Non solo sport. Macchè decadenza! Dobbiamo però darci da fare, per risalire, senza ‘pozioni magiche’.

Non solo sport. Macchè decadenza! Dobbiamo però darci da fare, per risalire, senza ‘pozioni magiche’.
Nazionale campione del Mondo (2)

INEDITI E RIFLESSIONI SON SOLO DI SPORT. ” Oggi Jovetic e Lamela, che da noi facevano i fenomeni, trovano in Premier una qualità, tecnica e atletica,che li esclude. Balotelli e Kakà al City e al Real erano riserve, in Italia dettano legge. Anche Blisset nella decaduta serie A di oggi farebbe la sua sporca figura. Questa è la verità”. Che in una grande famiglia come quella della ‘rosea’ ci possano stare anche pensatori e storici del calcio come colui che  che ha espresso al mondo questa verità, ci può stare.
In famiglia, si sa, tutti possono avere spazio. Nessuno va penalizzato. Importante però è che se dalle opinioni si passa alle verità sia più d’uno ad essere interpellato. Magari fuori della famiglia. Per un confronto. Ad esempio, per noi, che non facciamo parte della grande famiglia della ‘rosea‘, non crediamo che sia verità quella espressa dall’articolista della rubrica Ripartenze, Luigi Garlando, sull’inserto di sabato 11 della beneamata Gazzetta. Perchè? Proviamo a spiegarci.

PREMESSA. Intanto precisiamo agli inglesoni che ci contestano d’avergli spedito in Premier alcuni ‘ bidoni‘, che quelli da loro ( profumatamente) acquistati ( con i soldi dei tanti spendaccioni che hanno preso d’assalto ultimamente il calcio delle isole) nessuno ha mai detto che erano fenomeni. Jovetic e Lamela erano e restano due buone promesse. Inoltre, che Balotelli detti legge nella decaduta serie A è più una auspicio che una realtà. Il Balo, infatti, se non la taglia col personaggio da spettacolo che gli hanno costruito attorno, rischia di fare ben poca strada sui rettangoli verdi, anche qui, da noi, Milan o non Milan che sia. Kakà, poi, quando è andato al Real era un Ballon d’or, punta di diamante d’un Milan che la legge l’aveva dettata ( soprattutto) all’Europa e al Mondo. Oggi, Ricky al Milan , è ( anche) un meraviglioso esempio di come si possa ( amare e) praticare il gioco del calcio. Infatti gli vogliono tutti bene.
ANTEFATTO. Negli anni Ottanta sbarcarono nel calcio nostrano tre britannici: Luter Blisset ( 1983), Mark Hateley ( ( 1984/1987) e Jan Rush ( 1986). Dalle loro parti si facevano intendere, ma da noi restarono in memoria ( nell’ordine) solo come : il Callonisett, il mattatore del derby milanese del 28 ottobre ’84 e  l’uomo che si trovò a suo agio solo col Pescara e nei pub. Il fatto era, spiega Garlando, che allora da noi circolavano i Maradona e i Platini, in un contesto all’avanguardia, mondiale, e che agli interpreti d’un calcio nebbioso e piovigginoso non lasciava proprio avvenire.  La situazione, sempre secondo la ‘verità‘, si sarebbe ribaltata oggi. Con la nostra serie A ridotta in macerie e la Premier splendente come il tesoro del conte di Montecristo.

UN MOMENTO … A prima vista, la ‘verità’ tiene. Il calcio va a cicli, ieri c’eravamo noi sulla ribalta, oggi ci sono gli inglesi. E fin qui tutto normale. in effetti se uno va a vedere i loro ( e i nostri)  bilanci ne resta esterrefatto. Loro sono indubbiamente avanti. Hanno trovato molti soldi da investire. Come, però, ad essere sinceri,  non l’abbiamo ( ancora) capito bene, ma aspettiamo che quella benedetta regola sul fair play finanziario sbandierata dal franco-italiano alla Uefa, venga messa in pratica.
Abbiamo inoltre consultato l’annuario. E abbiamo trovato che sul finire degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta le squadre di Premier la facevano da padrona in Europa: Liverpool ( 1976/77 e 1977/78), Nottingham Forrest ( 1978/79 e e 1979/80), Liverpool ( 1980/81), Aston Villa ( 1982/83), Liverpool ( 1983/84), Liverpool ( secondo dietro alla Juve, 1984/85). Ad interrompere quasi due lustri interi di predominio inglese fu infatti la tragedia dell’Haisel, in quel di Bruxelles, che comportò anche una squalifica dalle competizioni europee delle squadre d’Oltremanica.

Luter Blisset ( 1983), Mark Hateley ( ( 1984/1987) e Jan Rush ( 1986) non giungevano dunque da una lega di secondo piano. Anzi. Il problema era semmai che era piena di problemi, anche di natura criminale. Di cui presero però immediata coscienza. Da cui la pesante ( auto) espulsione dalla Coppa dei campioni e dalla altre Coppe europee.
Jovetic, Lamela e Balotelli sono passati nelle isole dopo qualche positiva presenza in serie A. Che, se guardiamo l’annuario, non è proprio alla cannetta del gas, visto che nel 2000 ( avvero tre anni fa) s’aggiudicò il triplete con l’Inter, dopo che il Milan aveva alzato  ( in due decenni) per ben cinque volte nei cieli d’Europa la Coppa dalle grandi orecchie.
Inoltre la povera seria A ha consentito di raccimolare una nazionale che è arrivata seconda all’Europeo e che ha dato il filo da Torcere a Brasile, Spagna e Uruguay al Mondialito. E se è vero che la serie A non ha più i requisiti di uno o due decenni fa, nell’attesa che qualcuno lascia il posto per fare quelle due o tre cose urgenti che mancano, resta pur sempre una palestra assai difficile da frequentare anche perchè può capitare di trovarsi fra i piedi  un Napoli ( si fa per dire) che si fa fuori il City ( degli spendaccioni) o l’Arsenal ( dei giovani fenomeni).

UNA CONCLUSIONE? Diciamo pure che la ‘verità’ sopra citata, come tante altre nel loro diffuso e amato genere,  invece di illustrare, valorizzare, vendere ( anche e soprattutto in tempi di magra) contribuiscono ad affossare il nostro ( piccolo) Paese. Facile dire infatti che la serie A s’attardata. Facile sparare su un corpo quasi inerme e mal governato. Difficile invece è rimboccarsi le maniche per aiutarlo a risalire.
Il nostro calcio, come in genere il nostro sport, ha (solo) bisogno di dirigenti capaci e generosi, di una vera legge sugli impianti ( per rinnovare quelli obsoleti), di una Federazione che tuteli l’attività dentro e fuori ( con un occhio speciale agli squali Uefa e Fifa) e di qualcuno che ( ogni tanto) vada a controllare certe ‘pozioni magiche’ che trasformano in prodigiosi cavalli purosangue  modesti trottatori a due zampe.   Della Premier e non soltanto. E come ( quasi solo) noi facciamo con il ciclismo e qualche altro sport.

 

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