Faenza. Ecco le manifestazioni in programma nel Ridotto del Teatro Masini.

Faenza. Ecco le manifestazioni in programma nel Ridotto del Teatro Masini.
Teatro Masini Faenza. Immagine di repertorio.

FAENZA. Il Teatro Masini rende note le manifestazioni inaugurali in programma nel Ridotto del Teatro.

Il programma.

Domenica 20 ottobre ore 16
“Il piano e il forte”, percorsi nella letteratura pianistica con gli studenti delle classi di pianoforte della Scuola Comunale di Musica Sarti. Un viaggio nelle musiche pianistiche eseguito dai più promettenti studenti.

Domenica 20 ottobre ore 21
Sala Installazioni video-arte del Ridotto. “Sant’Elena ritrova e riduce in pezzi il Sacro Legno”, 2012 di LUIGI PRESICCE (in collaborazione con Oh Petroleum). Performance in assenza di spettatori, Atlingbo Isums, Gotland (S) video HD, colore, stereo, durata: 5’44”. Riprese Francesco Quarta Colosso, montaggio/editing Carlo Mazzotta. Gli Artisti, Watershed/Intramoenia Extra Art, Barletta e Galleria Bianconi, Milano
a cura di Museo Carlo Zauli (per tutta la Stagione 2013/14)

Nel novembre 2012 Luigi Presicce e Maurizio Vierucci trascorrono una residenza sul Mar Baltico a Gotland: l’Isola di Dio, un’isola avvolta da antiche leggende. Integrato nel ciclo di performance Le Storie della Vera Croce (ciclo iniziato nel 2012 con i quattro episodi frutto della residenza al MACRO con Jonatah Manno), Sant’Elena ritrova e riduce in pezzi il Sacro Legno fonde la tematica dell’acqua e le fascinazioni del territorio. L’episodio narra il viaggio di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, che da Napoli parte nel 326 verso la Terra Santa alla ricerca del legno della croce di Cristo. Ricevuta una premonizione del ritrovamento del Sacro Legno su un ponticello di un corso d’acqua, decide di inviarne reliquie a tutte le chiese del mondo mentre a suo figlio i chiodi che trafissero Cristo e che costituiranno la Corona Ferrea e il morso del cavallo che lo condurranno alle Crociate. A tutto ciò si fondono ricerche e suggestioni locali come, ad esempio, una sorta di divisa da hockey per i due adepti che dividono la trave d’oro o il galeone sospeso.

Domenica 20 ottobre ore 21,15
GIUSEPPE ALBANESE in concerto (piano solo)

Programma: Franz Schubert – Fantasia in do maggiore D 760 op.15 “Wanderer” (allegro con fuoco ma non troppo – adagio – presto – allegro); Franz Liszt – Au bord d’une source   da Années de pèlerinage  Première année  (Suisse), Les jeux d’eaux à la Ville d’Este   da Années de pèlerinage Troisème année, Liebestraum  (“Sogno d’amore” – notturno n.3); Berlioz/Liszt - Danza delle Silfidi (da “La dannazione di Faust” di H.Berlioz); Maurice Ravel - La Valse. Poema coreografico.

