Notizie ( non solo) di sport. E chi dice che dobbiamo rassegnarci al declino? Nostro e del nostro calcio?

Notizie ( non solo) di sport. E chi dice che dobbiamo rassegnarci al declino? Nostro e del nostro calcio?
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LA CRONACA DAL DIVANO. La notizia sarebbe questa: Paul Podgba starebbe per passare alla corte da mille e una notte dello sceicco padrone e signore del Psg. Paul è un diciannovenne scoperto dalla Juventus, ma ‘ seguito‘  da Mino Raiola, uno di quei personaggi dietro le quinte che si sono ‘silenziosamente‘ ( impadronite)  del calcio ( non solo) italiano. Mino Raiola, ex pizzaiolo, e stella giovane ma ormai consolidata nel lucroso firmamento del  bussines sportivo,  ’segue’ anche Abramovich e Balotelli, tra gli altri, ovviamente.
CHE DIRE ? Ora, davanti a questa notizia, analoga ( purtroppo) a tante altre che fuoriescono ( a getto continuo) sui media in tempo di mercati aperti, non si può far altro che congetturare a ripetizione, a cominciare da quale fondamento dare alla notizia.  Se fosse vera, come sembra, almeno da quanto confermato dalle parole di un altro noto procuratore ad una trasmissione Mediaset, viene naturale chiedersi se l’Italia si sia ( ormai)  trasformata in una sorta di levatrice che aiuta a  partorire talenti da far migrare ( velocemente) altrove, dove i soldi sono frutti inesauribili d’un misterioso orto dei miracoli, per cui chiedere  e ottenere 50, 100, 500 milioni, poco cambia. Il fair play che dovrebbe indurre a spendere secondo ricavi svolazza come colorita chimera tra gli zeffiri di primavera.

IN TASCA AI PROCURATORI. Questo lo sanno gli sceicchi, lo sanno i Raiola e loro affini, lo sanno anche i numerosi addetti ai lavori che ( molto probabilmente)  ’compartecipano‘ alle operazioni. Comunque  il bravo Paul è una scoperta della Giovin Signora, che continua a valorizzarlo e magari anche ad indurlo al prolungamento del contratto, ma con tra i piedi quel Raiola che sul tema sembra già avere escogitato una delle due diavolerie. La solita, ormai. Quella di riuscire  a strappare qualche offerta in giro per il Mondo, che presenta alla squadra posta nel mirino, offrendole ( generosamente)  una  (o  due ) possibilità di scelta: o pagate questo e quello  o lo lasciate andare.
Nel caso del bravo Paul la Giovin Signora dovrebbe salire ( così dicono) da un milione ( o poco più ) d’ingaggio a 6 o 7, che è quanto gli spendaccioni sono disposti a riconoscere annualmente al ragazzo; inoltre, per il cartellino, ci si può accordare intorno ai 50 milioni di euro, che non sono patatine fritte per un calciatore appena sbocciato. Con tale malloppo la Juve potrebbe costruire chissà quale armata. Ci sono articolisti nostrani, in proposito,  che le stanno ( già) fornendo consigli. Per cui, se tanto ci dà tanto, possiamo cominciare a salutare il nostro bravo Paul. Avremmo voluto conoscerlo meglio, certo, ma fa niente, il bussiness incombe, e quello oggi conta sopra ogni altra cosa.  La storia di Paul si è già verificata con Ibra, e si verificherà ( quasi certamente) con Balo. E chissà con quanti altri giovani talenti ancora, finchè circoleranno ( senza vero controllo  di quegli organismi europei ancor più deludenti di quelli nostrani ) dei ‘lenoni’ interessati più  al ‘ mercato degli schiavi’ ( si fa per dire) che alla ‘santificazione dello sport’. O del ( lucroso ) calcio.

L’ESEMPIO JUVE. La Juve, in particolare, dopo le tempeste passate, sta ricostruendosi un piedistallo tra i più solidi d’Europa. Stadio di proprietà, immobili, campi di allenamento, merchandising, risultati sportivi etc etc, con introiti in significativo crescendo. Siamo già intorno ai 300 milioni, ma il trend sale. Ha bucato ( inspiegabilmente) la Champions, è vero, ma potrà rifarsi ( prossimamente) con scudetto ed Europa Ligue. La Juve, in particolare, dopo le tempeste passate, sta ricostruendosi un piedistallo tra i più solidi d’Europa.

Stadio di proprietà, immobili, campi da gioco, merchandising, risultati sportivi. In pratica è tornata tra le ‘corazzate‘ d’Europa. Quali Barca, Real, United.

Ma si sa che, da quelle parti, vale l’adagio ‘ Qui non si vende ma si compra‘.  Da rispettare, se si vuol stare al pari loro. In fondo, chi  ( per gran parte) è padrone del proprio destino, non può esprimersi diversamente. Le grandi sono grandi e basta. Per coloro, insomma, i Paul si comprano e non si vendono. Ed è forse, proprio sotto questo aspetto, che ( nelle grandi prove ) le une ( loro) vanno avanti e l’altra ( la Juve) si ferma. Evidentemente il piedistallo non basta, occorre anche la statua che sappia esprimere la raggiunta magnificenza.
Che per la Juve dei giovani dirigenti, dopo le  gloriose stagioni dei grandi vecchi, sarebbe  un traguardo davvero auspicabile.Traguardo Champions. Traguardo da celebrare ( eventualmente )  prima per  lei, giustamente, poi  anche per quello sport ( e calcio) italiano che proprio grazie a questi concreti  ( e fattibili) esempi da seguire può  ritrovare ( senza illudersi) la perduta grandezza. Alla faccia, ovviamente,  dei tanti …  geniali, imbelli,  avidi, lenoni e ‘compartecipi’ esterofili.

 

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