Ravenna. Ecco il primo bilancio sociale dell’Ateneo.

Ravenna. Ecco il primo bilancio sociale dell’Ateneo.
Bilancio sociale Università di Ravenna. Immagine di repertorio.

RAVENNA È stato presentato dal Magnifico Rettore Ivano Dionigi ai componenti della Consulta dei sostenitori, il primo bilancio sociale redatto dall’Ateneo di Bologna intitolato ‘Le persone al centro della conoscenza’. Il bilancio contiene molti riferimenti alle sedi universitarie romagnole ed è particolarmente dettagliato nell’illustrazione dell’offerta formativa, delle opinioni degli studenti sulla didattica, della provenienza degli iscritti e nell’analisi della formazione dei docenti e del rapporto con il mondo del lavoro.

Dopo il Magnifico rettore Dionigi e i prorettori Sandro Sandri, Guido Sarchielli ed Emilio Ferrari, sono intervenuti alcuni componenti della Consulta tra cui Marco Cammelli, rappresentante della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Gianandrea Rocco di Torrepadula rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e Giannantonio Mingozzi per Fondazione Flaminia.

Tra le interviste che compaiono a corredo del bilancio sociale, per la Romagna figura quella di Mingozzi in cui, a proposito dei rapporti dell’Ateneo Multicampus con le istituzioni e il mondo produttivo del territorio romagnolo, emerge: “C’è ancora molto da fare, ma a giudicare dalle risorse che gli Enti di Sostegno riescono a indirizzare agli insediamenti romagnoli, la volontà è quella di continuare a far crescere all’unisono università ed economia. Stiamo parlando solo negli ultimi 4/5 anni di almeno 50 milioni di risorse, esclusi immobili e sedi quasi tutte offerte dalle istituzioni”.

E ancora, a proposito dell’impatto sociale ed economico prodotto dall’Ateneo nel territorio romagnolo, viene sottolineato che: “Si tratta di un impatto molto innovativo e coraggioso, anche nella qualità dei corsi ben radicati nei singoli territori comunali. Ciò è dimostrato dal fatto che su 3mila lauree conseguite tutti gli anni in Romagna, dopo tre anni almeno l’80 per cento dei laureati ha acquisito un lavoro e, in molti casi, già a un anno dalla laurea, le nostre imprese dimostrano un forte interesse verso gli studenti”.

Nell’intervista, in merito ai principali punti di forza e criticità da affrontare nel prossimo futuro, Mingozzi inoltre specifica: “Un punto di forza è l’affidabilità dei nostri insediamenti. Si può dire che ormai non ci sia più azienda in Romagna che non contribuisca direttamente o indirettamente allo sviluppo dei corsi. Una possibile criticità è che questa capacità di rendere l’Università in Romagna parte stessa del nostro insieme sociale venga pregiudicata da barriere amministrative e burocratiche che la stessa Università, anche inconsapevolmente, può innalzare, facendo venir meno quell’energia e quella forza che è sempre stata propria di una sfida da vincere in Romagna”.

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