Economia. Nel 2028, Cina più degli Usa; Londra più di Berlino. E l’Europa verso la ‘marginalità’ planetaria.

Economia. Nel 2028, Cina più degli Usa; Londra più di Berlino. E l’Europa verso la ‘marginalità’ planetaria.
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LA CRESCITA DEL PIL. Qualcuno, prima o poi, ce lo dovrà spiegare come ( funzionano) questi  Pil nazionali. Su ‘Il Mondo in cifre ( The Economist, 2012)’, edizioni 2012 e 2014, i dati relativi ai Pil nazionali sarebbero  questi: Stati Uniti, 14.119 miliardi $ nella edizione 2012 e 14.991 in quella del 2014; Cina,  4.986 e 7.319; Giappone, 5.069 e 5.867; Germania, 3.330 e 3.601; Francia, 2.649 e 2.773; Regno Unito 2.175 e 2.445; Brasile, 1.595 e 2.477;  Italia , 2.113 e 2.194,  etc etc.La Turchia, ad esempio, che nella edizione 2012, era a quota 615 mld$  è  passata nella edizione 2014  a quota 775, con il Messico volato da 875 mld$ a 1.153 e il Canada anch’esso in volo da 1336 mld$  a 1.736 mld$.
DAI DATI CERTI  ALLE PREVISIONI. Questi dunque sono i  dati che, per quanto siano sintetici, restano attendibili. Ma che sta succedendo ora? Esattamente questo: che, dal  rapporto 2013 del World Economic League Table del Cebr ( Centre for Economic end Bussines Research) di Londra, le cose si stanno rapidamente capovolgendo. E neanche di poco. Infatti economia ‘ modeste‘  si quadruplicheranno, nel breve volgere di tre lustri, superandosi l’un l’altra, con l’Italia   che dall’ottavo posto ( attuale) scivolerebbe ( addirittura) al quindicesimo, qualcosina in più della Turchia, e poco sopra le news entry nella Top 30, quali ( situazioni politico-sociale permettendo) Nigeria, Egitto, Irak e Filippine.

Vediamole queste previsioni: Cina,  in volo verso i  33.513 miliardi $; Usa, a 32.241; India,a  6.560 ( da 1377); Giappone, a 6.415; Germania, a 4.398; Regno Unito, a 4.305; Brasile, a 5.143; Messico, a 3.697; Canada, a 3.677; Corea del Sud, a 3490;  Australia, a 3.095; Italia, a 2.930. E accontentiamoci così, perchè secondo le previsioni la Vecchia Europa ( o anche la recente  Zona Euro che, al momento  con 2.578 mln kq, 331 milioni abitanti e Pil  a 13.080 mld $ sarebbe di poco sotto agli Usa) e l’Italia ( 301 mila kq,61 mil abitanti e Pil a 2.19a mld $) si vedranno scavalcate da economie  dal trend fino ad oggi decisamente inferiore.

La cosa ferisce, e non solo ‘per amore di Patria’. Ferisce, soprattutto,  perchè a noi pare che il nostro Paese navighi po’ come quelle famiglie d’antica nobiltà, con tanti tesori ereditati, ma che non sanno più nè valorizzarli nè  spenderli. Campicchiando, tra un ‘ uomo della Provvidenza‘ e l’altro, eppure in costante ed inesorabile discesa. Un po’ com’è capitato  in quelle nobili  famiglie  raccontate dal Verga,  costrette a ‘ maritare le loro belle donne’ ai Don Gesualdo di passaggio.
Ma  se l’Italietta piange, l’Europa degli isolani, o degli isolati,  non può certo ridere. Perchè con queste previsioni al 2028, la ricchezza del Mondo mostra di avere  preso ben altre strade. Lontane dalla Vecchia Europa. E se oggi il Pil della Zona Euro può stare poco sotto a quello degli Usa e davanti a Cina e India, nel futuro indicato sarà decisamente scavalcato. E di brutto. Con tutte le conseguenze del caso. E non solo economiche. E probabilmente ( ben che vada)  per qualche secolo a venire.
MA NON E’ TUTTO QUI. Si potrebbe dire che ( al momento) l’unica ( vera) speranza  che abbiamo è che i risultati degli analisti britannici siano un po’ come quelle previsioni meteo sulle ere climatiche: una volta glaciale, un’altra desertica, un’altra ancora tropicale.  Sì, perchè se è vero che ‘ crescere‘ di qualche punto Pil da un anno all’altro non è impresa facile, come si possa ( addirittura) decuplicare trend fino a questo punto ‘ modesti’ o ‘normali’ resta ( per un non addetto ai lavori) abbastanza incomprensibile.  Ad esempio, come fa un Messico passare da 875 mld$ a 3.697 mld $ in ‘soli’ quindici anni ? Ha forse prodotto una speciale macchina per stampigliare ricchezza a piacimento?  Stessa domanda vale, più o meno, per Canada, Corea, Australia, Turchia e così via.

E’ chiaro che si può avvertire, tra tanta implacabile precisione, un trend, ovvero una tendenza alla ridistribuzione della ricchezza mondiale. Questo lo si avverte, anche a livelli bassi. Quel che ci si chiede, semmai, è come mai nessuno, da noi, o più in generale nella Vecchia Europa  ( o anche nella sola Zona Euro), non prenda i provvedimenti del caso. Nel 2028, il Regno Unito sorpasserà la Germania.
Dopo avere visto volatizzarsi in poco meno di un secolo un impero dalle dimensioni inedite, gli isolani, troveranno di che essere soddisfatti. Perso un primato, in fondo,  se ne riprendono un altro.
Sulla Vecchia Europa. Il problema è però quello, forse non debitamente sottolineato dagli analisti di Londra, che anche aggiungendo il previsto Pil del Regno Unito a quello della Zona Euro, allora, nel 2028, la Vecchia Europa sarà ben lontana da quell’egemonia economica che aveva creato le basi per la sua  egemonia mondiale.
Dapprima ( dopo le guerre fratricide del 1915/1918 e 1939/1945) ridimensionata dagli Usa ,  che tutto sommato rappresentavano una sua costola, e poi, a quanto pare,  ( in appena tre lustri)  tendenzialmente avviata alla marginalizzazione tra le future grandi economie del Pianeta.  Se qualcuno ha voglia di brindare , in quella  perfida Albione,  che nonostante le esperienze planetarie  sembra ora  assomigliare ad  una arcaica associazione tra villaggi di pescatori,  con tanto di fiabesche teste coronate,   lo faccia pure. E che buon pro le faccia.

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