Note biografiche: “Premio Venezia” 1997 all’unanimità (giuria presieduta da R.Vlad) e “Premio Vendome” 2003 (presidente di giuria J.Tate), si è diplomato in pianoforte a 17 anni al Rossini di Pesaro con lode e menzione d’onore; a 23 anni consegue il “Master” all’Accademia di Imola e, dopo la maturità classica (60/60), si laurea in Filosofia con lode e dignità di stampa (tesi sull’Estetica di Liszt nelle Années de Pèlegrinage). A 25 anni è docente universitario di Metodologia della comunicazione musicale.
Si esibisce su prestigiose ribalte internazionali quali il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; il Cenart di Mexico City; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Konzerthaus di Berlino; la Laeisz Halle di Amburgo; la Philharmonie di Essen;  il Mozarteum di Salisburgo; St.Martin in-the-fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filharmonia Narodowa di Varsavia; la Filarmonica Slovena  di Lubiana; la Gulbenkian di Lisbona. Collabora con direttori del calibro di C.Arming, J.Conlon, L.Foster, W.Humburg, D.Jurowski, J.Kovatchev, A.Lombard, N.Luisotti, A.Nanut, T.Netopil, G.Pehlivanian, D.Renzetti, H.Soudant, P.Steinberg, M.Tabachnik, J.Tate, J.Valcuha, J.Webb.
In Italia, oltre che dai maggiori teatri quali l’Auditorium-Parco della Musica di Roma, gli Arcimboldi, l’Auditorium Verdi e il Dal Verme di Milano, l’Auditorium Toscanini della RAI e il Lingotto di Torino, si è distinto per essere stato l’unico pianista ad essere invitato da ben undici Fondazioni Liriche: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, l’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona.
Di particolare rilievo gli inviti per un recital monografico su F.Liszt del Festival MITO – SettembreMusica e del Winter Arts Square Festival di Yuri Temirkanov a San Pietroburgo.
Tra le sue ultime incisioni realizzate, singolare successo ha riscosso il CD monografico con musiche di Debussy pubblicato a gennaio 2012 per il mensile Amadeus in occasione dell’anniversario dei 150 anni della nascita del compositore francese.

Lunedì 21 ottobre ore 21
SILVIO ORLANDO, CARLO OSSOLA e MARIA LAURA RONDANINI. “Orlando in Purgatorio”.

Silvio Orlando, insieme a Carlo Ossola e Maria Laura Rondanini, compie il suo viaggio dantesco, affascinante e misterioso, in quello che Lutero chiamava il Terzo Luogo: Il Purgatorio.
“Da considerarsi un’invenzione della chiesa di Roma, è stato una micidiale arma di controllo politico, ma anche una magnifica forma di consolazione, di vicinanza tra vivi e morti. Nel Purgatorio, Dante indaga questo universo sospeso tra la purezza e la malvagità, ci parla delle anime non completamente buone e non completamente cattive: in poche parole di tutti noi” (Silvio Orlando).

Martedì 22 ottobre ore 21,
Mercoledì 23 ottobre ore 10 (per le Scuole Superiori) e ore 21, giovedì 24 ottobre ore 10 (per le Scuole Superiori) e ore 21 ANDREA SCANZI, “Gaber se fosse Gaber”, incontro-spettacolo in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber, Milano.

Andrea Scanzi, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber, presenta Gaber se fosse Gaber, un incontro-spettacolo composto da un percorso per immagini assolutamente originali e inedite, che faranno vivere o rivivere al pubblico le forti emozioni che solo il canto, la recitazione e la mimica di Gaber sanno trasmettere. Si tratta di un viaggio nel mondo dell’artista, che attraverso opportuni interventi di approfondimento e riflessione, consentirà al pubblico di scoprire i momenti salienti di quel Teatro Canzone che ha consacrato la fama di Gaber e Luporini per oltre quarant’anni.

Venerdì 25 ottobre ore 21
Sabato 26 ottobre ore 10 (per le Scuole Superiori) e ore 21
IRIS DANZA “Misaccordi” – Prima Nazionale con Valentina Caggio e Paola Ponti

La compagnia Iris Danza, realtà faentina del teatro-danza, della danza contemporanea e di ricerca, presenterà in “Prima nazionale” Misaccordi, con Valentina Caggio e Paola Ponti. Una scrittura coreografica sulla comunicazione intesa come codice, come comprensione dell’altro, come ascolto dell’altro, come condivisione di un messaggio, come partenza per creare una relazione, un dialogo e un accordo. Il prefisso “mis”, in italiano, indica l’erroneità di qualcosa, il compiere un’azione in modo sbagliato; le danzatrici non si vogliono concentrare su cosa sia giusto e cosa sbagliato, bensì sulle varie posizioni, i vari punti di vista, non focalizzandosi sulla ragione o il torto, ma sulla ricchezza della differenza delle diverse posizioni, per trovarne una condivisa e più ricca di senso.

Domenica 27 ottobre ore 16
MARINA SENESI in “Se si può raccontare” a seguire talk show con esperti e dibattito con il Patrocinio di Pubblicità Progresso in collaborazione con Europa Donna, E.spazio23/Total Pink e Gomitolo Rosa.

