Lampedusa. Letta in ginocchio davanti alla fila di bare. Ma la rabbia dell’isola esplode: ‘Vergogna’.

Lampedusa. Letta in ginocchio davanti alla fila di bare. Ma la rabbia dell’isola esplode: ‘Vergogna’.
I morti di Lampedusa ( repertorio)

ISOLA DI LAMPEDUSA. Si poteva mettere nel conto che, qualcuno, sull’isola dei naufragi, non riuscisse a trattenere una rabbia accumulata in anni di abbandono. «Vergogna» e «assassini». Sono state le grida, accompagnate da fischi, con le quali un gruppo di lampedusani ha accolto la delegazione formata dal presidente del Consiglio Enrico Letta, dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e dalla commissaria europea agli Affari interni, Cecilia Malmstrom. Che, compatti, si erano portati a Lampedusa,  unitamente  al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e al sindaco dell’isola, Giusi Nicolini.
L’OMAGGIO ALLE VITTIME. Letta si è inginocchiato di fronte alle bare. Dopo essersi intrattenuti a colloquio ufficiale con Giusy Nicolini, il Premier e Barroso hanno lasciato il municipio e hanno raggiunto il Centro di accoglienza di contrada Imbriacola per una visita inizialmente non prevista dal programma ufficiale: scelta, questa, dettata da ragioni di sicurezza ma all’origine delle proteste dei residenti. Ad insistere per il sopralluogo sono stati proprio Letta e il sindaco. E, all’uscita, ai cronisti che gli chiedevano che cosa avesse visto nel Cpa, Letta ha risposto «Sofferenza e dolore». Nel Centro sono entrati anche Alfano e Malstrom.

L’EUROPA IN CAMPO? Sono anni che si chiede all’Europa della solidarietà, tolleranza e integrazione, di occuparsi delle povere barche carichi d’uomini, donne e bambini, che ( da anni) approdano in questo estremo lembo sud del Vecchio Continente. Una Europa capace di bacchettare ( ad ogni piè sospinto) come vecchia zitella inacidita  l’Italia per quello che fa e per quello che non fa. Dimenticando, loro,  che ormai si dicono decristianizzati, l’ammonimento evangelico:  ’ Piuttosto che la pagliuzza dell’altro, guarda prima la trave che attraversa il tuo occhio”.  C’è voluto il grido, sommesso, quasi incredulo, davanti a tanta indifferenza,  d’un papa romano, a ‘risvegliare‘ quelle ‘radici‘ che l’Europa hanno fatto grande ed unica tra i popoli del Mondo.

E, ora, finalmente dopo tanto sacrificio umano, qualcuno, qualcosa, si muove anche Oltralpe. Il nostro presidente, Napolitano, da tempo sollecita  l’Unione europea ad operare «uno sforzo comune anche verso questo emergenze».  «Centinaia di bare sono un’immagine che non dimenticherò mai più” ha detto  il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso,  « profondamente scioccato» dalla visita. Lo stesso Barroso  ha aggiunto:  « L’Europa deve fare di più per affrontare questa emergenza. Oggi – ha detto sempre Barroso – saranno stanziati 30 milioni di euro aggiuntivi per l’Italia. Ma dobbiamo fare ancora  di più». In una conferenza stampa, poi, il premier  Letta ha chiesto scusa per le inefficienze istituzionali del nostro Paese: «L’Italia vuole esprimere parole di scusa per le sue inadempienze davanti a questi drammi e si impegna a compiere azioni concrete».
Ai cronisti che hanno chiesto se il Governo ha intenzione di abrogare il reato di clandestinità il premier ha risposto: «È un tema di cui discuteremo». Il Premier ha anche aggiunto di provare:: «Profonda vergogna» per il fatto che i sopravvissuti alla strage siano indagati per il reato di immigrazione clandestina. Per le vittime, poi,  verranno tenuti i funerali di Stato.

LA MOSSA DEL GOVERNO. Oggi arriverà ( si legge in cronaca) anche  l’intervento del Governo. Nell’ambito della manovrina verranno stanziati infatti 190 milioni per rafforzare il fondo immigrazione e altri 20 per aiutare i bambini. In Consiglio dei ministri anche un decreto legislativo per l’attuazione della direttiva europea 51 del 2011 sui beneficiari di protezione internazionale. In particolare sull’asilo, l’Italia non ha ancora una legge organica e la pressione migratoria di popoli in fuga da guerre e regimi dispotici – dalla Siria al Corno d’Africa – sta mettendo a nudo le falle del sistema. Delle oltre 30mila persone sbarcate quest’anno sulle coste italiane, i migranti per motivi economici sono infatti in minoranza. Si tratta per lo più di profughi, che hanno diritto alla protezione internazionale.
Il piano su cui il Governo intende muoversi – in prima fila i ministeri dell’Interno e degli Affari europei – è proprio quello di adeguarsi alle normativa europee, a cominciare dalla Direttiva 51 . Si tratta di un permesso a tempo indeterminato che, oltre ad equiparare il cittadino extracomunitario a quello italiano per le prestazioni socio assistenziali, consente la mobilità all’interno degli Stati Ue. Il titolare del permesso per lungo soggiornanti può infatti andare in un altro Paese europeo e stabilirvisi, ad esempio per lavoro o studio.

IL NOSTRO COMMENTO. La cronaca, puntuale, di molti media, resoconta al dettaglio su quanto sta accadendo nell’isola siciliana. E che non è solo Sicilia, Italia del Sud, ma anche Europa, Europa del Sud. Terra antica. Terra nostra. Praticamente ignorata in questi ultimi anni. E poco hanno valso le ondate spesso tragiche di profughi, che si sono abbattute su quella terra calda e accogliente. Suona strano sentir dire  che alla Sicilia (arci)nota nel Mondo come terra di Mafia, possa andare il Nobel ( se mai ce n’è uno apposito ) della solidarietà umana. Malaffare e generosità?  Sì, certo, ma come possono combinarsi? O l’uno o l’altra, no?
O non è che di questa nostra Italia, dall’Alpi alla Pantelleria, in giro, per il Mondo, non si fa altro che spargere fesserie. Nel senso che, qualcosa di molto parziale, minoritario, e sia pure di molto feroce, è venduta  come verità assoluta  e non al cospetto d’una  moltitudine infinita di ‘  brava gente’ :  generosa, coraggiosa, tollerante, quanto e più di quelli che nell’Altrove vorrebbero relegarla ai margini dell’ Europa ( antica e nuova)  che dovrebbe nascere  ( alla faccia dei pregiudizi e degli egoismi di bottega)  delle singole Nazioni.

Ma gli altri,  qua e là per l’Europa, son certi di essere meglio ( e di poter fare a meno) di questa (tanta)  ’ brava gente’ ?

Ro.Va.

 

 

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