Emilia Romagna. Donna morta alla 21esima settimana, 8 indagati.

Emilia Romagna. Donna morta alla 21esima settimana, 8 indagati.
Ospedale Sant'Orsola. Immagine di repertorio.

EMILIA ROMAGNA. “Fatto molto grave, la cui dinamica va chiarita al più presto. Per questo ho già avviato le procedure necessarie affinchè, per quello che ci compete come Regione, si possa contribuire nel migliore dei modi a valutare la sequenza degli eventi che hanno preceduto il decesso della signora”.

E’ il primo commento di Carlo Lusenti, assessore regionale alle politiche per la salute, sul caso della paziente deceduta al S.Orsola di Bologna dopo una amniocentesi praticata dai sanitari per verificare le condizioni del feto che portava in grembo.

“Prima di tutto, però, vorrei esprimere ai familiari della signora un sentimento di sincero cordoglio – ha proseguito Lusenti – rassicurando che ogni cosa che potrà essere fatta da parte nostra per agevolare il lavoro dei magistrati, ai quali subito correttamente l’Azienda sanitaria si è rivolta, sarà fatto”.

“Siamo tutti impegnati – ha concluso l’assessore – affinchè non vi siano ombre sulla qualità ed affidabilità di un Servizio sanitario pubblico che ha dimostrato, da sempre, di essere all’avanguardia in una dimensione che non è solo nazionale. Questo però non ci fa abbassare la guardia rispetto al dovere di garantire massima sicurezza e correttezza nelle procedure”.

Sono otto le persone iscritte nel registro degli indagati, come atto di garanzia in vista dell’esame medico-legale, per la morte di Mirela Florentino Cauc, la donna deceduta il 4 ottobre al Sant’Orsola di Bologna.

La romena, 33 anni, era incinta alla ventunesima settimana e due giorni prima era stata sottoposta ad amniocentesi. Gli indagati sono sette medici e un’ostetrica. Per tutti il reato ipotizzato dai pm è omicidio colposo, per due si ipotizza anche interruzione colposa di gravidanza.

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