Il Teatro è un luogo speciale dove ogni umana esperienza può essere condivisa, trovando forma in un racconto. Per il mese della prevenzione al tumore al seno, Europa Donna Italia promuove, con questo spettacolo, una serata lieve, nonostante il tema trattato, già proposta con successo al Teatro Franco Parenti di Milano, al Teatro della Pergola di Firenze, al Teatro Paisiello di Lecce. Un modo per contribuire alla consapevolezza delle donne intorno alla necessità che esse svolgano un ruolo attivo nella tutela della propria salute: perché è dall’informazione e dal confronto che nascono scelte consapevoli. Se si può raccontare è un modo di dire, una frase di uso comune per sottolineare il finale positivo in una situazione in cui si è rischiata la vita, ma in questo caso indica anche la questione principale nel voler portare in scena il tabù della malattia. Ciò che ne è conseguito è anzitutto la scelta del racconto in prima persona, una sorta di manleva dello spettatore e il tentativo di eliminare l’aspetto ricattatorio che l’esposizione di questo tema per sua natura contiene. La narrazione ci accompagna attraverso passaggi emotivi delicati, alcune volte apparentemente impossibili da superare e da trattare e invece poi affrontabili anche perché nei momenti più difficili accadono speciali alchimie tra le persone. E se si può raccontare, forse ci si può anche permettere qualche piccola irriverenza. Per dirla con le parole di Beckett: “Quale modo migliore di glorificare l’Altissimo se non quello di ridacchiare con lui dei suoi scherzetti?”.
Marina Senesi è attrice, autrice teatrale e radiofonica. Voce cara agli ascoltatori di Radio2Rai per il lungo sodalizio con il programma cult Caterpillar.

Domenica 27 ottobre ore 21
DANIELA PICCARI in “Edith, Edith”, le canzoni della Piaf con Dimitri Sillato (pianoforte e violino), Andrea Alessi (contrabbasso).

Piccola ma forte, triste e allegra, ruvida e tenera. La vita di Edith Piaf inizia sulla strada e finisce nell’Olimpo della fama. Sembra una favola eppure è vera! Anche il pugile, il suo grande amore, era il suo esatto contrario? Sì o no? Vero o falso? La sua storia è leggenda? E lei che canta in concerto nonostante la notizia della caduta dell’aereo che non le portava più lui, il pugile partito in volo per incontrarla. Insomma siamo davanti a un’icona, Edith Piaf, popolare e d’elite. C’è sempre una valanga di parole per raccontare a tutti il vero volto di una cantante magica, ma alla fine della sua carriera di risonanza mondiale sono quattro le sillabe che la identificano: “pas-se-rot-to” (Piaf , in argot parigino, significa passerotto). Se si pensa alle canzoni di un passerotto non si va a cercare un cd di una cantante francese. Perché si pensa a qualche fischietto da saltimbanco. E qui sta il punto di partenza per noi che vorremmo entrare nel canto di questa donna: seguire il richiamo di quell’essere insignificante che popola il quotidiano! Ci apriamo in quello slancio da un ramo all’altro, come una danza che ci introduce nell’infinita gamma di intuizioni primordiali piccole e grandi, belle e brutte, felici e dolorose. Proprio come seguire la vita che canta se stessa nella gola di chi gliela offre.

Lunedì 28 ottobre ore 21,
Martedì 29 ottobre ore 10 (per le Scuole Superiori) e ore 21, mercoledì 30 ottobre ore 10 (per le Scuole Superiori) MASQUE TEATRO in “Nikola Tesla. Lectures” – uno spettacolo ad altissima tensione di e con Lorenzo Bazzocchi e Eleonora Sedioli.

