Ravenna. Martedì 14 gennaio alle ore 18, Giuseppe Bellosi presenta il testo ‘Vocabolario faentino e italiano’

Ravenna. Martedì 14 gennaio alle ore 18, Giuseppe Bellosi presenta il testo ‘Vocabolario faentino e italiano’
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Ravenna. Martedì 14 Gennaio alla sala D’Attorre di Casa Melandri, sarà presentato nell’ambito di un incontro letterario ‘Il vocabolario faentino e italiano’. Il testo, discusso da Giuseppe Bellosi, rappresenta uno dei più importanti documenti lessicografici romagnoli.Il Vocabolario faentino e italiano Compilato dal Molto Reverendo Signore Don Giorgio Antonio Morini Faentino è un manoscritto degli inizi dell’Ottocento, costituito da settantadue carte (per 144 pagine), conservato nella raccolta del bibliofilo ravennate Giovanni Liverani. È sicuramente uno dei più importanti documenti lessicografici romagnoli in quanto è il primo esempio di “vero” vocabolario dialettale della nostra regione. Ora questo rarissimo documento è stato riprodotto in forma anastatica dalla Libreria Antiquaria Tonini di Ravenna, in una tiratura di 500 esemplari numerati, e curato da Giuseppe Bellosi che ha scritto un ampio saggio introduttivo.

Antonio Messeri e Achille Calzi, nel loro volume “Faenza nella storia e nell’arte” (1909), dedicano una scheda all’autore: «Giorgio Antonio Morini, nato il 23 aprile 1777, fu parroco prima a Tebano, nel contado faentino, e poi a Faenza, e dal 1814 al 1830 professore di retorica nel Seminario, e dal 1836 in poi insegnò la stessa materia nel Ginnasio. Scrisse elegantemente in prosa e in versi, in latino ed in italiano, e tra le sue opere è notevole la versione latina di tutta la Basvilliana del Monti, e di alcuni sermoni del Gozzi. Lasciò, poi, un manoscritto in tre fascicoletti (che conservasi nell’Archivio capitolare), co’l titolo Annali della città di Faenza, tomo I; ne’ quali si raccontano gli avvenimenti dal 1794 al 1797. Il Borsieri trascrisse quest’opera storica del Morini ne’ suoi Annali Faenza (Bibl. comunale). Fondò il Morini a proprie spese il pio Istituto per le fanciulle orfane, che da lui s’intitola, e morì il 21 decembre del 1844.

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