Conselice. Si celebra l’anniversario del monumento alla libertà di stampa.

Conselice. Si celebra l’anniversario del monumento alla libertà di stampa.
Il momumento.

CONSELICE. Il Comune di Conselice rinnova la celebrazione dell’anniversario del monumento alla libertà di stampa. Giunta alla sua settima edizione, la manifestazione propone due giornate di riflessione sui temi della lotta di liberazione e della libertà in Italia, a partire da martedì 1° ottobre.

Si comincia dalla mattinata, con l’apertura della cerimonia ufficiale e il cambio della bandiera: alle 10, nella piazzetta del monumento alla libertà di Stampa, ci sarà il saluto del sindaco Maurizio Filipucci, seguito da interventi di Ivano Artioli, presidente dell’Anpi della provincia di Ravenna, Vittorio Roidi, in rappresentanza dell’Ordine nazionale dei giornalisti, mentre concluderà la cerimonia Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna. I cori degli studenti dell’istituto scolastico comprensivo di Conselice toccheranno le corde dell’emotività quando il tricolore, donato lo scorso anno da Lega Coop Italia, sarà ammainato e sostituito con la nuova bandiera offerta dalla Regione Emilia-Romagna. Ogni anno viene issata sul monumento alla libertà di stampa la bandiera tricolore che, a rotazione, i componenti del comitato rappresentativo (organizzazioni professionali, sindacati, rappresentanti della stampa, istituzioni locali e l’Istituto Storico per la Resistenza) donano agli studenti di Conselice.

A chiusura della due giorni, mercoledì 2 ottobre alle 21 al teatro comunale di Conselice ci sarà “Viaggi di parole segrete – Elide in nome della libertà”: una serata in memoria di Elide Cenacchi, con immagini, racconti e ricordi. Elide fu staffetta partigiana con e di Michele Zizzari e Fausto Pullano; scomparsa recentemente, legò i suoi destini alle vicende partigiane della Bassa Romagna.

“Il nostro compito oggi resta quello di fare conoscere alle nuove generazioni lo sforzo compiuto allora nella lotta armata contro il nazifascismo – sottolinea Maurizio Filipucci, primo cittadino conselicese -, ma anche oggi, come allora, l’informazione ha un altro compito: quello di dare speranza, idee, prospettive, costruire un futuro libero sulle fondamenta della democrazia, della pace e dell’uguaglianza sociale”.

La celebrazione dell’anniversario del monumento alla stampa clandestina e alla libertà di stampa è organizzata dal Comune di Conselice in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Ravenna, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna, la Federazione Nazionale della Stampa, l’Ordine dei Giornalisti Nazionale e di Bologna, l’Istituto scolastico comprensivo di Conselice e l’Anpi.

Il monumento alla stampa clandestina e alla libertà di stampa fu inaugurato il 22 aprile 2006. La proposta fu avanzata al Comitato per la tutela e la diffusione dei valori della Resistenza, della Liberazione e della Costituzione dall’allora presidente dell’Anpi di Conselice Ivo Ricci Maccarini (nato il 28 gennaio 1925, deceduto l’8 gennaio 2009), nome di battaglia Snap, quando era componente del comando militare del distaccamento partigiano della Bassa Romagna. In particolare, il monumento è posto a ricordo di Cesare Gaiba, Pio Farina, Giovanni Quarantini ed Egidio Totti, quattro tipografi arrestati nelle campagne conselicesi e assassinati nella tiepida mattinata del primo ottobre del 1944, nel poligono di tiro di Bologna.

Come in gran parte dell’Italia, il contributo dei cittadini del comune di Conselice alla guerra di liberazione nazionale fu elevato. Rispetto ai 7.872 partigiani della provincia di Ravenna, quasi 800 furono di Conselice: 458 erano nelle liste dei partigiani combattenti (alla fine della guerra si contarono tra di essi 51 caduti e 32 feriti e invalidi), 244 in quella dei patrioti conselicesi. Tra i caduti, le due Medaglie d’oro al valor militare Ines Bedeschi e Paolo Fabbri; le due Medaglie d’argento Dario Negrini e Ilic Gheorghi Pristankow; la Medaglia di bronzo Angelo Mirri. Insieme a loro si ricordano le 65 vittime civili del bombardamento di Lavezzola a pochi giorni dalla Liberazione.

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