Lo spettacolo è una sorta di conferenza/esperimento sulle macchine elettriche inventate da Nikola Tesla, grande scienziato serbo che è stato definito “l’inventore del XX secolo”. L’interesse della compagnia verso il grande scienziato risale a diversi anni fa: “quando avvicinammo per la prima volta l’incredibile storia di Nikola Tesla frequentemente ci tormentò l’idea di avere a che fare con una sorta di leggenda metropolitana: come poteva essere possibile che l’uomo che aveva realizzato la prima centrale elettrica al mondo imbrigliando le cascate del Niagara, potesse essere un perfetto sconosciuto ed anzi lasciato nell’angolo oscuro della storia scientifica ed umana del secolo appena passato di cui chiaramente era stato il protagonista? Quando si staccò il primo fulmine (120 cm di lunghezza, certo ben poca cosa rispetto a quelli prodotti da Tesla nel suo laboratorio di Colorado Springs dove raggiunse il record del fulmine più lungo mai prodotto dall’uomo, circa 80 metri) dalla prima Tesla Coil (costruita e messa in funzione da Masque) fu chiaro che molte delle leggende relative allo scienziato serbo erano verità e che il motivo di quel violento e feroce misconoscimento altro non era dovuto al fatto che l’eccezionalità delle invenzioni e soprattutto delle intuizioni di Nikola Tesla erano troppo in anticipo sui tempi ma soprattutto erano in aperta contrapposizione alla nascente industria elettrica americana che lo stesso Tesla aveva così fortemente contribuito a far decollare” (Lorenzo Bazzocchi).

Mercoledì 30 ottobre ore 21
MAURIZIO MAGGIANI in “Orazione Civile per Francesco Zannoni (1821 – 1901): faentino, rivoluzionario e mazziniano. Bagnino e agitatore di acque. Controcorrente anche da morto”.

Scrittore e giornalista nato a Castelnuovo Magra, Maggiani è stato anche maestro carcerario, maestro di bambini ciechi, operatore cinematografico, aiuto regista, montatore, fotografo, pubblicitario, costruttore di pompe idrauliche e impiegato comunale. Ha scritto racconti su riviste italiane, spagnole, francesi, tedesche e inglesi, è editorialista per Il Secolo XIX e scrive per La Stampa. È inoltre vincitore della 59° edizione del premio Strega 2005 con Il Viaggiatore notturno.
In questo incontro Maurizio Maggiani pronuncerà un’Orazione Civile per Francesco Zannoni, faentino compromesso nei moti delle Balze di Scavignano (1843), arrestato e condannato a scontare diciotto mesi di carcere a Castel S. Angelo. Nel 1848 seguì Garibaldi, di passaggio a Faenza, a Roma e combatté in difesa della Repubblica Romana. Si riparò poi a La Spezia dove si dedicò al commercio. Fedele seguace di Mazzini rimase sempre in corrispondenza intima con lui. Patriota attivo, infaticato e modesto, ebbe per oltre un ventennio una relazione diretta ed epistolare con Saffi, Campanella, Mazzini, Garibaldi, prendendo parte a tutte le cospirazioni e a tutte le guerre dell’Unità italiana. Carlo Caldesi poté salvarlo nel ’52 dalla polizia, appiattendolo in un rifugio sotto la cappa del camino della propria casa e facendolo poi fuggire, travestito da prete, verso gli Stati Sardi, sopra un calessino condotto da persona fidata.

Giovedì 31 ottobre ore 21
GIAMPIERO RIGOSI e FAXTET in “Allucinèscion (Una storia di jazz)” racconto in musica dedicato a Chet Baker con Giampiero Rigosi e Ferruccio Filipazzi (voci narranti), Andrea Bacchilega (batteria), Guido Leotta (sax e flauto), Milko Merloni (basso e contrabbasso), Fabrizio Tarroni (chitarre), Alessandro Valentini (voce, tromba e flicorno), Maura Chiara Letizia Montanari (canto).

Allucinèscion (una storia di jazz) è il libro-cd che vede la scrittura di Giampiero Rigosi “muoversi” sulle musiche originali composte ed eseguite dal Faxtet, quintetto di bluejazz protagonista di numerose collaborazioni con scrittori e attori, italiani e stranieri. Note e parole s’intrecciano in maniera affascinante, e costituiscono un omaggio alla figura del grande trombettista americano.
Da questo album è stato tratto una lettura/concerto che porta in scena il bellissimo racconto di Rigosi. Lo scrittore bolognese ci regala una storia avvincente, ironica ed amara: siamo all’inizio degli anni Sessanta, un trombettista dilettante si trova a dover impersonare Chet Baker (momentaneamente fuori gioco a causa di uno dei suoi abituali “eccessi”) sul palco di un rinomato jazz-club. Una notte che si rivelerà indimenticabile, imprevedibile – tanto felice quanto dolente, al tempo stesso – e che l’ormai vecchio trombettista rivive per noi (cinquant’anni dopo) mescolando verità e leggenda, fantastico e reale, in un susseguirsi di colpi di scena ben sottolineati dal Faxtet che propone un ventaglio di brani strumentali e cantati dal profondo impatto emotivo.
In scena Ferruccio Filipazzi interpreta il sosia del trombettista americano e dialoga con un testimone e reporter delle sue memorie in un “gioco” che mescola ulteriormente le carte: dove finisce la realtà, e dove ha inizio la fantasia? Forse neanche il sorprendente epilogo riuscirà a dimostrarlo in modo inconfutabile. Un toccante connubio di musica e parole, a confronto in modo serrato e originalissimo.

