Immigrazione. Da papa Francesco s’è levata, discreta e forte, una voce: ‘ Ma come chiamarla, se non vergogna?’.

Immigrazione. Da papa Francesco s’è levata, discreta e forte, una voce: ‘ Ma come chiamarla, se non  vergogna?’.
Sbarchi ( immagine di repertorio)

CRONACA E COMMENTO D’UNA TRAGEDIA CONTINUA. Lampedusa. Le immagini, più delle parole, sono tremende. La cronaca registra. ” Sono proseguite per tutta la notte – riporta il Messaggero on line –  le ricerche al largo dell’ isola dei Conigli, davanti a Lampedusa, dove giovedì mattina è naufragato il peschereccio con a bordo circa 500 persone. Nonostante il mare grosso, alzatosi durante la notte, gli uomini di capitanerie e vigili del fuoco, ai quali si sono aggiunti i sub della Guardia di Finanza e dei carabinieri arrivati in nottata, hanno continuato a cercare gli altri dispersi che, secondo le testimonianze dei migranti, sarebbero ancora in fondo al mare.
Al momento, i numeri ufficiali e ancora provvisori della strage, secondo i dati delle Capitanerie di porto cui spetta il coordinamento dei soccorsi in mare, sono di 111 morti (gli ultimi otto sono stati recuperati ieri sera tardi) e 155 migranti salvati. Attorno alle 9.30 dovrebbe arrivare a Lampedusa il traghetto da porto Empedocle con a bordo oltre un centinaio di bare, per far fronte all’emergenza. Sull’isola non ce n’erano a sufficienza. La tragedia inimmaginabile fino a pochi secondi prima è divampata in un lampo come il fuoco che ha avvolto subito il ponte del barcone da dove centinaia di somali ed eritrei guardavano la costa vicinissima di Lampedusa, di fronte l’Isola dei Conigli, immaginando già di toccare terra. I migranti volevano segnalare la propria posizione incendiando una coperta ma le fiamme si sono propagate subito sul ponte dove giacevano 300 forse 500 persone. Ed è stato subito l’inferno che ha scatenato la più grande tragedia dell’immigrazione per numero di vittime recuperate: finora sono più di 120, circa la metà donne, e quattro bambini, il più piccolo di tre mesi appena. Le persone salvate sono 155, tra cui sei donne e due bambini. Due donne incinte sono state trasportate a Palermo. Tre migranti, invece, sono stati ricoverati al poliambulatorio di Lampedusa”.
I nostri sub si sono messi al lavoro. Per il recupero delle numerose salme. Ce ne sarebbero decine imprigionate nell0 scafo andato a picco ad una cinquantina di metri di profondità.  Gli investigatori hanno intanto già fermato il presunto responsabile di questa tragedia, un tunisino di 35 anni indicato come lo scafista del ‘barcone della morte’.

LA DINAMICA DELL’AFFONDAMENTO. Ma com’è potuto accadere questa ennesima tragica storia d’immigrazione clandestina? ” L’inferno sull’acqua – si legge sempre nelle note di cronaca – si è scatenato verso le 5 del mattino dopo che già due barconi con oltre 460 persone erano stati soccorsi e portati a riva dalla guardia costiera. Nessuno si aspettava che il convoglio avesse un’altra unità che era già giunta sotto costa. Quando le fiamme si sono propagate sul barcone i migranti presi dal panico si sono gettati in acqua, alcuni sono annegati subito, altri sono riusciti a rimanere a galla fino all’arrivo dei soccorsi: prima un natante con otto italiani che avevano dormito nella cala Tabaccara, poco dopo le vedette della guardia costiera e altri pescherecci. I somali e gli eritrei sopravvissuti al naufragio sono stati portati nel centro di accoglienza”.

IL COMMENTO.  Dall’hangar, dove sono state ricoverate le vittime, ha cominciato la sua visita a Lampedusa il vicepremier Angelino Alfano, accompagnato dal capo della polizia Alessandro Pansa. Poi il ministro dell’Interno è andato a trovare i sanitari che prestano soccorso ai migranti e a constatare le condizioni dei tre somali ricoverati. «Ho visto i corpi – ha detto Alfano – una scena raccapricciante, che offende l’Occidente e l’Europa. Spero che la Divina provvidenza abbia voluto questa tragedia per far aprire gli occhi all’Europa».

Una scena raccapricciante. Che offende l’Occidente e l’Europa. La Divina provvidenza e la cecità dell’Europa. Scene, concetti, che sarà bene tenere finalmente nella massima considerazione per ‘ governare al meglio’ un fenomeno troppo spesso abbandonato a se stesso e  che, proprio per questo,  sta mietendo migliaia di vittime. In buona parte senz’altra colpa che quella di voler sfuggire a condizioni di miseria e senza prospettiva. Davanti a questi fenomeni, peraltro non nuovi nella storia dell’umanità, e in particolare del Vecchio Continente, i rimedi possono essere diversi.
L’importante è però non trascurarli, scansarli, volerli ignorare a tutti i costi. L’ immenso impero di Roma, di popoli immigrati ne ha conosciuti tanti. E dove poteva cercava soluzioni. Che non son sempre state quelle guerresche, militari,  più volte riprese anche dai libri scuola. Da che mondo e mondo, l’uomo volge il suo sguardo là dove sorge il sole. Dove c’è vita, speranza. Ignorare questo sentimento antico, connaturato all’esistenza profonda, vuol dire ‘ tirarsi fuori  dal concreto manifestarsi dei condizionamenti umani’.
L’Italia, per quel che può, magari con qualche confusione o carenza di troppo, fa quel che può. E’ l’Europa, semmai, quella che un tempo sbandierava i grandi valori della solidarietà e della tolleranza, ad essersi disinteressata ( o quasi) del problema. Messo in carico alle sole ( ristrette) spalle dell’Italia, che per questi fenomeni è sempre stata una delle porte principali d’ingresso. Barroso, presidente Ue, ha finalmente dichiarata la sua disponibilità a venire a valutare con i propri occhi la situazione che si è creata nell’isola siciliana. Finalmente. Ma com’è tarda questa ‘nuova‘ Europa! Intanto dal cuore francescano del Papa s’è alzata, discreta e forte, una voce:  ” Basta con questa vergogna!”.  Non italiana, ma dell’ Europa, dell’ Occidente.

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