Emilia Romagna. “Crescono i residenti immigrati in Regione.

Emilia Romagna. “Crescono i residenti immigrati in Regione.
Immigrati in Emilia Romagna. Immagine di repertorio.

EMILIA ROMAGNA. Crescono gli immigrati residenti in Emilia Romagna, con una media del 12,9% della popolazione. In cima alla classifica regionale, secondo il rapporto Unar 2013, troviamo Galeata, con il 23,4%. A darne notizia, il consigliere regionale Pd Tiziano Alessandrini.

“Per la prima volta in ogni provincia le donne superano gli uomini, mentre tra i banchi di scuola l’incidenza percentuale degli alunni stranieri si conferma la più alta d’Italia – commenta il consigliere -. I dati relativi alla presenza femminile, ai bambini nati qui e alla scuola sono molto importanti, perché rappresentano una grande potenzialità di sviluppo e integrazione”.

Troppo spesso “i migranti sono portatori di differenze che suscitano resistenze o aperta opposizione che spesso degenerano in preoccupanti episodi di intolleranza e razzismo – continua Alessandrini -. Ma il loro contributo per la nostra economia è assai rilevante”.

Secondo i dati del Registro delle Imprese – Infocamere, infatti, al 31 dicembre 2012 le imprese con titolare straniero sono oltre 35mila e costituiscono l’8,3% del totale delle attive in regione. “Si tratta indubbiamente di un altro significativo indicatore di integrazione e stabilizzazione della popolazione straniera – dice ancora Alessandrini -. Ma l’apporto dei lavoratori stranieri è importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo e dei consumi. Secondo i dati elaborati dall’Agenzia socio-sanitaria regionale i lavoratori stranieri percepiscono un reddito medio di 1.027 euro netti al mese con una differenza di 314 euro medi in meno rispetto ai lavoratori italiani, pari a -23,4%. Prendendo in considerazione i contributi versati a carico del lavoratore e quelli a carico dell’impresa e le tre diverse aliquote contributive, l’ammontare economico contributivo generato dal lavoro degli immigrati risulta di quasi 900 milioni di euro. Il gettito fiscale complessivo dei lavoratori stranieri si può valutare intorno ai 500 milioni di euro, per un totale di 1 miliardo e 400 milioni di entrate”.

“I dati dicono chiaramente che la nostra è già una società multietnica: per l’Emilia-Romagna, questa è una realtà ampiamente consolidata – conclude Alessandrini – . Siamo di fronte a persone che lavorano, con figli che vanno a scuola: è significativo l’aumento delle fasce più giovani e della componente femminile. Sono dati importanti, perché mostrano come qui l’immigrazione sia un fenomeno ben strutturato e non certo emergenziale, contrariamente a quanto molti vorrebbero far credere. Il nostro compito, quindi, è sostenere e custodire questa componente, confermando le priorità di mandato che la Regione si è data: lavorare insieme al territorio per rafforzare l’integrazione e per garantire l’accesso ai servizi, nel pieno rispetto della legalità, dei diritti e dei doveri di ciascuno”.

Dati del Dossier.

I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono, nell’ordine, la Romania (14,3%, in aumento rispetto al 13,7% rilevato nel 2011), il Marocco (13,4%, in leggero decremento), l’Albania al 11,6% in leggera diminuzione. Tutti gli altri Paesi risultano piuttosto distanziati, anche se va evidenziato il peso percentuale della Moldavia (5,8%, stabile rispetto all’anno precedente), dell’Ucraina (5,5%, a sua volta stabile). Seguono la Cina con il 5,1% e la Tunisia con il 4,3%.

I minori stranieri rappresentano il 17,5% del totale in regione, mostrando un lieve incremento rispetto all’anno precedente. Nell’anno scolastico 2012/2013 l’Emilia-Romagna si conferma al primo posto fra le regioni italiane per incidenza di alunni stranieri (15% del totale, a fronte di una media nazionale dell’8,8%). L’incidenza percentuale è quindi cresciuta ulteriormente rispetto al 14,6% dell’anno scolastico 2011/2012.

In particolare, rispetto al dato medio (15%), ci sono valori più elevati nella scuola primaria (16,2%) e nella secondaria di primo grado (15,9%) e dell’infanzia (15,4%). Per la prima volta, i nati in Italia risultano oltre la metà (50,2%) degli alunni stranieri iscritti alle scuole di ogni ordine e grado della regione.

Si conferma il crescente processo di femminilizzazione: per la prima volta in tutte le province le donne straniere superano gli uomini (52% a livello regionale).

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