Notizie ( non solo) di sport. Il premier Letta: ‘ Con l’Olimpiade puntiamo alto, ma ce la possiamo fare’.

Notizie ( non solo) di sport.  Il premier Letta: ‘ Con l’Olimpiade puntiamo alto, ma ce la possiamo fare’.
Olimpiadi a Roma ( 1960)

LA CRONACA DAL DIVANO. Ma come, una nazione che partorisce mostri e mostriciattoli, aspira al lauro d’Olimpia ? Lauro, nel senso, di (ri)organizzarla ( dopo quella del 1960) una Olimpiade. Quando? Nel l 2024, dove sono però ( già) candidate Parigi e Berlino, due ‘ gnocche’ ( avversarie) dure quanto pietre. Roma, riuscirà a spuntarla? La risposta è ardua. Certo che se ce la facesse vorrebbe dire che , tra le altre cose che lasciamo ai filosofi del tempo nostro, Roma  nonostante gli anni resta la ‘ città’  caput mundi di questo nostro Vecchio Continente.
E’ vero che Parigi s’è rifatta  il look, con quei suoi boulevars inondati di luce; e che Berlino è risorta dalle macerie a cui l’aveva costretta la follia d’un tiranno. Tutto vero. Ma Roma, con quei suoi  selciati che hanno collegato ( per primi)   i popoli di ( ben) tre continenti, quelli ( ovvio)  noti ( già) duemila anni fa;  e i suoi vocaboli che riempiono tuttora i vocabolari del mondo; e quella sua idea di universalità, che ha portato leggi e sicurezza e civiltà in regioni e città in buona parte da lei fondate o rifondate e, inoltre, quei suoi scrigni di fede e arte che continuano ad accendersi ad ogni alba e tramonto, non ha ( sinceramente) rivali della stessa ( inaudita) completezza. Roma, città eterna, quindi, e non certo per compiacere a qualcuno.

CE LA POSSIAMO FARE?  Forse per questa consapevolezza, il premier Letta ha detto ” Con l’Olimpiade puntiamo alto, ma ce la possiamo fare“. Sì, anche perchè, per giungere all’assegnazione di una Olimpiade  occorre oggi integrare l’esistente con qualcosa di pronto all’uso. Come i servizi viari, i treni, gli aeroporti, la logistica, l’ospitalità e così via.
Forse, qui, qualcosa andrà fatto, ma non è che Roma, il Lazio, l’Italia tutta, siano in una condizione da terzo mondo, per cui ( volendo) ce la si può fare. E senza sperperare, come ultimamente è accaduto a Pechino o a Londra. Olimpiadi perfette, per molti versi. Ma anche sempre meno a misura d’uomo, uomo di sport, soprattutto, che nonostante lo sviluppo del contesto, resta pur sempre solo e soltanto una ‘semplice creatura’ che vuol confrontarsi con le proprie possibilità. Dai limiti  imprevedibili e spettacolari. Oltre che con i propri simili, sparsi sul Pianeta.

L’AUSPICIO. Lo sport italiano attraversa contraddizioni spesso preoccupanti. Il caso Nocerina sintetizza un malessere, non una verità assoluta. Lo stesso Coni ha necessità di risparmiare, magari accorpando federazioni finora lasciate alle comodità loro. Lo Stato, infatti, non è più in grado di fare cospicui trasferimenti, come nel passato. Come ai tempi felici. E tuttavia una cura dimagrante non è detto che non sia la benvenuta. Lo stesso calcio, che resta il movimento trainante, necessita di profondo rinnovamento. A partire dagli organi federali, che le anomalie ( violenza, corruzione, mancanza di impianti adeguati etc) devono saperle prevedere e affrontare, piuttosto che cadere  dal fico ogni volta che c’è da affrontare qualche nefandezza. Qualche bandicciuola di malavitosi, non può ingessare l’intero movimento. Che resta diffuso, importante. E di vertice, almeno  dai risultati sportivi,  nonostante l’inadeguatezza degli impianti e l’eccessiva burocratizzazione.
L’esempio Juventus vale inoltre anche per l’Europa. Perchè, se le informazioni non ci ingannano, la Giovin Signora sta ( davvero)  marciando sulla retta via: proprietà storica, controllo dei bilanci, impiantistica, organizzazione di base; e perfino sicurezza, tifo organizzato e marketing. Altrove, si sono rifatti gli impianti, superando qualche problema, ma li hanno poi rivenduti con l’aria attorno. A spendaccioni che oggi ci sono e domani chissà. E che nascondono le loro casseforti sotto qualche cielo tropicale. Francamente, non ci sembra questo un modello. Molti, da noi, lo sbandierano, ma spiace per loro,  noi, in quel modello, ( di buono) ci troviamo solo soluzioni temporanee. Come potrebbe essere per l’Inter.  La Giovin Signora ci sembra invece guardare un poco più lontano.

 

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