Ravenna. Gli auguri del sindaco Fabrizio Matteucci: ’2014, RavennaNOI facciAMO l’impresa!’.

Ravenna. Gli auguri del sindaco Fabrizio Matteucci: ’2014, RavennaNOI facciAMO l’impresa!’.
Il sindaco Fabrizio Matteucci. Immagine di repertorio.

RAVENNA. “Cominciamo con una buona cosa di questa fine 2013: a Capodanno Ravenna ospiterà più turisti che a Natale.
Il 2 dicembre, Sole24Ore: Ravenna sesta in Italia per qualità della vita. Il 30 dicembre, Italia Oggi: Ravenna nella classifica della qualità della vita sale di 11 posizioni, dal 28esimo al 17esimo posto. Lo ripeto: leggo sondaggi e statistiche, ma da anni non li commento.

Mi tengo alla larga dal teatrino della politica. Io mi prendo cura della vita reale delle persone. Trovo singolare comunque i metodi di valutazione sulla sicurezza. Fa anche ridere leggere che a Ravenna c’è più criminalità che nelle città di Campania, Calabria e Sicilia. Oltre statistiche e sondaggi che valgono un battito di ciglia, anche Ravenna è immersa in quest’Italia “sciapa e infelice”, come scrive il Censis. Italia sciapa perché non promuove i nuovi talenti. Italia infelice perché c’ è troppa gente che soffre. Ravenna deve affrontare il 2014 con la resilienza che ci fa camminare tutti insieme. Senza lasciare solo chi rimane indietro. Cosi si fa Comunità.

Il primo problema di noi ravennati sono i soldi, che sono pochi per tanti, per troppi. I soldi generati e distribuiti grazie al lavoro. Per generare lavoro il Comune direttamente non può nulla. Me faremo tutto ciò che possiamo per dare una mano a chi può creare lavoro. Nel 2013 il Comune di Ravenna ha abbassato le tasse locali sui capannoni produttivi e ha applicato la Tia e non la Tares, evitando la stangata di Natale sui rifiuti. Nel 2014 abbasseremo l’Irpef, per dare una mano soprattutto a pensionati e lavoratori: ancora non so come faremo, con il mostro fiscale a tre teste chiamato Iuc in arrivo, ma lo faremo. Meno tasse per lasciare un po’ di soldi nelle tasche dei ravennati, in particolare di chi di euro ne ha pochi. Nel 2014 Ravenna deve trovare la forza per correre, in primo luogo nel lavoro e nell’impresa. Ecco la mano che darà il Comune: una radicale semplificazione di alcune procedure amministrative, in particolare nel settore edilizia-urbanistica. Novità grosse a partire dalla Dmuie, che non è una malattia ma il calcolo della dimensione media delle unità abitative di un’ Unità edilizia. È data dal rapporto tra la superficie utile complessiva a destinazione abitativa dell’edificio ed il numero delle unità immobiliari abitative.

È una procedura prevista dai nostri regolamenti che io voglio rivedere. E una semplificazione del lavoro della CQAP, la Commissione per la Qualità Architettonica e Paesaggistica del territorio. Renderò nota la proposta nei primissimi giorni del 2014.
Nel 2014 lavoreremo perché nessuno si senta solo, perché nessuno abbia paura.

Con il nuovo Prefetto Della Rocca, un servitore dello Stato che ha qualità da Capo della Polizia, Ravenna metterà il turbo alle politiche della sicurezza: saremo un esempio di rango nazionale. Vogliamo Ravenna sicura e gentile. Già oggi chi racconta Ravenna come una città degradata o è in malafede o ha una visione degradata della realtà. Ravenna nel 2014 avrà il coraggio di volare con la grande sfida per il 2019.

