strade Blu venerdì 6 settembre, al Museo Carlo Zauli di Faenza. Dopo tanti anni ripropone il suo “Solo Piano”.

Il piano di Evan Lurie è la parte lirica dei Lounge Lizards. Lui insieme al fratello John fondarono il gruppo alla fine degli anni ’70 a New York. Band straordinaria e d’avanguardia per la portata creativa e innovativa che ha saputo unire il bebop, al punk rock e new wave. A fianco dei Lurie c’erano mostri sacri come Marc Ribot, Arto Lindsay, Steve Piccolo. Se John è la figura più innovativa, ironica e creativa del gruppo, Evan rappresenta l’anima latina. Il suo piano, seppure suonato in modo sperimentale, è capace di creare atmosfere melodiche melodrammatiche e romantiche.

In questo concerto Evan Lurie rispolvera i sue pezzi più famosi. Da “The magic of Palermo” nell’album “No Pain for Cakes” dei Louge Lizards, una fanfara scritta da lui, nera e sincopata dove il bebop si mescola a suggestioni meridionali a brani tratti dell’album “The River” (1990) dove Evan mette in piedi un quintetto da camera con alla chitarra Ribot e al bandoneon un 60enne argentino per eseguire brani ispirati alla tarantella fino alle colonne sonore.

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