Notizie di sport. Kimi non resiste al richiamo della ‘rossa’. Sospeso il sogno Pianigiani. Il ritorno della SerieA.

Notizie di sport. Kimi non resiste al richiamo della ‘rossa’. Sospeso il sogno Pianigiani. Il ritorno della SerieA.
Italia basket ( repertorio)

LA CRONACA ( NON SOLO) SPORTIVA. E adesso che Tokyo ce l’ha fatta per il 2020, torna possibile ripresentare la candidatura Italia. Andata a buca ( non si sa perchè)  con il governo Monti. E ora tornata d’attualità, proprio per il successo nipponico. Che l’Italia possa nutrire ‘ qualche concreta possibilità di successo per il 2024′  non è cosa remota o vaga, ma possibile. Basterà crederci, senza ingolfarci nelle solite polemiche da cortile, magari, tra Roma e Milano. L’importante non è l’una o l’altra, ma l’Italia.  E un appuntamento olimpico, ammesso che si possa realizzare, è certo un ‘bene‘ per il Paese ospitante. Soprattutto se questo ha necessità ( o urgenza) di recuperare posizioni ( troppo scioccamente) perdute.

LA NOVITA’ IN ROSSO. Detto dell’Olimpiade, si può passare altra news ( sportiva) del momento. Ovvero, il ritorno di Raikkonen in Ferrari. Che, a qualcuno potrebbe recare sorpresa, e a qualche altro perfino dolore, perchè quando qualcuno d’estero si ‘ravvede’ su questo Paese ( e su quello che può offrire), non c’è più materia per godere. L’Italia, la giovin Italia, nata come entità statuale solo nel 1860, cioè secoli dopo altre realtà ( non solo) limitrofe, qualche appeal, evidentemente, lo conserva.
E comunque, Kimi, ha rivelato che la ‘rossa’ gli è rimasta  ‘nel cuore’, quel suo cuore gelato, che sembrava non avere battiti. E che, invece, al primo sorriso della ‘rossa’, non ha resistito ed è tornato. Per formare con il nostro Ferdy una formidabile coppia di driver. Pronta, tramite una sana competizione interna,  a cingersi dell’alloro mondiale. Sempre che il presidente Montezemolo riesca a riorganizzare una squadra che, in questi ultimi tre anni, ha fatto acqua da tutte le parti. Una squadra che deve ‘sorridere’ meno ‘ ‘ruggire’ di più. Il ‘ruggito‘ della ‘rossa‘. In fondo, nell’ Altrove, e lo abbiamo già detto, si può fare la storia ( come nel caso del bravissimo, straordinario, Vettel), ma non la leggenda.

IL CICLISMO DEL SOSPETTO. Che il nostro Nibali meriti il rosso della Vuelta  2013 è ormai ( abbastanza) claro. Ma che a contenderglielo sia un nonno di 40 anni, che ( per quel che ci riguarda) è poco più che uno sconosciuto, questa, non ci va giù. Abbiamo l’impressione, che il ciclismo ( quello per cui il presidente uscente McQuaid e l’Uci sono accusati, solo accusati,  di corruzione per aver sganciato soldi a copertura di Contador positivo), non abbia ancora imparato per davvero la sua fondamentale lezione di vita. Vuol andare avanti come natura comanda o come interessi impongono?
Non abbiamo nulla contro ‘nonno’ Horner  ( Radio Shack, Usa) che al momento staziona in classifica generale  con appena tre secondi sotto il nostro Vincenzo, ma vederlo volare ai ritmi superiori di quelli tenuti da tanti giovani, ci fa lo stesso effetto che vederci capitare tra le mani un cestino di ciliege alla vigilia di Natale. Tutto possibile? Tutto normale, anche per questi frutti ‘fuori stagione’?

DOPO RIO, RIPARTE IL CAMPIONATO. Dopo avere staccato il biglietto per Rio, con i complimenti e gli auguri del (vero) Ronaldo, i nazionali tornano nelle rispettive sedi per la terza di Campionato. Il Campionato più bello, perchè agonisticamente più difficile, intrigante, imprevedibile. Sono sette, le nuove sorelle, pronte a disputarselo: Juve e Inter, intanto, sabato sera, a San Siro, per il primo vero collaudo di stagione; e poi, nell’ordine, Napoli, Fiorentina, Milan, Roma e Lazio. La Juve di Tevez ( ma non ancora di Llorente) dovrà sbattere il capo con l’ Inter argentina di Palacio ( e Milito).
Non si deciderà il Campionato, certo, ma si potrà iniziare a stabilire graduatorie. Priorità. Da ( prima) costruire e ( subito dopo) da smontare.  Com’è bello che sia. In un torneo, che ha visto partire qualche ragazzotto ma che ha visto tornare qualche nonnetto, come Maicon o Kakà. Roba arzilla, di classe, e che ( piaccia o no ) arricchisce la contesa. E che sta rivelando una pletora di giovani talenti.
Alla faccia dei soliti piangirai, quelli col cilicio sempre in tasca, e che ( accosciati su quegli scranni televisivi) non vanno oltre a tristi litanie sull’ ex Campionato più bello del Mondo. Ma che bello lo è davvero. Loro malgrado. Nell’ attesa dei nuovi stadi, inoltre, finora solo promessi da una classe dirigente e politica  zeppa d’inetti, per tornare anche quello (più ) all’avanguardia.

ALTRI SPORT. S’è infranto il miracolo della banda azzurra di basket. Vessata da infortuni e rinunce. Ma ( finora) sempre vittoriosa, sulla Grecia compresa, e che proprio nella prima del girone ha messo sotto la favoritissima Espagna. Pianigiani ha ceduto alla Slovenia, squadra di casa, dentro un palazzetto-bolgia. Dove era ( pressochè)  convenuto un Paese intero. Ora, gli altri da affrontare sono tecnicamente ancor più forti della Slovenia. La banda azzurra deve ritrovare subito lo smalto iniziale. Resta l’obiettivo del settimo posto, per avere il pass ai Mondiali. Resta ( soprattutto) quell’ottima impressione fino ad oggi offerta, e che una sconfitta ( pur meritata) non dovrebbe offuscare. No, certo, perchè sarebbe dura svegliarci da un sogno tanto accarezzato.
Della  combriccola di ragazze in azzurro sul parquet della pallavolo, invece, non ci soffermeremo più di tanto. Con tutti quegli occhi, dolci,  indimenticabili, non si può certo sperare di battere le Serbe. Il 3-0 finale, ci fa uscire ( senza lode) ai quarti dell’Europeo, purtroppo, ma con la speranza che le nostre ragazze sappiano accendere in futuro  ben altra luce sui loro volti. Per rifarsi, è ovvio, magari con  le grandi ( Russia e Brasile), alla prossima occasione, possibilmente,  al Mondiale.

 

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