Politica, economia e altro. Ma è la solita, ottusa, ‘todescheria’ dei tempi del Machiavelli?

Politica, economia e altro. Ma è la solita, ottusa,  ‘todescheria’ dei tempi del Machiavelli?
Federico Barbarossa

EUROPA, BCE, BUNDESBANK. ITALIA-GERMANIA. Gliele canta Salvatore Bragantini, sul Corriere, ai signori d’Alemannia, che quando possono non perdono occasione di parlarsi addosso per darsi conforto l’un l’altro, per portare poi loro, l’Europa e il Mondo tutto, periodicamente dentro una tragedia.
Insomma, non è che apprendano molto dalla loro storia, soprattutto quando devono parlare del sud del Vecchio Continente. O dell’Italia, più d’altri, se vogliamo. Con la quale  e per la quale, spesso e volentieri, perdono il lume della ragione. E qui non è un problema di nazionali di calcio, dove con l’ azzurro ( che dev’essere per loro un colore porta sfiga) non la spuntano manco se gli lasci la porta vuota.

TUTTO CIO’ CHE I TEDESCHI NON SANNO. Gliele canta, il nostro, riguardo alla loro politica economico-finanziaria che gli consente, dall’invenzione dell’euro in qua, di germanizzare  quel poco di libertà nazionale che è rimasta soprattutto ai paesi del Sud. E i paesi del Sud si sono stufati. I germi della ‘rivolta’  antitedesca proliferano ovunque. E se loro, lassù, oltre le Alpi, ogni tanto, tenessero a mente dove vanno storicamente  a parare queste situazioni, senz’altro, commetterebbeo meno sciocchezze per loro e per noi.

E qui non occorre tirar fuori la prima o la seconda guerra mondiale, che questi sono esempi fin troppo universalmente noti ed evidenti, basta sfogliare un qualsiasi periodo storico. Anche a caso, tanto si va sempre sul sicuro. Nel novembre del 1237, Federico II, detto lo ‘stupor mundi’, ottenne a Cortenuova una memorabile vitoria sui comuni ribelli del Nord Italia.
Poteva anche conquistare con il minimo sforzo la capitale della Lega, Milano, ma ebbro ormai per avere vendicato l’offesa fatta qualche anno prima  a Federico detto il Barbarossa, non diede ordine di farlo. Due anni dopo, nel 1239, praticamente senza più alleati, arrivò a capitolare sul campo, prima a Parma poi a Fossalta, per mano dei guelfi bolognesi. Come dire: ha fatto e disfatto tutto da solo, tutto con le  sue  mani, e in due soli anni, passando come tanti suoi conterranei dall’altare alla polvere. E in maniera bruciante, perchè per mano di quegli italioti spesso arrogantemente bistrattati, eppure sempre pronti a rifarsi, a punirli, loro, i Lanzichenecchi del Nord.

LA BCE ORA BANCA D’ITALIA. E che hanno ( oggi) i todeschi contro il Sud ( e l’Italia)? Tanto, come al solito. Ad esempio ce l’hanno con Mario Draghi, che ( circa)  un anno fa salvò non solo l’Europa ma il Mondo intero. Dicono che ha trasformato la Bcc nella Banca d’Italia. E che i tassi vicini allo zero, stanno espropriando i risparmiatori tedeschi, agevolando gli stati del Sud, grandi debitori. Per loro la Bce sta aiutando le banche italiane, facendo risparmiare loro un mare di danaro. Dicono, dicono,  questo ed altro.

Ignorando tanti passi avanti dell’Italia. Con Monti. Con Letta. Al punto che i ‘sacrifici‘ sono diventati tanti, troppi, assurdi, e senza prospettiva. La Germania veleggia in mare aperto, gli altri stanno alla cannetta dl gas. Pure la Francia sta iniziando a stufarsi. A loro, poi, il farsi germanizzare, è l’ultima cosa al mondo che digerirebbero.

BCE COME LA BUNDESBANK? Ce l’avessero, i todeschi, una banca d’Italia indipendente dal potere politico com’è la nostra! I politici della todescheria, invece, amano il controllo. Contro della Bundesbank, controllo delle Banche nazionali, controllo della Bce. La crisi dell’euro ” non è dovuta alle cicale meridionali, ma a difetti di progettazione della moneta unica”. Si andò avanti comunque, e orse a ragione, ma almeno che i signori d’Alemannia siano coerenti. Per far digerire ai loro l’euro, i politici todeschi dissero ” di  volere non una Europa tedesca, ma una Germania europea”. Lo scambio politico – puntualizza Bragantini- fu chiaro: noi abbandoniamo il marco tedesco per una valuta europea, e voi ( Europa) accettate l’unificazione delle due Germanie”.

E ora che l’unificazione è ottenuta, i signori della todescheria non possono cambiare i patti. Basta piangersi addosso e versare veleno sugli stati del Sud. O sulla negletta Italia. Basta. Da un Paese come quello alemanno, ci si aspetta ben altro. E soprattutto che eviti finalmente certe esperienze ( o tare ereditarie ) per non far ripiombare loro e noi indietro di decenni.
Da soli non vanno da nessuna parte. Dovrebbero averlo imparato. Federico il Barbarossa, Federico II lo  ’ stupor mundi’, e infiniti altri ancora, fin ai giorni nostri, non sono invenzioni delle cicale del Sud. Sono sconfitte della nazione tedesca che dovrebbero aprire la mente e non chiuderla. Col rischio, ormai evidente, di  mettere l’uno contro l’altro.

Anche perchè ( forse) così  la Germania ( unificata) potrà ( finalmente) battere ( su un campo da calcio) gli azzurri d’Italia.

 

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