Notizie di sport. A Monza, la storia dice Vettel; la leggenda, Alonso. Gp colmo di folla e personaggi.

Notizie di sport. A Monza, la storia dice Vettel; la leggenda, Alonso. Gp colmo di folla e personaggi.
Alonso e la Ferrari 2

LA CRONACA DAL DIVANO. Gran Prix di F1 a Monza, cuore palpitante della storia e della leggenda dell’automobilismo mondiale. Ha vinto il giovane fenomeno, Vettel, erede dei grandi driver alemanni antagonisti in anni lontani dei nostri miti italici, Nuvolari o Varzi o altri , praticamente indistruttibili. Ha vinto ed è entrato ( probabilmente con questo quarto titolo) nella storia della F1. Titolo, che non è  ancora matematico ( ma oltre 50 punti a sette gare dalla fine sono un margine più che abbondante) , certo, e tutto si sa che può accadere nello sport, fino all’ultimo secondo dell’ultima gara. Ma con quella macchina, con quella sicurezza di gara, con quegli avversari che arrancano, senza costrutto pratico, pur agonisticamente leggendaria come il nostro Ferdy,  è difficile prevedere un epilogo diverso del Mondiale 2013.

QUALCHE NOTA DI CRONACA. E che Monza attiri l’attenzione del mondo, e questo bisognerebbe ogni tanto ricordarlo ai nostri entusiasti esterofili, lo dicono anche le note di cronaca. Intanto il pubblico, intorno alle 170 mila presenze nelle tre giornate di gare. E poi le rappresentanze varie del mondo dell’auto e non soltanto. Autorità, personaggi diversi ( compreso il Ronaldo vero, reduce dal matrimonio in Brianza di Leonardo con la giornalista Billò) e media. Dificile elencare tutti.

STORIA MA NON LEGGENDA. Tuttavia, Vettel, che corre per uno sponsor venditore mondiale di bibite e non per un Drake che ha fatto sognare il Mondo, se nella storia delle corse automobilistiche ormai è dentro con entrambi i piedi,  non appare ancora in quello della leggenda, dove c’è spazio solo per eccezionali personalità ed imprese, spesso neppure coronate dall’alloro sempre verde della vittoria.

Oggi, senz’altro,  Vettel ha dominato; eppure, guarda caso, finirà che per i tanti ad essere ricordato sarà più Alonso che lui. Alonso che ha sputato sangue ( oltre a qualche improperio rivolto ai suoi, e fin dalla vigilia) sulla sua indomabile  ‘rossa‘, più lenta ( soprattutto) in curva, e ( forse) anche meno sveglia a fermare al momento giusto, per il pit stop,  il suo pilota di punta.
Sì, infatti, e non chiediamoci il perchè, dove corre Vettel si può scrivere  ( al massimo) la storia, ma dove corre Alonso,  si punta dritti alla leggenda. Ed è per sottoscrivere un’altra di quelle memorabili  pagine, che il grande cuore dei tifosi ‘rossi’, a fine gara, è tornato a sciamare  lungo la pista. Per sigillare la consacrazione. Il rito, la storia, la leggenda.

CLASSIFICA PILOTI. Vettel ( Red Bull) 222 punti, Alonso ( Ferrari) 169.
CLASSIFICA COSTRUTTORI. Red Bull sempre in testa, con la Ferrari seconda.

ALTRI SPORT. Auto ma non solo. Perchè la settimana ha vissuto anche altri avvenimenti. E qualche sorpresa, come quella propinata dall’armata Pianigiani, all’europeo di basket.
I nostri, massacrati da rinunce e infortuni, hanno travolto un pò tutti ( Russia, Turchia e Finlandia). Ora aspettano Grecia e Svezia. Quasi una formalità per entrare ( orse al primo posto del girone) tra le prime sedici d’Europa. Non è poco, da quel che si paventava. Speriamo solo che non si stanchino nel tratto finale e decisivo. Per aggiudicarsi ( entrando nelle prime sei) il diritto a partecipare al prossimo Mondiale.

Intanto Tokio ha vinto la disputa a tre ( con Istanbul, battuta in finale, e Madrid) per l’aggiudicazione dell’Olimpiade 2020. La notizia, apre maggiori possibilità ad una eventuale candidatura di Roma per l’appuntamento olimpico del 2024. Infatti, dopo aver rinunciato a quella del 2020 ( che avrebbe celebrato anche il  settantesimo anniversario  di quella romana  del 1950) potremmo, ora, riprovarci.

Ce l’ha fatta l’Italia del calcio  ( 1-0) contro la Bulgaria; ora, martedì sera, sotto con la Cechia. Dovessimo vincere potremmo giù fare le valigie per Rio. Ce l’anno ( finora) fatta le ragazze della pallavolo agli Europei. Non ce l’ha fatta ( in semifinale) la Pennetta con l’Arzarenka, votata ora al sacrificio contro la solita Serenona, agli Us Open. Ce la sta facendo, invece, il nostro Nibali, alla Vuelta. Speriamo solo che anche lui  tenga fino in fondo . Poi di lui e del ciclismo ( stravolto dalle vicende doping) ne riparleremo.
Fermo restando però che si sappia in giro che il nostro Vincenzo non è altro che  l’ultimo nato di una secolare genia di pedalatori, con pochi confronti al Mondo, checchè ne dicano celebri ma autolesionisti  commentatori mediatici,  e visto che può mettere insieme una lista infinita:  Bottecchia, Guerra, Binda, Girardengo, Bartali, Magni, Nencini, Motta, Gimondi, Saronni, Moser, Pantani.
E soprattutto  Fausto Coppi, il grande airone di Castellania come lo chiamò Orio Vergani, che nonostante appartenesse ad uno sport ( allora, il Dopoguerra ) non ancora planetario, può a buon diritto inserirsi, per ‘ qualità d’imprese’ più che di ‘ numeri‘ ( visto che ebbe una interruzione agonistica a causa degli eventi bellici di oltre un lustro, gli anni della migliore gioventù d’un atleta) ,  nella hall fame dei grandi campioni di sport di tutti i tempi e d’ogni nazione.

Una volta tanto, abbiamo ( finalmente) l’ardire di  togliere dalla  naftalina i nostri patrimoni, e mostriamoli, per favore, chè qui se non ci diamo da fare  - come ammonivano i nonni –  non ci regala niente nessuno! E finisce, poi, a sentire certi nostri  esterofili,  che una grande storia diventa una storia normale.
E, per semplificare, che due pulci come Trueba e Robic abbiano volato   ( più o meno) allo stesse altitudini  delle nostre aquile. Figuriamoci, inoltre, se il confronto si va a fare con Merkcx, grande, certo, ma dalla carriera troppo ‘facile’ , troppo solo ‘agonistica’, troppo solo storia e poco leggenda,  per essere incoronato ( come sostenne Bruno Raschi) anche il più grande.

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