Alessandrini in consiglio regionale per il rilancio dell’economia forlivese

Alessandrini in consiglio regionale per il rilancio dell’economia forlivese
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Forlì. Alessandrini sposta l’attenzione della regione sulla crisi economica che investito parte del comparto industriale forlivese. «La crisi che ormai da oltre 5 anni interessa l’economia globale ha assestato duri colpi al tessuto economico del nostro Paese e della nostra Regione – commenta il consigliere regionale Pd Tiziano Alessandrini, vice presidente della commissione Politiche economiche -. Questo quadro risulta ancor più cupo per il territorio forlivese, che sconta debolezze e criticità ormai sedimentate da tempo. In un anno, dal marzo 2012 al marzo 2013, i disoccupati sono aumentati dell’8,6%, mentre il tessuto imprenditoriale risulta in diminuzione con una variazione del meno 2,3% della consistenza delle imprese attive». Negli ultimi cinque anni in provincia di Forlì-Cesena «hanno chiuso 450 imprese e la cassa integrazione, specie quella in deroga e straordinaria, è lievitata a 3 milioni e 348 mila ore da gennaio a maggio 2013, a fronte dei 2 milioni 962mila dello stesso periodo del 2012 – illustra ancora il consigliere -. L’aggravamento della crisi sta dunque colpendo in particolare l’area forlivese: Aeroporto, Sapro, Ferretti, Del Pardo, Bartoletti, Trasmital, Electrolux e Dometic Italy sono i nomi più evocativi delle crisi aziendali che rischiano di mettere in ginocchio l’economia locale».Per queste ragioni, Alessandrini ha presentato oggi come primo firmatario una risoluzione per chiedere alla Giunta regionale di “sostenere il Tavolo istituzionale per lo sviluppo di Forlì attraverso il rafforzamento del processo di ricerca, innovazione ed internazionalizzazione, a partire dal manifatturiero, anche attraverso un ruolo maggiormente attivo dei laboratori della rete regionale alta tecnologia e dei centri per l’innovazione locali; di promuovere il monitoraggio puntuale della situazione della nautica e del mobile imbottito e il lavoro congiunto tra le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Marche per questi importanti settori “ e di “sollecitare il Governo, attraverso il ministero per lo Sviluppo economico, ad affrontare le situazioni più rilevanti, rivolgendosi anche alla Commissione europea”.

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