Venerdì 1° novembre ore 18
“Il Ridotto del Teatro Masini e il Neoclassico a Faenza” conferenza di Marcella Vitali (Italia Nostra).

Sabato 2 novembre ore 21
CRISTIANO CAVINA in “Come (non) diventare scrittore” presentazione di “Inutile Tentare Imprigionare Sogni”.

Prima presentazione faentina per il nuovissimo romanzo di Cristiano Cavina, Inutile Tentare Imprigionare Sogni. Ma non solo: in questa serata, l’autore racconterà il proprio percorso che l’ha portato da Casola Valsenio ai più prestigiosi premi letterari italiani.
Il suo primo romanzo, Alla grande, pubblicato nel 2003, ottiene un successo inaspettato: vende infatti oltre 10.000 copie e viene tradotto in francese dalla casa editrice Anne Carrière, con il titolo C’est jeant. Grazie a quest’opera, nel 2006, Cavina si aggiudica il prestigioso “Premio Tondelli”.
Nel novembre del 2005, esce nelle librerie il secondo romanzo, Nel paese di Tolintesàc: questo scritto ottiene ancora più successo del precedente e fa conoscere l’autore in tutta Italia. Per oltre due mesi, Nel paese di Tolintesàc resterà nella classifica dei libri italiani più venduti. Intanto sopraggiunge un ulteriore importante riconoscimento: Cristiano Cavina vince, insieme ad altri due scrittori, il Premio Fenice Europa 2006. Il terzo romanzo, pubblicato nel novembre del 2006, è dedicato alla sua grande passione per il calcio: il buon risultato di vendite di Un’ultima stagione da esordienti conferma che ormai Cavina ha un proprio pubblico di affezionati lettori.
Il quarto romanzo, I frutti dimenticati, viene pubblicato nel 2008 mentre nel 2010, sempre con la casa editrice Marcos Y Marcos, Cavina pubblica il suo quinto lavoro: Scavare una buca. A differenza dei romanzi precedenti, questa volta il protagonista non è Cavina stesso, ma un minatore che lavora presso una cava di gesso. Del 2012 è Romagna mia!, una serie di brevi saggi ironici per raccontare la sua terra e i personaggi che l’hanno popolata, mentre nel settembre 2013 esce il nuovo romanzo Inutile Tentare Imprigionare Sogni, che racconta le vicende di un adolescente durante gli anni delle scuole superiori.

Domenica 3 novembre ore 16
“W Verdi” omaggio a Verdi nel bicentenario della nascita. Con il coro lirico Sarti-Tassinari diretto da Monica Ferrini e la classe di canto lirico di M. Claudia Bergantin.
“Musiche da Camera” il grande repertorio cameristico e le Stagioni di Vivaldi a cura di Paolo Zinzani e Francesca Bassan della Scuola Comunale di Musica Sarti.

Domenica 3 novembre ore 21
Lunedì 4 novembre ore 10 (per le Scuole) e martedì 5 novembre ore 10 (per le Scuole)
TEATRI DEL SACRO e ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI FERRUCCIO FILIPAZZI
“Genesi” – Prima Nazionale. Spettacolo vincitore Teatri del Sacro 2013 liberamente tratto dal libro Io ti domando di Giusi Quarenghi con Ferruccio Filipazzi (voce), Walter Prati (violoncello), Massimo Ottoni (disegni sulla sabbia) regia di Piera Rossi.

