Notizie ( non solo) di sport. L’Italia del calcio accende il Sol Levante. Scoppia la ‘Hondamania’.

Notizie ( non solo) di sport. L’Italia del calcio accende il Sol Levante. Scoppia  la ‘Hondamania’.
Honda e Galliani download (2)

LA CRONACA DAL DIVANO. Ammirare lo sport dal divano è come starci dentro e fuori allo stesso tempo. Si tratta infatti d’un appostamento molto speciale. A volte perfino snobbate, ma non sempre a ragione, perchè la realtà ( e non solo quella di sport) ha spesso bisogno d’essere scrutata con occhi sgombri da tanti, inevitabili, condizionamenti.
Probabilmente, in questi giorni, i giornali ( e le tivù) non riescono ad andare oltre la ‘ magra’ di notizie che giungono dal Pianeta sportivo. C’è stato l’incidente a Schumi, che continua  comunque a tenerci col fiato sospeso, anche se le sue condizioni stazionarie inducono ad un qualche cauto ottimismo; c’è stata la sciatrice Vonn, di nuovo infortunata, e oramai fuori dalle prossime Olimpiadi della neve; c’è anche stato l’Uci che ha varato una commissione ad hoc per indagare ( non è mai troppo tardi) le malefatte nel ciclismo degli ultimi anni ( quelle di Armstrong comprese). Diciamo che qualcosina c’è, si muove, e non solo nel calcio, ma non è roba eclatante. Da far sobbalzare dal divano.

ARRIVA LA HONDA MANIA. Ecco allora la necessità di far di sventura virtù. Immaginando, creando. Come quelle paginone zeppe d’immagini della ‘rosea’, la nostra imperdibile ‘rosea‘, senza per questo dimenticare le testate concorrenti e comunque sempre molto creative e presenti sul mercato, tutte dedicate ad un nuovo fenomeno: l’Hondamania, dovuto al trequartista giapponese Keisuke Honda, 27 anni, giunto  dal Cska Mosca per vestire ( per tre anni e mezzo) la nobile casacca rossonera.
Personalmente, l’arrivo di Honda ci ha colpito per il fatto che, semmai ce ne fosse stato bisogno, la popolarità planetaria dell’Italia e del suo movimento sportivo, calcio in primis, non è affatto declinata, come ci ammoniscono quotidianamente i tanti cittadini del mondo che popolano i media nostrani. Per questi ultimi, noi, del Belpaese, dovremmo andare a scuola ogni giorno e ogni ora, qua e là per il Mondo, ad (re)imparare ( sostanzialmente) quello che ( tra l’altro) abbiamo ( a suo tempo ) insegnato al Mondo.
E che noi, non sempre per volontà nostra, abbiamo o dimenticato o scartato o calpestato . Lasciando spazio ai menagrami, ai malfattori, agli incapaci d’ogni ceto, età e sesso, fin al punto da meravigliarci se una ‘ celebrità’ del pallone giunta dall’altro capo dell’Emisfero ci confessa ‘ di avere sognato, fin da ragazzo, di vestire una maglia rossonera’.
Sì, quella del Vecchio Diavolo, che nel suo Paese, il Giappone,appunto,  è andato a disputare ben sei finali mondiali. Roba da record, e che neppure alcune squadre-Panda europee possono vantare.
IL DERBY DEL SOL LEVANTE. ” Può sembrare esagerato ma calcisticamente parlando – ha commentato Yuto Nagatomo, attaccante in forza all’altra squadra di Milano – è ( questo) più del top. Per noi, per le nostre carriere e anche per il Giappone: quel giorno ( in ci affronteremo) chissà quanta gente si metterà davanti alla tivù per guardarci. E se tutto va per il verso giusto, già nella prossima  Coppa Italia ci potrà essere questa ( eccezionale) occasione. Il nostro Paese impazzirà…”.

