A Rimini la Trilogia dell’inesistente di quotidiana.com.

A Rimini la Trilogia dell’inesistente di quotidiana.com.
Trilogia dell’inesistente. Immagine di repertorio.

RIMINI. La stagione teatrale di Rimini 2013/2014 ospita venerdì 22 novembre alle ore 20.30 (spettacolo Fuori Abbonamento) al Teatro degli Atti (via Cairoli, 42) Trilogia dell’inesistente_esercizi di condizione umana di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni: in una serata i tre spettacoli della trilogia (“Tragedia tutta esteriore”, “Sembra ma non soffro”, “Grattati e vinci”) di quotidiana.com. A seguire incontro con la Compagnia e presentazione del libro Trilogia dell’inesistente. Esercizi di condizioone umana di Paola Vannoni e Roberto Scappin – L’arboreto Edizioni, Mondaino, 2013.
 Partecipa all’incontro Graziano Graziani, scrittore, giornalista, critico teatrale e conduttore della trasmissione Fahrenheit, di Radio 3 Rai. La serata sarà conclusa da un piccolo ristoro notturno.

La Trilogia dell’inesistente, avviata nel 2008, viene proposta per la prima volta nella sua interezza, in una sorta di “maratona” teatrale che impegnerà pubblico e attori per 150 minuti (due gli intervalli previsti). “L’obiettivo della trilogia non è di portare pedissequamente sul palco scene tratte dalla quotidianità ma di disegnarle per approssimazioni, giocando col senso delle parole per trasformarle in immagini surreali, che sanno sfociare in un’ironia tagliente. L’ambientazione minimalista e la recitazione compassata e senza appigli di interpretazione agiscono come una lama, aprendo squarci comici inaspettati, in cui la spirale di perdita del senso diventa immediatamente qualcosa di più. Ma non è solo la critica alla società che emerge dalle drammaturgie asciutte eppure debordanti del duo riminese: quelle due figure ingessate che impersonano, animate solo di nonsenso e di gesti minimali, trasudano anche una solitudine senza via d’uscita e senza più ansia di riscatto” (Graziano Graziani).

Nel tentativo di sollecitare una lettura critica del reale, di profonda natura politica, gli interpreti offrono se stessi come oggetto dell’indagine, provocandosi la moltiplicazione del dubbio per trasferirlo poi allo spettatore, nella membrana ancora permeabile della sua inquietudine. La Trilogia si colloca nell’ambito di un teatro di ricerca che recupera il valore epico ed essenziale della parola, con la creazione di una

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