Emilia Romagna. Il grido d’allarme di LegaCoop.

Emilia Romagna. Il grido d’allarme di LegaCoop.
Il grido d'allarme di LegaCoop. Immagine di repertorio.

EMILIA ROMAGNA. I dati principali dell’andamento delle cooperative associate a Legacoop Bologna evidenziano una sostanziale stasi del valore della produzione, un preoccupante aumento del ricorso alla cassa integrazione da parte delle cooperative associate e ancora nessun segnale di ripresa dell’economia locale.

Sono, in sintesi, gli elementi centrali dell’analisi dei “Dati consuntivi delle imprese cooperative associate – Anno 2012” e dei preconsuntivi 2013, presentati nel corso di una conferenza stampa, dal presidente di Legacoop Bologna Gianpiero Calzolari.

Il valore complessivo della produzione delle coop aderenti a Legacoop Bologna si è attestato, nel 2012, a 13 miliardi di euro, in linea con il valore dell’anno precedente. Il 2013, in base ai dati dei preconsuntivi, dovrebbe chiudersi con una contrazione del fatturato del 2%.

“I numeri che presentiamo oggi confermano le analisi che avevamo fatto nei mesi scorsi. In poche parole: serve sviluppo o è a rischio la tenuta del sistema economico, con tutte le conseguenze sociali che una situazione del genere potrebbe provocare – ha commentato il presidente di Legacoop Bologna Gianpiero Calzolari – Per queste ragioni chiediamo alle istituzioni nazionali e locali che si concentrino tutti gli sforzi e tutte le risorse disponibili per stimolare la crescita economica. Le imprese, dal canto loro, devono essere pronte a cogliere ogni opportunità di sviluppo. A Bologna, grazie in particolare all’impegno della cooperazione, abbiamo dimostrato con il progetto FICO Eataly World che si può fare sistema creando benefici per le singole imprese e allo stesso tempo portando sviluppo per tutto il territorio. Fico, però, da solo non basta a garantire lo sviluppo necessario a mantenere una qualità della vita alta e una forte coesione sociale. Serve molto di più e stupisce che proprio in questi giorni si rimettano in discussione quelle grandi opere di cui Bologna ha bisogno per riconquistare una centralità regionale e nazionale”.

Parlando di Bologna, Calzolari ha sottolineato il dato estremamente preoccupante degli ammortizzatori sociali: sono 1.439 gli occupati su Bologna delle cooperative associate a Legacoop Bologna interessati da una qualche forma di ammortizzatore sociale. Un dato che non tiene conto degli ammortizzatori sociali accesi in altri territori da cooperative che hanno attività fuori provincia.

I dati principali. Nel 2012, il valore della produzione delle cooperative associate a Legacoop Bologna si è attestato attorno ai 13 miliardi di euro. Gli occupati sono aumentati dello 0,9% (+2% la crescita degli occupati a tempo indeterminato), i soci cooperatori sono cresciuti del 4,8%. Nelle cooperative associate a Legacoop lavorano, a tempo indeterminato, 45.355 addetti di cui il 35 % nell’area di Bologna.

“Continuiamo a fare ogni sforzo per non incidere sull’occupazione – puntualizza Calzolari – e lo facciamo nel pieno rispetto delle regole vigenti. Respingiamo al mittente le accuse che, senza un minimo di fondamento, ci sono state rivolte e ribadiamo che la cooperazione autentica è un argine all’illegalità nell’economia. Ci siamo dati regole più stringenti di quelle previste dalla legge proprio perché crediamo che il rispetto delle norme e delle regole sia un valore fondamentale e irrinunciabile per ogni buona cooperativa”.

Gli andamenti dei settori. Nel 2012 si sono registrati contenuti incrementi in termini percentuali per i settori della Distribuzione (+1.9%) e dei Servizi (+2.7%), mentre persiste l’andamento negativo dei comparti dell’Abitazione (-1.4%) e della Produzione e Lavoro (-13%) per effetto della profonda crisi delle costruzioni e dell’immobiliare. Lo scorso anno l’Agroalimentare ha registrato una crescita del valore della produzione del 4,9%. Contenuti incrementi invece in valore assoluto per il comparto della

Logistica e della Cooperazione sociale. Nessuna variazione per le cooperative che operano nel settore culturale.

Le prospettive. Permangono segnali di forte incertezza e preoccupazione per il 2014, ancora più accentuati nei comparti dell’Abitazione e della Produzione e Lavoro, settori nei quali si stima un’ulteriore contrazione dei fatturati.

“Non possiamo che ribadire che lo scenario che abbiamo di fronte è molto preoccupante ma non è nostra abitudine arrenderci o aspettare che siano altri a darsi da fare per la ripresa. Siamo convinti che Bologna possa farcela a superare questo momento di grande difficoltà. Di questo parleremo nella nostra assemblea dei Delegati del 16 dicembre 2013, vogliamo ripartire dalle eccellenze in grado di garantire un futuro di sviluppo alla città – conclude Calzolari – Abbiamo le nostre proposte e siamo pronti a metterci in gioco in prima persona, ci confronteremo come sempre con le istituzioni locali che devono però fare ogni sforzo possibile per riconoscere concretamente la centralità di Bologna nel contesto regionale. La strada da prendere è quella, non c’è altro tempo da perdere; come cooperazione ci auguriamo di trovare molti compagni di viaggio lungo questo cammino”.

Ti potrebbe interessare anche...

Inserisci un commento

l'email non verrà visualizzata

opzionale