“Prima nazionale” per Genesi, nuova produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri, con Ferruccio Filipazzi, che ha vinto l’edizione 2013 del Festival Teatri del Sacro di Lucca.
Per quanto ne sappiamo, noi umani siamo gli unici esseri sulla Terra ad interrogarci sul come e sul perché delle cose, del mondo. Abbiamo iniziato a farlo fin dalla notte dei tempi. A questo domandare e cercare di capire, abbiamo spesso dato forma di storie. Molte sono ancora in cammino insieme alle domande che le hanno originate e raccontano, raccontano. Raccontano dell’uomo e anche di Dio. La Bibbia racconta la storia di questo rapporto. Una storia non conclusa, perché ogni lettura la riapre, la interroga, la interpreta. Ogni lettura accende un significato. In un certo senso, la Bibbia è il racconto e anche il suo cammino, la ricerca attorno a quello che dice, a quello che tace, a quello che lasciamo ci dica. Ogni sillaba, ogni accento, ogni silenzio custodisce e rivela più significati, sprigiona scintille come la roccia colpita. Non tanti modi per dire la stessa cosa, ma tanti significati anche da una sola parola! Come tutti i libri nati dalle culture antiche, anche la Bibbia risparmia le parole. Per questo il fiume delle interpretazioni è ricco di acque e correnti diverse, che scorrono mescolandosi e trascinandone via il corso. Questa storia raccontata, accompagnata dal suono di un violoncello che cerca di capire e capirsi, da segni disegnati sulla sabbia che ora gettano luce dove c’era buio, ora riaccendono il buio in quello che sembrava già in luce, cresce e continua a crescere. Uno spettacolo che non propone una religione; propone un incontro e narra delle reciproche prove di fiducia tra uomo e Dio, di quello che ne deriva. Contiene la parola di Dio e ne fa racconto nel tempo. Per mano delle leggende o dei maestri ci mettiamo sulla strada delle parole, dei suoni e dei segni, per cercare, per lasciarci cercare e, magari, anche trovare.

Mercoledì 6 novembre alle ore 21
VINTAGE, memoria di moda e cultura” con Angelo Caroli (titolare di A.N.G.E.L.O. e collezionista abiti vintage), Stefania Bertoni (stilista, docente di Moda I.S.I.A. Faenza), Antonella Trotolo (buyer azienda A.N.G.E.L.O.).

Giovedì 7 novembre alle ore 18
ALESSANDRO GOGNA intervistato da Giuseppe Sangiorgi “Alpinismo e Libertà”, in collaborazione con U.O.E.I. Faenza.

Alessandro Gogna (Genova 1946), scrittore, alpinista, guida alpina e torico dell’alpinismo di fama internazionale, è uno dei protagonisti dell’alpinismo italiano che ha vissuto e documentato nella sua evoluzione: dalle grandi vie classiche aperte salendo le pareti più lunghe all’arrampicata vissuta come nuova forma di movimento. Gogna è partito dalle pareti delle Alpi Liguri e delle Dolomiti, passando per le montagne di tutto il mondo e scalando in tutti gli ambienti dove un alpinista si possa cimentare. È stato fondatore e per anni membro attivo e trainante di Mountain Wilderness, di cui è ancora tra i garanti internazionali. È autore di oltre 40 libri (La parete, Cento nuovi mattini, Mezzogiorno di pietra, Sentieri verticali, solo per citarne alcuni) tradotti in varie lingue, ed ha vinto il Premio Bancarella Sport.

Venerdì 8 novembre alle ore 21
CARLO LUCARELLI presenta “Il sogno di volare”

Dopo Almost blu e Un giorno dopo l’altro, torna in azione la detective Grazia Negro, per fermare la furia omicida di un nuovo killer seriale che funesta le strade di Bologna. In Il sogno di volare l’autore scatta una fotografia attuale del capoluogo emiliano, attraverso il quale affronta i temi della solitudine e della rabbia, evidenziando il notevole flusso migratorio che abbraccia saldamente tutto il tessuto cittadino causando talvolta tensioni sociali, zone di degrado, sfruttamento, rappresentando la lenta e progressiva infiltrazione delle organizzazioni criminali con cui l’amministrazione locale deve convivere e combattere, sicuramente non ad armi pari. Scrittore di fama internazionale e protagonista del giornalismo investigativo italiano, dal 1999 Lucarelli conduce Blu Notte – Misteri italiani su Rai3; scrive per diversi giornali e riviste tra cui Il Manifesto, L’Europeo, Il Messaggero, L’Unità ed ha vinto numerosi premi letterari.