Abbiamo bisogno di energie ed esempi positivi. Gli operai dell’ ex-Pansac risorta nella Raviplast. Gli operai che lavorano per offrire ai figli una vita dignitosa. I volontari Mistral: altroché le ridicole ed eversive ronde padane a cui una parte di cittadini all’epoca aveva abboccato. Le meravigliose volontarie di Linea Rosa. La magie del Ravenna Festival di Cristina Mazzavillani.
I volontari di luoghi preziosi come Santa Teresa. Silvio Bartolotti, Mister Micoperi. Asia Fucchi, la nostra giovane Carabiniera.
Gabrio Maraldi, il mio Assessore che ci ha lasciato 16 mesi fa. La signora Luciana Rozzi, mamma di Raffaele eroe del lavoro.
Antonio Patuelli che guida la Cassa e adesso è Presidente dell’ABI. La mamma di Cherine. Il Cardinal Tonini che è sempre nel nostro cuore. Mamma Carla del dormitorio. I nostri giovani che chiedono una scuola migliore e sono i protagonisti della candidatura a Capitale Europea. I nostri coraggiosi capitani d’impresa. Esempi belli come lo sono i migliaia di ravennati che ogni giorno lavorano, studiano, hanno idee, faticano, mandano avanti la baracca.

Abbiamo le energie per farcela: io sarò con voi. Ravenna sarà meno sciapa del resto dell’Italia, perché promuoveremo i nostri giovani talenti. Abbiamo già cominciato. Non parlo delle mie scelte di promuovere una nuova classe dirigente, accolta con l’ostilità di qualche avversario e lo scetticismo di troppi amici. Già che ci sono, ribadisco: non è previsto nessun rimpasto della mia Giunta. Mi riferisco adesso all’affacciarsi di forze nuove in tutti campi. Due esempi per valorizzarli tutti: Guido Ottolenghi Presidente dell’Associazione Industriali e Massimo Mazzavillani Direttore CNA. Ravenna sarà meno infelice dell’Italia perché non lascerà solo nessuno. Nei prossimi 1000 giorni del mio mandato ce la metterò tutta. La politica deve aiutare i cittadini a fare e a fare bene. Spesso capita il contrario. Le grandi imprese mi hanno sempre affascinato, sin da piccolo. Le conquiste dell’uomo, lo sbarco sulla luna visto con gli occhi di un bambino di 11 anni, le scoperte scientifiche, gli atti di eroismo. Come quelli dei nostri nonni e dei nostri padri, durante e dopo le grandi guerre, come quelle, ancor prima, dei giovani che hanno fatto l’Unità d’Italia.
Ma vi sono, oggi, imprese meno epiche, ma altrettanto significative.

L’impresa che ogni giorno compiono le famiglie per fare quadrare i loro bilanci. L’impresa di coloro che ancora oggi investono nei futuro dei giovani nel nostro Paese. L’impresa di diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019. Amo questo genere d’imprese! Richiedono tenacia infaticabile, intelligenza, coraggio, gioco di squadra. Ecco, richiedono soprattutto un NOI! Noi facciAMO l’impresa, ogni giorno, nel nostro lavoro, nelle nostre famiglie, nelle nostre scelte! Noi, sì!

Occorre un NOI in momenti come questo, in momenti nei quali si deve andare per forza alla sostanza delle cose.
Dopo un’epoca di individualismo egoistico che si è impadronito di tutto, torna con vigore l’ urgenza, il bisogno del NOI.
Un NOI fatto di tanti io che non si guardano in cagnesco ma che cooperano e si vogliono bene anche quando competono.
NOI , noi che non vogliamo essere la somma indistinta di tanti individui isolati ma vogliamo essere una COMUNITÀ.
A partire da noi politici. Sono certo che per noi è perfetto quello che scrive Sandro Veronesi nel suo romanzo “Caos calmo” : “La gente pensa a noi infinitamente meno di quanto noi crediamo”. Cerco sempre di tenerne conto. Ma non basta. Ne farò tesoro nel 2014 e nei prossimi 1000 giorni. Vi auguro un 2014 bello!

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