Rimini. Arlotti contro il declassamento della sede Inail riminese, ‘Non chiari i criteri adottati nella scelta delle sedi su cui intervenire’

Rimini. Arlotti contro il declassamento della sede Inail riminese, ‘Non chiari i criteri adottati nella scelta delle sedi su cui intervenire’
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Rimini. Tiziano Arlotti si fa portatore delle istanze del riminese opponendosi al declassamento della sede territoriale Inail di Rimini. Un no al declassamento convinto che si traduce in un’interrogazione in merito al ministro del Lavoro Enrico Giovannini e a quello dell’Economia Fabrizio Saccomanni. L’Inail sta riorganizzando la propria struttura sul territorio nazionale per ridurre l’organico così come indicato da due leggi approvate nel 2011 e 2012, spiega Arlotti. “E’ previsto il declassamento di 14 sedi territoriali tra cui quella di Rimini, nonostante il nostro territorio sia caratterizzato dalla forte stagionalità del settore turistico, con un incremento notevole del numero dei servizi erogati dall’Istituto alle aziende (acquisizione di nuovi clienti, riattivazione di rapporti assicurativi con l’Istituto a tutela dei lavoratori occupati nell’attività stagionale, sospensione della posizione del cliente al termine dell’attività stagionale, emissione di Durc) e ai lavoratori (visite mediche, fornitura protesi e ausili, pagamento all’infortunato della indennità per l’inabilità temporanea al lavoro)”. Il deputato ricorda inoltre che con il passaggio dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia sotto Rimini sono aumentati gli utenti serviti dall’Inail di Rimini. “Si contano circa 44.000 Durc emessi, più di 29.000 posizioni assicurative, oltre 13.000 casi di infortunio, malattia professionale e rendita per invalidità gestiti. E il declassamento della sede territoriale di Rimini provocherebbe anche l’accorpamento del Processo Prevenzione al Processo Aziende, comportandone di fatto un graduale svuotamento proprio in un momento politico e sociale in cui appare invece prioritario che l’istituto punti sulla prevenzione”. Arlotti chiede dunque ai ministri quali criteri siano stati adottati nella scelta delle sedi territoriali da declassare e sollecita a tenere in adeguata considerazione le peculiarità degli insediamenti produttivi e della stagionalità turistica riminese, con il relativo aumento della quantità di servizi e prestazioni erogate all’utenza, evitando sperequazioni tra strutture territoriali nonché tra le strutture territoriali e quelle centrali.

 

 

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