Notizie ( non solo) di sport. Caporetto Milan: via Allegri, arrivano o Clarence Seedorf o Pippo Inzaghi.

Notizie ( non solo) di sport. Caporetto Milan: via Allegri, arrivano o Clarence Seedorf o Pippo Inzaghi.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Alle 11,45 circa ( di lunedì 13) l’ Ac  Milan ha licenziato ( con qualche anticipo sul programma) l’allenatore. Ora la prima squadra è stata affidata a Mauro Tassotti, almeno fino a giovedì per trasferirla poi, disponibilità e regolamenti permettendo, nelle mani impazienti di Clarence Seedorf, l’uomo ‘ sempre pronto’, dieci anni al Diavolo, quattro Coppe dalle grandi orecchie, e ancora in servizio attivo al Botafogo.
Qualcuno ( in un primo momento) aveva pensato che il testimone sarebbe andato a finire nelle mani di Pippo Inzaghi, che tanto bene sta facendo con  la Primavera rossonera, ma la proprietà è apparsa orientata diversamente. Così, Clarence arriva e Pippo può  continuare il suo tirocinio, con calma, senza altre inutili  pressioni, nella seconda squadra milanista.
Ma che è accaduto a Reggio Emilia, contro  il Sassuolo di patron Squinzi , in quel gioiellino ristrutturato dello  Mapei Stadium ? E’ accaduto l’indicibile. Roba d’altri tempi. E che forse solo qualche storico di mestiere potrebbe raccontare al meglio. Il Diavolo, infatti, con due puntate delle sue, s’era portato in vantaggio per 2-0 ( Robinho e Balotelli).
Poi, un ragazzo di Calabria, Berardi, 19 anni o poco più, centravanti, ha fatto brandelli d’una difesa che a  brandelli è sempre stata, ‘punendo’ il Milan con una raffica di gol ( quattro) che ( probabilmente) mai il Diavolo aveva incassato ( con tanta perentorietà) nel suo ultracentenario cammino. Waterloo o Caporetto sono i riferimenti più immediati che vengono alla mente.
Povero Diavolo,  qui  non c’è davvero più religione! Anche se quegli ultimi che si ribellano per diventare primi,  ha tanto di evangelico. Con quel Berardi  dai sembianti d’un angelo vendicatore che  ha fatto disperare i tifosi rossoneri ma (anche ) che ha fatto esultare tutti gli altri, umili ed emarginati compresi. Si attendono sviluppi.

QUALCHE NOTA SULLA CAPORETTO MILANISTA. I retroscena. ” Non difendetelo più, per favore, almeno voi non prendeteci in giro!” è questo uno dei tanti, accorati, messaggi arrivati a Milan Channel ( Studio aperto post partita)  inviati dai tifosi ancora una volta ‘ delusi’ dall’ennesimo  sconcertante comportamento tenuto dalla prima squadra. Il riferimento era ad Allgreri, il mister ‘sfiduciato’ che a fine anno avrebbe dovuto abbandonare  la squadra. Certo, i tifosi del Milan,  che in questi ultimi 25 anni hanno visto la loro squadra vincere come nessun altra su tutti campi del Mondo, sono rimasti scioccati. E come potevaessere altrimenti? Che sta accadendo?
Sta accadendo che il  Vecchio Diavolo sembra avere smarrito  la grinta luciferina  che l’ha sorretto per cinque lustri visto che  in campo manda , ormai, una truppa di ragazzotti che assomiglia più ad un ente assistenziale che ad una formazione da combattimento. Abbio, il guardiano, fa quel che può per piegare con il necessario tempismo la sua schiena lungamente provata; in difesa, poi, s’aggirano soggetti, che anche solo a paragonarli a qualcuno dei predecessori nei singoli ruoli, si rischia di restare fulminati.
Qui, tutt’al più, si potrebbero salvare De Ceglie e Cristante, le promesse future, con il secondo che con il Sassuolo ha avuto un impatto iniziale davvero incoraggiante. Il centrocampo, inoltre, non copre e non crea più di tanto, e lo stesso Montolivo  ( appesantito da squalifiche che lo squalificano )  sembra essere più regredito che migliorato. E’ chiaro che in un simile contesto poco può fare lo straordinario Kakà di questi giorni e poco potrà fare Honda, frustrato già al debutto, e  nonostante  tutto animato da una gran voglia di fare.