Piuttosto, che Keisuke Honda ce la metta ( davvero) tutta. Perchè il numero che ha scelto, il 10, pesa: visto che ha fasciato gente come Rivera, Gullit, Savicevic, Boban, Rui Costa etc etc.

Che aggiungere? Nulla. Se non le solite cose: invece di lacrimare, basterà realizzare qualcosa. Legge sugli impianti, qualche riforma soprattutto verso i settori giovanili, Figc e Lega finalmente all’altezza. Il resto, come s’usa dire,  è dietro all’angolo. Il calcio, lo sport italiano, sono pronti infatti per ripartire,  verso l’alto.

LA COPPA ITALIA. Ora la Coppa Italia, l’ex Coppa del Nonno, conta. Intanto perchè qualche prestigio è tornata ad offrire; poi, perchè introduce all’Europa League e, infine, perchè titolo è comunque da mettere in bacheca ma solo dopo averlo strappato all’elite del nostro calcio. Questo il tabellone rimasto ( ottavi, ad eliminazione diretta): Milan-Spezia ( 15 gennaio), Udinese-Inter ( oggi), Fiorentina-Chievo ( già disputata ieri, 2-0), Catania-Siena ( 15 gennaio); Roma-Samp ( oggi), Juventus -Avellino ( già disputata, 3-0), Lazio-Parma( 14 gennaio), Napoli-Atalanta ( 15 gennaio).

QUALCHE CHIACCHIERA DI CALCIOMERCATO. Come al solito sale molto fumo con, sulla brace, poca carne. La Roma, comunque, ha soffiato Naingoolan alla concorrenza, aggiungendo inoltre Sanabria, 17 anni, attaccante paraguaiano, dato per nuovo fenomeno del calcio; l’Inter resta ferma al trasferimento Guarin; il Milan sembra abbia fermato Fernando, centrocampista brasiliano, 27 anni, del Porto; la Juve sta trattando ( pare) lo scambio Vucinic-Lamela mentre la Viola, colpita dall’ endemico problema infortuni, nell’attesa di rivedere Gomez in campo e di conoscere i tempi di recupero del suo ( nostro) Pepito, ripensa ( si fa per dire) a Jo Jo Jovetic.
Sempre nella Juve dovrebbe trovare l’accordo Pirlo, mentre per Podgba e Vidal i principi del Golfo dovrebbero attendere. Nell’attesa, semmai, che la comica del fair play finanziario ( spendere in base ai ricavi) diventi ( finalmente) una cosa seria. Anche per coloro che  i soldi se li stampano in casa e non sanno da qualche finestra, poi, buttarli al vento. O meglio nelle tasche mai sazie dei procuratori, ormai signori incontrastati del giocattolo calcio. Un diciannovenne, Podgba, fa qualche uscita buona?  Bene, s’instaura una trattativa, tipo: o paghi quanto sceicchi e petrolieri o te lo porto via. Il tutto col sorriso soddisfatto e beneaugurante  di tanti nostri ( rassegnati o compartecipi ? ) addetti ai lavori.

ALTRI SPORT. L’attesa è tutta per le Olmpiadi della neve, a Sochi, Russia. E anche per per la ‘rossa‘, la nuova ‘rossa’ col turbo, che possa essere in grado di contrastare l’auto venuta dal nulla ma che in pista, ispirata da un genio si dice,  straccia tutto e tutti.
Quest’anno la Ferrari può contare su una coppia bicampione iridata, come quella composta dal  nostro Nando e dal figliuol prodigo Kimmi. Ce la faranno i nostri eroi a far tornare nel nulla la macchina alimentata da una pozione magica? Fatto salvo il pilota, naturalmente, ovvero  il giovane Vettel, che i quattro titoli del mondo se li è ampiamente meritati sul campo di gara. Nibali, poi, per il nostro sempiterno ciclismo, è pronto per il Tour. Saltando il Giro. Un peccato perchè se per il marketing la maglia gialla ha più valore, per la storia quella rosa è più difficile. E non di poco.

 

 

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