Emilia Romagna. ‘L’emendamento approvato al Senato sul gioco d’azzardo è una vergogna’.

Emilia Romagna. ‘L’emendamento approvato al Senato sul gioco d’azzardo è una vergogna’.
Il gioco d'azzardo. Immagine di repertorio.

EMILIA ROMAGNA. “Una misura che colpisce la prevenzione della diffusione del gioco d’azzardo, rendendo vano l’impegno profuso da Regione e Comuni. Il Governo non si sottragga dalle sue responsabilità e assuma subito un’iniziativa urgente, tramite decreto legge”.

Ostacoli le slot machines nel tuo territorio? Lo Stato ti taglia i trasferimenti di denaro. La bastonata a chi lotta contro il gioco d’azzardo è arrivata ieri in Senato, con l’approvazione dell’emendamento presentato dal Nuovo centrodestra al decreto “Salva Roma”. Il testo riguarda i Comuni o le Regioni che approvano norme restrittive contro il gioco d’azzardo, diminuendo così le entrate dell’erario. L’anno successivo, questi Enti subiranno tagli ai trasferimenti, che verranno interrotti solo quando le norme e i regolamenti scomodi verranno ritirati.

“L’emendamento approvato al Senato – affermano i Consiglieri regionali Damiano Zoffoli e Beppe Pagani, promotori della legge regionale contro l’azzardo approvata 5 mesi fa – è una vergogna. Se la disposizione non verrà modificata si vanificherà tutto il lavoro che si sta facendo, anche nel nostro territorio, per contrastare il diffondersi di questa piaga sociale che colpisce sempre più famiglie”.

Proprio in questo senso, il Comune di Cesena e l’Ausl di Cesena, in collaborazione con la Prefettura di Forlì-Cesena e diverse associazioni ricreative e di categoria (Acli, Fiepet, Confesercenti, Fipe, Confcommercio, Arci, Mim), hanno appena lanciato una campagna informativa di sensibilizzazione contro i rischi del gioco d’azzardo, dall’eloquente slogan: “Gioco, gioco… ma cosa mi gioco?” che, tra le altre cose, prevede che negli esercizi pubblici siano affisse locandine con lo slogan della campagna seguito dall’esplicito messaggio: “Non giocarti il futuro. Il gioco d’azzardo patologico è un problema che si può affrontare”, frutto del tavolo di sensibilizzazione su questo problema attivo da qualche mese in città.

“Il gioco d’azzardo patologico – continua Zoffoli – è una malattia devastante e subdola, un disturbo capace di distruggere nel tempo le persone, trasformandole in schiavi. Solo nella nostra Regione la spesa in gioco d’azzardo è di 1442 euro pro-capite all’anno. Il Sert di Cesena, che classifica l’azzardo patologico come dipendenza dal 2005, negli ultimi cinque anni ha visto crescere i soggetti in carico da 6 a 40, mentre stima che i giocatori patologici nel cesenate oscillino tra 700 e 2mila persone, attirati come falene dalle 35 sale da gioco presenti in città. Nonostante l’impegno profuso da Regione e Comuni, dal livello nazionale non sono mai giunti segnali incoraggianti. Continueremo, per quanto in nostro potere, a batterci per contrastare quella che ormai ha assunto i numeri di un’emergenza sociale. Auspichiamo che, come assicurato questa mattina dal Segretario nazionale Matteo Renzi, il Pd bloccherà la porcata sulle slot. Il Governo non si sottragga, per l’ennesima volta, dalle sue responsabilità e assuma subito un’iniziativa urgente, tramite decreto legge”.

Nel dettaglio, l’emendamento a firma della senatrice del Nuovo centrodestra Federica Chiavaroli è il numero 1150, e riporta testualmente: “In coerenza con il principio di perequazione ed equilibrio finanziari tra livelli di governo, ed in attuazione dello stesso, qualora interventi legislativi regionali ovvero regolamentari di autonomia degli enti territoriali, aventi ad oggetto misure in materia di giochi pubblici riservati allo Stato non coerenti con l’assetto regolatorio statale di settore, determinino nel corso di un esercizio finanziario minori entrate erariali, anche di natura non tributaria, ovvero maggiori spese statali, anche a titolo di eventuale risarcimento del danno nei riguardi dei concessionari statali per la gestione della raccolta dei giochi pubblici, a decorrere dall’esercizio finanziario successivo sono attuate riduzioni degli ordinari trasferimenti statali a favore delle regioni ovvero degli enti locali che hanno deliberato tali interventi in misura corrispondente all’entità delle predette minori entrate ovvero maggiori spese. Le riduzioni cessano a decorrere dal momento nel quale tali interventi legislativi e regolamentari sono abrogati o revocati o comunque modificati in modo tale da risultare coerenti con l’assetto regolatorio statale in materia di giochi pubblici”.

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