In attacco, almeno per noi, la delusione vera è Balo, nel senso che ogni giorno che passa mostra limiti su limiti: caratteriali, che per quanto migliorino sono sempre pronti ad esplodere anche al minino contrasto; tecnici, perchè anche se segna qualche gol tanti ( troppi) sono quelli che spreca, soprattutto quelli decisivi che lo collocherebbero ( quelli sì ) tra i grandi del momento; e, questo,  spesso  per mancanza d’umiltà e di esercizio. Certi suoi ‘svarioni‘, come si diceva un tempo, infatti, appaiono frutto di scarso coordinamento ed esercizio. Il suo Mentore, Mino Raiola, invece di pensare dove portarlo tra qualche mese per strappare un ennesimo buon incremento d’ingaggio, dovrebbe soffermarsi assai su queste caratteristiche del suo assistito.
Che a 23 suonati, non è più un ragazzino alle prime armi, ma un atleta (ormai) maturo a cui vengono richieste ( inevitabilmente) certe prestazioni. Prandelli, il buon Prandelli, farà bene tenerne conto perchè con la perdita ( irrecuperabile ? ) di Pepito Rossi e una Federazione che non ha fatto nulla di nulla per evitare che il perfido  Blatter  confinasse gli azzurri nel remoto ed umido cuore dell’Amazzonia, non avremo un attacco decente. Per cui rischiamo  una figuraccia che, al suo cospetto, quella patita nel 2o10 in Sud Africa, potrebbe essere (ri) considerata una impresa da albo d’oro.

Comunque LadyB non s’è trattenuta, e ( alla conclusione del disastro di Reggio) avrebbe sbottato:  ” Questo, tutto questo, non è più accettabile!”. Questo ( Allegri) e questi ( Zapata, Montolivo, Balo etc.), però. Tutti in un fascio affastellati. E non solo da Barbara.
Perchè qui, a (ri) metterci le mani,  non si tratterà solo di cambiare un allenatore che dopo lo scudetto ha avuto un percorso a gambero, e non solo a causa delle ristrettezze economiche ma soprattutto per la mancanza di alcuni requisiti che prescindono, come la ‘personalità’ della squadra in campo, la lucida  gestione  dell’andamento degli incontri e la cifra espressa del gioco. Mai ( o quasi) convincente. Mai ( o quasi) esaltante. Mai ( o quasi) da famiglia Milan. Qui,  insomma, si tratterà di ridare un progetto (globale ) per un nuovo  futuro ( globale) del Milan. Già, con Clarence, ma come ?

 LE GRANDI IN SPOLVERO. La Juve ha celebrato l’undicesima vittoria consecutiva in campionato. Contro il Cagliari, prigioniero in casa sua. Per la Juve è stato un altro dei suoi record. Il Conte Dracula ha apprezzato. Visibilmente. E il dg Marotta ( si dice) abbia  provveduto a stilare il nuovo contratto.
Che sembra cosa fatta,  anche perchè consentirebbe  ad Antonio di diventare il nuovo Ferguson italiano.Tiene la scia Juve la Roma del sergente  Garcia. Che si è sbarazzata con un brillante pokerino del fragile Genoa. Non ha perso il treno ‘scudetto’  neppure il Napoli di Benitez. Andato a provocare qualche lacrima sul volto di Mandorlini, fino ad oggi sempre ( meritatamente) sorridente.

LA CLASSIFICA * . Juventus punti 52; Roma 44; Napoli 42; Fiorentina 37; Verona 32; Inter 31; Torino 25; Lazio 24; Genoa 23; Milan  22; Cagliari e Atalanta 21;  Udinese 20; Sampdoria  18; Chievo 16;
Sassuolo 17; Bologna 16;  Livorno 13; Catania 13.

* Da completare  dopo le ultime due partite in programma.

TURNO 19a GIORNATA. ( sabato 11) Livorno-Parma 1-4 ( ore 18), Bologna-Lazio 0-0( ore 20,45); ( domenica) Torino-Fiorentina 0-0 ( ore 12,45), Atalanta-Catania 3-1, Cagliari-Juventus 1-4, Roma-Genoa 4-0, Verona-Napoli 0-3, Sassuolo- Milan ( ore 20,45) 4-3; ( lunedì) Samp-Udinese ( ore 19), Inter-Chievo ( lunedì, ore 21).

MARCATORI. 14 reti ( 5 rigori), Rossi ( Fiorentina); 11 reti Tevez ( 1 rigore), Juventus; 10 reti, Palacio ( Inter).

LA COPPA ITALIA. Mercoledì e giovedì scorsi è  tornata la Coppa Italia, con tre partite degli ottavi di finale ( tutte in diretta su Rai Due). In campo tutte le squadre di A. Si è cominciato mercoledì tra Fiorentina e Chievo, 1-0 ( alle 21, al Franchi); si è proceduto giovedì con Roma -Sampdoria  1-0 ( ore 18, Olimpico) e Udinese-Inter  1-0( ore 21, Friuli). Il programma degli ottavi si completa questa settimana con le ultime tre gare in programma: Lazio-Parma ( martedì 14, ore 21); Catania-Siena ( mercoledì, ore 16) e Milan-Spezia ( ore 18) e Napoli-Atalanta ( ore 21).

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