Cronaca ( non solo) politica. Renzi in trionfo ( con il 68% dei voti). E ora: ‘ Basta funzionari, si cambia!’.

Cronaca ( non solo) politica. Renzi in trionfo ( con il 68% dei voti). E ora: ‘ Basta funzionari, si cambia!’.
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LA CRONACA POLITICA. I voti ( tanto per non lasciarsi andare sulle ali del solito, sospetto entusiasmo ) sono stati ( esattamente) 2.5 milioni circa, e di questi il 68% ca è andato a Matteo Renzi, certo, molto di più di quanto sia  andato a  Cuperlo ( 18%) e  a Civati (14%). ” Non muore la sinistra – s’è affrettato a dire il sindaco di Firenze-. Muore semmai una vecchia classe dirigente”.  Quella, tanto per non uscire dal solco, che ha dato il suo contributo al ‘ disastro Italia’, la quale  pur vantando potenzialità storiche, culturali, tecnologiche, umane di prim’ordine si vede relegata, continuamente, soprattutto per parte degli amici paesi d’Oltralpe, e soprattutto teutonici, al ruolo disonorante  ( e inesatto) di ‘ assistita’, ‘sorvegliata speciale’, ‘ democrazia incompiuta’ etc etc.

RIDARE ONORE ALL’ITALIA. Renzi, in questo frangente, dovrà ridare ‘ onore al suo Paese’, dopo che una guerra sbagliata e devastante glielo ha tolto. Partendo proprio dal suo illustre scranno fiorentino, che al mondo ha insegnato e continua ad insegnare; dovrà anche rimettere ordine nel partito ( storicamente)  più ‘strutturato‘ del panorama politico nazionale, ma anche con qualche scheletro nell’armadio da levare e depositare in un qualche cimitero della storia, dove è giusto che ( bene o male ) essi stiano; dovrà anche ( come suggerisce Antonio Polito sul fondo del Corriere)  saper risolvere il ( complesso) rebus italiano ( partendo dalla legge elettorale per poi allargarsi a quella della Magistratura, del lavoro  e così via). Finora il sindaco fiorentino, col suo bel e sciolto parlare, ha fatto soprattutto opposizione di tutto, della nomenclatura, dell’establishement. Da oggi, invece, è il capo del maggior partito di Governo, chiamato a realizzare, e presto, le cose ( finora) tanto predicate.

Ha davanti  un compito immane. Il suo concittadino Machiavelli, proprio per questo suo proporsi,  lo avrebbe squadrato da capo e fondo. Come fece, suo tempo, con un altro giovane protagonista della scena italiana d’allora. Renzi, come lui, dovrà dai tanti nemici palesi e non, e anche dai finti amici saltati sù all’ultima ora sul carro del vincitore. Capitava, capita ancora. Dovrà anche dimostrare ‘ una diversa e più convincente capacità di analisi’ e una ‘ maggiore cura dei dettagli’. Che, a volte, son quelli che attirano la buona sorte in politica.
Dovrà poi organizzare  attorno a se  amici veri, ” perchè finora appare troppo, solo e senza l’abbozzo di una classe politica dirigente capace di governare questo ( difficile) Paese”. Dovesse contare solo su qualche primo passo andato a buon fine, e i tanti applausi ( mediatici e non) della prima ora, potrebbe finire ( molto rapidamente) come quell’altro di cui si è detto, il quale non appena abbandonato dalla buona sorte ( con la morte del padre, che era un papa ma di quelli attaccati al potere) s’è dissolto come nuvola in cielo al primo soffiare di brezza.

TUTTI INSIEME. E mentre stava per iniziare la festa, Renzi ha ricevuto le telefonate di Cuperlo e Civati. ” E’ stata una campagna leale”  hanno convenuto i tre esponenti Pd. Le polemiche degli ultimi giorni sono sembrate  così evaporare ( Cuperlo, ad esempio, aveva accostato il sindaco di Firenze a Berlusconi) mentre  sono incominciate a piovere   congratulazioni da destra e manca. Da Del Rio, suo uomo di governo, Epifani, segretario uscente, Farinetti, appena atterrato in Dubai. Lui, tra le tante altre cose fatte, non ha però perso tempo per chiarire i giorni a venire.
Del resto, lo ha ribadito lui stesso, il tempo delle attese e dei rinvii è finito.
” Abbiamo un grande Paese con la peggior classe dirigente della storia europea degli ultimi trent’anni ”  per cui altra soluzione non c’è che quella di rimboccarsi le maniche e risalire. Nell’onore, nelle posizioni di prestigio. Per ridare al Paese , fiducia, slancio, crescita. E tagliare di brutto sprechi e disonestà diffuse. Sembra di sognare. Mentre lui, il sindaco fiorentino, sale sulla Wolkswagen Sharan con la moglie Agnese accanto per tornare a casa. A Firenze.  E ( non ancora) a Roma, se mai deciderà di starci, per via di quei suoi vapori mefistofelici;  e visto inoltre  che con qualche ora di treno può benissimo fare il pendolare. Come ( ogni giorno) tanti altri  milioni di ( comuni) cittadini  italiani.

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