Sabato 9 novembre ore 15
Visita guidata a cura della Pro Loco di Faenza. In collaborazione con Gruppo Guide Turistiche di Faenza.

Domenica 10 novembre ore 21
SARTI SAX CONNECTION. Ensemble di sax diretti da Emiliano Rodriguez e Scuola di Musica Sarti.

Sabato 16 novembre ore 21
MASSIMO CARLOTTO presenta “Le vendicatrici” a seguire, premiazione del Concorso di scrittura femminile “Ma adesso io”.

Massimo Carlotto, classe 1956, scrittore di fama internazionale, ha saputo raccontare le trasformazioni della società attraverso l’uso consapevole del genere noir.
Per anni al centro del dibattuto “caso Carlotto”, che lo ha visto prima condannato per omicidio e poi ottenere, grazie ad una forte pressione da parte dell’opinione pubblica, la grazia dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro nel 1993. Tra i suoi romanzi più celebri, tutti tradotti in molte lingue: Il Fuggiasco, La verità dell’Alligatore, Mi fido di te, L’oscura immensità della morte da cui lo stesso Carlotto ha tratto la pièce Oscura immensità, “caso teatrale” della Stagione 2012/13.
Al Ridotto del Teatro Masini, Massimo Carlotto presenterà l’ultimo romanzo della serie Le Vendicatrici. Sullo sfondo dell’Italia di oggi, corrotta e criminale, quattro donne, molto diverse tra loro, si uniscono nel tentativo di trovare la forza di ribellarsi al destino imposto da uomini sbagliati, senza rinunciare mai all’amore, all’amicizia, alla solidarietà. Alla dignità. Per riscattare le loro vite dovranno diventare Le Vendicatrici. “Fare arrabbiare una donna è pericoloso. Farne arrabbiare quattro è da pazzi!” (Massimo Carlotto).

Domenica 17 novembre ore 21
TEATRO DUE MONDI
“Lavoravo all’OMSA” con gli attori del Teatro Due Mondi Monica Camporesi, Tanja Horstmann, Angela Pezzi,
Maria Regosa, Renato Valmori e l’ex-operaia dell’OMSA Angela Cavalli, regia di Alberto Grilli, realizzato con il contributo di Comune di Faenza, Regione Emilia-Romagna, CGIL Emilia-Romagna e Ravenna, Fondazione Argentina Altobelli.

Il tema del lavoro è quotidiano e urgente. Un’urgenza cui il Teatro Due Mondi ha cercato di rispondere quando ha incontrato le operaie dell’OMSA, all’alba della chiusura della storica fabbrica faentina per delocalizzazione. “Con le operaie abbiamo creato le Brigate Teatrali e invaso le piazze di molte città italiane; abbiamo testimoniato, rappresentato, portato alla luce i drammi individuali, le identità minate di chi stava perdendo il lavoro e con esso la propria dignità sociale.”

Lavoravo all’OMSA parla ancora una volta di lavoro: i riferimenti al testo brechtiano di Santa Giovanna dei Macelli si attualizzano attraverso le storie delle operaie dell’OMSA. Attori e attrici del Teatro Due Mondi saranno in scena insieme ad una delle operaie che hanno vissuto la chiusura della fabbrica e hanno poi preso parte all’esperienza delle Brigate Teatrali OMSA, per continuare a diffondere ed approfondire un tema così vitale, come quello del lavoro.

Dal 20 ottobre al 17 novembre
compatibilmente con gli eventi (su prenotazione)
VISITE GUIDATE AL RIDOTTO E AL TEATRO MASINI a cura dei Direttori di Istituzioni Culturali Faentine: Claudia Casali (M.I.C.), Matteo Zauli (M.C.Z.), Claudio Casadio (Pinacoteca), Alberto Grilli (Casa del Teatro), Donato D’Antonio (Scuola Sarti), Ruggero Sintoni (Teatro Masini).

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