Ravenna. Inaugurata la mostra ‘Terre Nuove. Immagini dall’archivio fotografico del Delta Padano’.

Ravenna. Inaugurata la mostra ‘Terre Nuove. Immagini dall’archivio fotografico del Delta Padano’.
Terre Nuove. Immagini dall'archivio fotografico del Delta Padano.

RAVENNA. E’ stata inaugurata questa mattina dall’assessore alle attività produttive Massimo Cameliani nel Palazzo dei congressi di Largo Firenze la mostra fotografica “Terre nuove”.

La mostra presenta attraverso sessanta fotografie l’operazione di bonifica di parte del nostro territorio realizzata negli anni ’50 dall’ente Delta del Po, interessando in particolare le località di S.Antonio e Romualdo.

All’inaugurazione erano presenti inoltre Luciana Finessi, curatrice della mostra per la Regione, Anna Grazia Gulminelli del comitato cittadino di S.Antonio, il presidente dell’Ordine degli agronomi Mario Leotti, il dirigente del servizio agricoltura della Provincia Antonio Venturi e due classi dell’istituto Agrario.

“Il Comune di Ravenna ha voluto ospitare questa mostra itinerante della Regione – ha detto l’assessore Cameliani – per valorizzare e diffondere questa parte di storia del nostro territorio e della nostra gente. Negli anni ’50 infatti, l’applicazione della legge che permise la bonifica di aree a nord est del comune cambiò la vita di molte famiglie di braccianti che poterono disporre di una casa e di un terreno da coltivare. Tutto ciò diede impulso allo sviluppo economico di tutta la società di quell’epoca, sotto il profilo delle produzioni agricole, e all’evoluzione sociale grazie a nuove opportunità di formazione e di aggregazione”.

La mostra si potrà visitare, con ingresso gratuito, fino al 26 novembre: venerdì dalle 11,30 alle 15,30; sabato e domenica dalle 10 alle 18; lunedì e martedì dalle 11,30 alle 15,30.

L’esposizione è itinerante in ambito regionale ed è frutto della collaborazione tra Assessorato regionale Agricoltura e Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna e del Comune in collaborazione con il Comitato Cittadino e la Pro Loco di S. Antonio, la Provincia, e la Fondazione Flaminia. E’ curata da Priscilla Zucco, Stefano Pezzoli e Isabella Fabbri, in collaborazione con Luciana Finessi e Cristina Vellucci.

La storia dell’agricoltura emiliano-romagnola coincide , in larga misura, con la secolare lotta per la bonifica e la messa a coltura delle grandi estensioni di terreni occupati, in modo permanente o temporaneo, dalle acque che caratterizzavano il paesaggio delle “terre basse”, delle zone più vicine al fiume Po ed ai rami del suo delta. L’ultima fase di questo imponente processo di trasformazione territoriale, sociale ed economica è iniziata nei primissimi anni cinquanta del secolo scorso con l’istituzione dell’Ente per la colonizzazione del Delta Padano si conclude nel 1965 quando l’Ente Delta Padano rinuncia a portare a termine il drenaggio le aree del basso comacchiese. E’ cambiato l’atteggiamento culturale nei confronti del paesaggio, della sua conservazione e del suo “uso”: salvare le residue aree umide anche a scopo turistico appare ormai più vantaggioso di una loro conversione agricola.

Il programma di trasformazione degli assetti territoriali fu accompagnato da un programma di sostegno e di promozione sociale per i braccianti e i contadini della zona, favorendone l’accesso alla proprietà della terra. La mostra mette in luce il vasto patrimonio archivistico e strutturale generato dall’Ente , attivo nel primo dopoguerra, che ha generato la nascita di borgate e corti coloniche all’insegna di un architettura per quanto possibile aggiornata e vicina a quella delle città, seppur costruiti a cornice del lavoro e della vita di una nuova generazione di coloni. Le fotografie esposte si propongono come testimonianza e strumento di conoscenza di un momento storico che ha profondamente modificato l’assetto economico e ambientale di una considerevole porzione della bassa pianura padana.

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